Viterbo STORIA
Mauro Galeotti.
Dedicato a mio padre Vinicio, un uomo genuino, amoroso, che splende lassù nel cielo... in quella stella lì, vicino all'altra stella, mia mamma Bruna

Viterbo Befana del 1967, mio padre Vinicio con Ezio Vivarelli in Piazza Verdi, a sinistra è Via Matteotti, sul fondo dove è la Singer oggi è la Farmacia Montalboldi (Archivio Mauro Galeotti)

Le Guardie Urbane o Municipali, poi Vigili Urbani, poi oggi Polizia Locale furono istituite a Viterbo nel Maggio del 1867 e vennero ben presto disciolte con decreto, diffuso con manifesto del 24 Settembre 1870, dal comandante militare della Provincia di Viterbo, Caroelli. 

La motivazione di tale decisione, fu che la pubblica sicurezza era ritenuta sufficientemente garantita dai distaccamenti di truppe e dalla stazione dei Reali Carabinieri.

Furono di nuovo costituite nel 1872 e mi piace ricordare i nomi dei primi uomini che formarono quel corpo.

Agostino Barbetti, capo delle guardie, comandava le nove guardie: Melchisedech Fraticelli, Augusto Garbini, Gaetano Mordecchi, Agostino Crivelli, Vincenzo Luchetti, Camillo Mercati, Antonio Belli, Vincenzo Cavarischi e Raffaele Sauli.

Nel 1872 i dieci vigili urbani costavano al Comune 465 lire il mese.

In quell’anno fu redatto anche un regolamento che venne subito criticato dall’articolista della Gazzetta di Viterbo del 10 Agosto 1872, infatti, questi lamentava il fatto che esisteva la Polizia Urbana, esisteva un regolamento, ma nessuno lo faceva rispettare: «Se si fanno le leggi e poi non si fanno osservare, è come non fossero; anzi meglio non farle, si risparmia il disprezzo».

All’articolo 32 di quel regolamento leggo: «Il servizio delle Guardie è permanente dal levare del sole sino a quell’ora che il Sindaco stabilirà con apposito orario secondo le diverse stagioni. Una pattuglia sarà destinata per la perlustrazione della città in tutte le ore della notte».

Il capo delle Guardie Municipali portava con sé una sciabola che veniva soprannominata lo squatrone, mentre quella delle guardie semplici era detta saraga.

Il 29 Marzo 1907 fu approvata la modifica della vecchia divisa degli agenti comunali abolendo il medievale elmo.

Da un disegno ad acquerello, che possiedo, vedo la divisa giornaliera. Era di colore grigio piombo composta da: pantalone lungo; giacca aderente con spalline con due alamari sagomati a forma di striscia, dal petto fino all’addome; colletto alto e chiuso; maniche con risvolto decorato da un cordoncino azzurro riportato anche sulle spalline e sul colletto; berretto tondo con visiera, piatto nella parte superiore, in stoffa come il vestito, e con l’emblema della città.

Il capo delle guardie aveva un doppio filetto sulle maniche e sul berretto. Più tardi furono dotati di stivali e di guanti.

Sul fianco pendeva una piccola sciabola. 

Non posso non ricordare che fecero parte del Corpo dei Vigili urbani di Viterbo mio padre, Vinicio, con l’incarico di vigile tributario, e mio zio Vittorio Galeotti, che svolse con dedizione e senso del dovere le funzioni di vigile scelto con l’incarico, per oltre tre anni, di comandante, fu poi nominato vice comandante effettivo.

Un tempo si diceva che i Vigili Urbani sono il "biglietto da visita" della città ed in effetti il loro comportamento nei confronti di chi chiede informazioni è la presentazione della nostra città, quindi gentilezza, cortesia, professionalità, conoscere la lingua inglese, sapere la storia della città è fondamentale per rappresentare tutti noi viterbesi.

A questo punto voglio riportare un mio articolo su un personaggio che ebbe l'amore per la divisa, che la venerava come Alberto Sordi nel film "Il Vigile".

Parlo, anzi scrivo, di Renzo Tondi.

