Stefano Marini Balestra
Direte Voi. Il calcio professionistico è un’impresa, è la terza forza economica italiana, le società sono quotate in borsa e raccolgono il risparmio e gli investimenti dei cittadini, quindi si lasci il fair play ai dilettanti, agli amatori dello sport.
Ma neanche per sogno !
Lo sport, anche se il suo nome deriva dallo spagnolo “deporte” che si italianizza in diporto, quindi svago, attività ludica e ricreativa, purtroppo nell’estremo professionismo è diventata una lotta economica dove regna il denaro.
Brutto declino. Tuttavia qualche segno di fair play, cioè di amichevole rapporto tra sportivi e loro società anche professioniste sopravvive.
Qualche residuo “spontaneo” di rapporto sportivo sopravvive.
Mi riferisco quanto accaduto sabato scorso in Lega Pro (l’ex serie C) allorché la partita Palermo/ Potenza non è stata concordemente disputata perché la squadra basilisca impossibilita partire da Potenza per “divieto” impostale dallo locale ASL.
Quindi alla “Favorita” di Palermo, la squadra rosanera del Palermo non è scesa in campo, non ha aspettato il rituali 45minuti per attendere invano l’avversario, quindi non ha cercato vincere la partita 3 a 0 per forfait dell’avversario.
Un ottimo esempio di Fair Play.
La Juventus invece, avida di successi anche a buon mercato, è scesa in campo nel suo Stadium, in attesa del Napoli impossibilitata partire dal Golfo per “ordine” ASL.
Si aspetta ottenere, senza aver giocato e forse perdere, la vittoria a tavolino per 3 a zero e certamente potrà anche giovarsi della penalizzazione di un 1 punto in classifica del Napoli.
Diverso stile quello del Palermo rispetto quello della Juventus!
E poi qualcuno si lamenta quando la squadra bianconera zebrata viene soprannominata “rubentus”.
