Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli

 

Girolamo Pastorini, affresco di Lorenzo Nelli, del 1677, nel chiostro grande * 

L'anno 1467 in cui la Santissima Vergine cominciò adoperar meraviglie in questa Quercia, Oliviero Pio da Corneto [Tarquinia] infermatosi con febbre maligna, petecchie, ed altri accidenti, tali, che dimostravano non esservi speranza di vita, e perciò abbandonato da Medici, ricorse all'aiuto di questa Santa Imagine con promessa di mutar la sua vita scorretta, e fargli una larga elemosina.

Appena ebbe fatto il voto, e chiesta la grazia, che fu esaudito, ritrovandosi in un subito del tutto sano.

Onde grato di sì gran beneficio donò Scudi cinquecento per farne una Campana, ed in trent'otto anni che sopravisse fu sempre buon Cristiano, e molto divoto alla sua Liberatrice.

Alla morte gli lasciò parte de' suoi beni con il suo corpo, che si ritrova nel mezzo della Chiesa sotto una gran lapide di marmo rosso.

Frate Nicolò Maria Torelli: Miracoli della Madonna della Quercia di Viterbo, in Viterbo 1793, pag. 131) 

 

L'anno 1620 Girolamo Pastorini di Viterbo dopo aver sofferto una febre maligna, e sì fastidiosa, che per venti giorni continui non li permise un minimo riposo; spedito da Medici, e munito di tutti Sagramenti era agonizzante in mano de' Sacerdoti, aspettandosi di punto in punto, che dasse l'ultimo fiato.

Stava già ammandito il tutto per portarlo alla Chiesa, l'acqua per lavarlo, i panni per vestirlo, e la cera per il mortorio.

In questo stato viepiù addolorata la moglie e la figlia nel pensare alla perdita per sempre del loro sostegno, rivolgendosi verso la Madonna SSma della Quercia della quale erano molto divote, trà pianti, e lagrime sfogano il loro cordoglio con queste, e simili preghieri: come ò Madre di pietà potrò io meschina più vivere in questo Mondo, diceva la Moglie; come così sola potrò portare il peso di questa Casa?

E cosa farò io sfortunata, replicava la figlia, senza mio Padre?

Vergine miracolosa abbiate pietà al nostro stato, replicavano insieme.

Voi sola potete consolarci: avete fatto e fate ogni giorno tanti Miracoli, Lasciateci in vita questo nostro unico sostegno.

Mentre così oravano parve al moribondo la Madonna sopra la Quercia con i Santi Girolamo, e Maria Maddalena, che li diceva, che per l'Orazioni della sua Moglie, e figlia gli si allungava la vita, e restava sano.

Ed in fatti sparita la visione apri gl'occhi, che da qualche tempo teneva chiusi, e chiamata la Moglie e figlia gli disse, che in quel punto per la loro Orazione la Madonna l'aveva risanato da ogni male; e di fatto levossi da letto con gran stupore, con non poco accrescimento di lode e divozione à questa miracolosa Imagine, alla quale portò il caso dipinto in tavola. [Il miracolo è dipinto nel chiostro grande].

Frate Nicolò Maria Torelli: Miracoli della Madonna della Quercia di Viterbo, in Viterbo 1793, pag. 136-137) 

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* Secondo la notizia riportata dagli storiografi locali, l'affresco si deve a Lorenzo Stelli romano, come riferisce anche lo Schleir. Ma sembra più giusto parlare del pittore Lorenzo Nelli (morto nel 1708) secondo le notizie dell'Orlandi e del Thieme Becker. Dal libro delle Ricordanze della Sindacheria, al 10 aprile 1677 risulta: "Furono fatte dipingere le tre lunette del Chiostro della fontana con Miracoli della Madonna, dal pittore Lorenzo Stelli, romano. (Signorelli 1967).
L'affresco di lunetta ha sulla destra le figura di un malato, Gerolamo Pastorini, con barba e capo fasciato che circondato da sei persone, che piangono e si disperano. Ai piedi del letto, posto obliquamente rispetto al piano frontale, è un tavolo con una candela sopra, quindi un braciere in finto rame sbalzato. Al centro è la Madonna con due Santi. Nella scena sulla sinistra è limitata da una balaustra di un terrazzo con piccola statua, prospiciente una veduta.

Tratto da: http://www.culturaitalia.it/opencms/it/temi/museid/viewItem.jsp?language=it&id=oai%3Aculturaitalia.it%3Amuseiditalia-work_40025