Viterbo SPORT I Giuochi Olimpici 2016 a Rio sono entrati nell’ultima settimana di gare
Andrea Stefano Marini Balestra

Vi sono piaciuti i tuffi, i tiri al bersaglio, gli assalti alla spada, sciabola e fioretto, gli inseguimenti ciclistici nel velodromo?
A me, sportivo tutt’ora praticante, tutte le gare mi sono piaciute, qualunque sia stato e sarà il risultato degli atleti azzurri; del resto non sarei stato insignito dal CONI di Stella al Merito Sportivo e Medaglia d’argento al valore atletico se non fossi attento a seguire, ma un’osservazione extra sportiva mi è venuta spontanea.
Avrete tutti osservato come gli atleti vincenti si cingano all’esito della gara ed alla festa della premiazione della bandiera della loro nazione e come gli spettatori sugli spalti espongano ostentatamente il vessillo della loro patria e come, addirittura, si vestano alla loro moda e tutti intonino gli inni nazionali.
Alla barba, quindi, dell’internazionalismo che propone il Comitato olimpico internazionale che ha come simbolo sulla bandiera olimpica i cinque cerchi che rappresentano i cinque continenti, il popolo di ogni nazione si risveglia proprio durante i giuochi olimpici nel nazionalismo più puro.
Addirittura, atlete delle nazioni islamiche indossano il burka nonostante l’impiccio dell’indumento e probabilmente rinunciano a partecipare alle gare di nuoto e tuffi perché indossare un “burkina” non sarebbe utile per “fare il tempo”.
Che significa questo?
Significa che i popoli non seguono le idee internazionaliste di alcuni loro governanti che invece lo propongono per solo loro utile di commercio ed affari.
Significa che alla gente comune interessa lo spirito del suo popolo, la sua lingua, le sue usanze con i suoi riti ed i suoi modi di vita, per cui, chissenefrega dei trattati internazionali delle artificiali unioni tra stati al solo fine economico.
Appena è possibile rispunta violento il piacere di sentirsi nazione, quindi esprimere la propria appartenenza a ciascuna di essa.
Alle Olimpiadi, come stiamo vedendo, i francesi sono francesi, i germanici sono germanici, gli italiani italiani e cosi via per tutti.
L’esibizione di una bandiera europea durante le fasi di premiazione di un’atleta italiana è stata proprio stonata.
Che ci azzecca una bandiera di un’unione bancaria e finanziaria in un agone sportivo?
Non erano in gara la Deutsche Bank contro Monte Paschi di Siena ed UNICREDIT, ma solo schermidori!
Nessun altro atleta ha esibito bandiere diverse da quella sua patria per cui, aver esibito la bandiera europea, quindi di un’espressione geografica, la ritengo un’offesa alla Nazione Italiana che è partecipante ufficiale ai Giuochi, non la UE.
Viva pertanto le Olimpiadi che fanno rinascere ogni quattro anni il sano nazionalismo e rigettano ogni altro simbolo che non sia quello della bandiera dello stato Partecipante.
Andrea Stefano Marini Balestra
