Viterbo SPORT
Mario Cipolloni

Ci speri, ci credi, invece, tutto annullato da una Viterbese diversa da quella che tante volte ha dettato il proprio credo calcistico. Ricordare la vittoria in Coppa Italia.
Riposata, con tutti gli effettivi disponibili, caricata a mille, contro un Arezzo reduce da una grossa fatica contro il Novara, tutto a favore della gialloblu e invece la partita l'anno fatta gli amaranto di Dal Canto, tre pappine, musi lunghi e tutti a casa.
Delusione per quello che si sperava e che non è accaduto, mercoledì sera ci vorrà un miracolo, novene sportive a non finire, ci vuole un grosso aiuto, dal dio del pallone per ribaltare il negativissimo risultato.
Eppure, in una giornataccia calcistica che non ti aspetti, qualche buona occasione Rinaldi e soci l'hanno avuta, specie dopo il vantaggio (14' Brunori) degli amaranto:
43' il rigore poteva starci per un mani in piena area della difesa amaranto,
57' gol gialloblu, l'arbitro annulla per fallo sul portiere,
61' grossa mischia davanti a Pelagotti, tre salvataggi sulla linea, traversa di Polidori, ci provano anche Palermo e Mignanelli, niente da fare, la palla anche per un fortunatissimo miracolato estremo amaranto non oltrepassa la linea bianca.
E nel momento migliore della gialloblu, minuto 69' arriva il raddoppio, ancora Brunori, ottima giravolta, 2-0.
Pensi, speri che ancora una flebile, minima speranza nei restanti 20 minuti più il recupero almeno un gol si può fare.
Niente, assolutamente niente e al minuto 90' la mazzata finale: Benucci da sinistra impallina ancora Valentini 3-0 e addio sogni di gloria.
Un miracolo, solo un miracolo per passare il turno.
La speranza come sempre è l'ultima a morire.
Hai visto mai!!!
Fine di ogni più flebile speranza.
