Viterbo Genova STORIA ANTICA
a cura di Mauro Galeotti
Elephas antiquus italicus lungo ben 14 metri
L’Elefante antico e la ricostruzione degli ambienti del passato
L’esemplare di Elephas antiquus italicus, pressoché completo, appartenente alla specie di mole massima vissuta nelle foreste euroasiatiche del Quaternario e ora estinta, venne rinvenuto nel 1941 in un giacimento di "farina fossile" situato in provincia di Viterbo.
La zona del ritrovamento, non lontana dal lago di Bolsena e dal vulcano Cimino, ha un passato geologico assai travagliato.
Vi si alternarono momenti di parossismo vulcanico e lunghe pause, durante le quali le acque, ruscellando, modellarono colline di tufi vulcanici e, accolte nelle depressioni, formarono laghi e paludi.
E’ probabile che l’elefante, sceso nel lago per bagnarsi, come fanno abitualmente questi animali, sia rimasto impantanato nella melma e non abbia saputo riguadagnare la riva.
Dopo la morte andò a fondo e, lentamente, venne sepolto dal sedimento lacustre costituito dai microscopici scheletri delle Diatomee.
Il deposito divenne roccia con il passare del tempo e permise così la fossilizzazione di questo grande animale.
Situato nella sala: Salone di Paleontologia
tratto dal sito http://www.museidigenova.it/it/content/elefante-antico
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Un altro elefante antico, nostro, è a Roma ritrovato a Grotte Santo Stefano il 27 luglio 1966, in località Poggio del Gallo.
Uno scheletro di Palaeoloxodon antiquus rinvenuto presso Grotte Santo Stefano (Viterbo), conservato nel Museo di Paleontologia dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza.
L'esemplare, databile al Pleistocene medio-superiore, è alto quasi 4 metri. Le zanne, lunghe oltre 3 metri, a differenza di quelle del mammut sono dritte e non curve.
tratto dal sito http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2015/09/03/foto/roma_citta_degli_elefanti-2744420/2/#media
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Negli anni cinquanta, le industrie tessili Marzotto tentarono di acquisire gli stabilimenti della Società Monte Amiata dove si lavorava farina fossile, estratta in loco e molto richiesta per vari utilizzi di tipo industriale, ma non ci furono sviluppi nella trattativa e tutto rimase come era, fino alla chiusura degli stabilimenti.
Il 27 luglio del 1966, in località Poggio del Gallo, a Grotte Santo Stafano, viene fatta un'importante scoperta archeologica: lungo il corso del "Fosso Campanile", in una zona ricca di farine fossili, venne rinvenuto lo scheletro di un animale preistorico perfettamente conservato.
Si tratta di un Elephas antiquus ed il prof. Ambrosetti, dell'Istituto Paleontologico di Roma, lo fa risalire al periodo Quaternario. Dopo la completa estrazione dal suolo lo scheletro è stato ricomposto presso lo stesso istituto a Roma, dove è tuttora visibile.
Altre scoperte dello stesso tipo hanno portato alla luce altri reperti, tra i quali le zanne di un elefante preistorico, conservate ed esposte al museo di Valentano.
tratto dal sito https://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_Santo_Stefano
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Nel 2013 a Castel Cellesi (VT): dopo il rinvenimento di alcuni denti lo scavo, parzialmente museato, sta portando alla luce i resti di un individuo adulto simile a quello viterbese, con la collaborazione del Museo di Paleontologia dell'Università di Firenze.
tratto dal sito https://it.wikipedia.org/wiki/Palaeoloxodon_antiquus