Renzo era collega di mio padre Vinicio, era un Vigile urbano eccezionale, era nato con la divisa per quanto sapeva portarla e proporla a chi gli chiedeva informazioni.

Un Vigile Urbano rispettoso del dovere, con autorità gentile.

Lo ricordo appassionato della nostra storia, quella di Viterbo, e possedeva uno dei più bei libri su Viterbo, quello di Andrea Scriattoli "Viterbo nei suoi monumenti" del 1915-20.

Era da ammirare quando dirigeva il traffico, in piedi, impettito, ritto, orgoglioso, districava le peggiori situazioni con pochi movimenti delle braccia tese e girate a mulinello, e, poi, il movimento della mano... splendido, armonioso, ripetitivo, che ora provo a descriverlo.

Non parlo, poi, quando era in moto, impeccabile, chissà se Alberto Sordi, nel film "Il Vigile", abbia mai parlato con Renzo per le movenze del motociclista? Come effettuare la messa in moto, lo stazionamento della moto, la paletta alta in corsa...

Era così preso dal suo lavoro che stendeva la mano, la girava col palmo all'insù poi muoveva le dita una dietro l'altra, come a volte facciamo per dire "vieni un po' qua" e rivoltava il polso su se stesso per ripetere il movimento delle dita.

Era un pregiato Vigile Urbano, "attore professionista" della strada, un uomo che non dimenticherò mai, anche per il bene che mi ha voluto.

I Vigili urbani di Viterbo attraverso il tempo


1 Matteucci Alfredo, 2-3 Vivarelli Ezio, 4 Rossetti Ippolito, 5-61 Silvestri Salvatore, 6 Tomassini, 7 Bonelli Mario, 8-71 Mancinelli Emilio, 9 Ribeca, 10 Turchetti Giuseppe, 11-29-30 Palano Marcello, 12-87 Serafini Armedio, 13 Risca Pietro, 14 Galeotti Vinicio, mio padre, 15-16-64 Tondi Renzo, 17-18-70 Spagna Pantaleo, 19-39 Segantini Nino, 20 Bernini Giorgio, 21 Belli Arnaldo, 22 Valenti Loris, 23-53 De Santis Francesco, 24 Costantini Cesare, 25 Sabatini Sandro, 26 Cisterna guardia campestre a Bagnaia, 27-89 Valenti Everaldo, 28 Ciancolini Mario, 31-32-52 Celestini Mario, 33-41 Manocchio Orlando, 34-68 Pennacchietti Domenico, 35 Marcoaldi, 36 Santucci Amedeo, 37 Corti Guido, 38 Saveri Pietro, 40 Battilocchi Silvano, 42 Micci Giuseppe, 43-56 Celestini Franco, 44-55 Fede Giulio, 46 Bernini Antonio, 47 Bugiotti Angelo, 48-90 Cannuccia Antonio, 49 Pecci Fausto, 50 Zeverino Giorgio, 51 Turchetti Rodolfo, 54 Celoni Franco, 57 Giovagnoli Armando, 58 Giuliani Franco, 59 Proietti Ermanno, 60 Burchiani Anacleto, 62 Cantoni Roberto, 63 Galeotti Vittorio, 65 Pierini Carlo, 66-67 Marzi Angelo, 69 Fedeli Romano, 70 Spagna Pantaleo, 72 Delle Monache Salvatore, 73 Fasanari Silvano, 74 Baroncini Mauro, 75 Celestini Alvaro, 76 Duri Giorgio, 77-78 Celestini Costante, 79-80 Fapperdue Bruno, 81-82 Petroselli Giuseppe, 83-84 Caporossi Nazzareno, 85 Alessi Armando, 86 Paoletti Tommaso, 88 Guadagno Marcello, 91 Celestini Salvatore. 
Nella foto centrale sono Condurelli, ? , Santucci Amedeo, Saveri, Telari, Corapi o Corati detto Bicchierino.

Le foto sono state raccolte in un quadro da Pantaleo Spagna e consegnate al Comando dei Vigili Urbani di Viterbo.