Viterbo
Mario Cipolloni

                           Piero Camilli

Volutamente, al termine del campionato, decidemmo con l'editore de "lacitta.eu" di non scrivere più della società gialloblu Viterbese, soprattutto sulla scorta delle dichiarazioni di Piero Camilli, specie dopo la squalifica del figlio Luciano che ha fatto seguito, con varie sceneggiate e denunce al termine della partita interna con l'Arezzo :

 "Vendo la società, chi vuole venga a prenderla, la regalo, a  persone credibili, è tutto a posto, non voglio più fare calcio, in questa città non si può fare calcio, forse non la iscrivo al prossimo campionato, sono stanco, mi ritiro ".

Poi, un piccolo ripensamento, " ad iscriverla al prossimo campionato di serie C, mi hanno convinto i miei figli; la Viterbese rispetto a tante società è una società sana, chi vuole venga a prenderla".
 
Amen.
 
Diverse le cordate che si sono presentate nella sede della ILCO ad Acquapendente, nessuna ha però convinto Camilli  e i suoi figli.

Fino a ieri quando è arrivato da Cassino, dove è nato e cresciuto l'Ing, Marco Arturo Romano.

Un imprenditore giovane (56 anni) titolare di una grande azienda, la "Tecnologia e Sicurezza" con tantissime sedi (120-130) in tutta Italia, compresa Viterbo, sportivo di razza, vice presidente del Livorno e successivamente vice presidente della Reggiana.

Un paio di lunghi, fruttuosi colloqui con Camilli e i figli.

Programma e intenzioni dell'ing. Marco Arturo Romano, hanno convinto il patron Piero a sottoscrivere un preliminare di vendita.

"Ho voglia di fare calcio, dopo aver militato come vicepresidente nel Livorno e nella Reggiana, cercavo una società con un progetto importante, ambizioso, la Viterbese ha queste caratteristiche, con Camilli siamo a buon punto, ci rivedremo la prossima settimana, per completare l'opera di acquisto e soprattutto per adempiere alla fidejussione".