dott. Giuseppe Di Prima
Il primo si chiama Matteo Berrettini, tennista. Mostra orgoglioso il trofeo di secondo classificato a Wimbledon, unico italiano nella storia ad esserci riuscito.
Ha lottato come un leone contro un extraterrestre praticamente imbattibile, lo ha messo in difficoltà, ha perso con onore ed ha affermato pubblicamente davanti al pubblico di Wimbledon che questo deve essere un punto di partenza per la sua carriera e che queste sconfitte insegnano molto e bisogna farne tesoro.
L’altro si chiama Harry Kane, calciatore. Ha appena perso ai rigori la finale degli europei giocata nello stadio di casa. In realtà praticamente tutto l’Europeo lo ha giocato nel giardino di casa. Da un mese gli inglesi proclamano la loro vittoria al mondo, si fanno tatuaggi celebrativi, festeggiano, irridono gli avversari; pensano che una partita sia già finita avendo fatto gol dopo due minuti.
Il sig. Kane, come molti dei suoi compagni di squadra, si è sfilato dal collo la medaglia del secondo posto appena ricevuta, con aria di superiorità e schifo.
Nello sport si compete, si vince e si perde. La nobiltà dello sportivo si vede nella sconfitta. Insegnate ai vostri figli ad essere come Matteo e non come Harry.
