Pesaro SPORT Fognini guida comunque la coppia con la sua esperienza, e l’Italia conquista il terzo e il quarto set
Silvia Lucchini

Una maratona senza esclusione di colpi con tanti, troppi errori da parte di Lorenzi.
Il sabato di Coppa Davis ricomincia alle 15.30 dopo l’incontro vinto da Fognini contro Juan Monaco. Noncurante della stanchezza e consapevole che, assenti Bolelli e Seppi, solo lui può contrastare il ritrovato Del Potro (ex n. 4 del seeding) Fabio Fognini si riaffaccia in campo per giocare la sua seconda partita.

Se è vero che non ha faticato più di tanto per battere Juan Monaco (1h 38 minuti) in tre set, il caldo dell’arena del Circolo Baratoff comincia a farsi sentire, sfiorando i 35°. Entrambe le coppie di giocatori sono “improvvisate” in quanto non hanno mai giocato insieme in Coppa Davis, e vedono affacciarsi per la prima volta in doppio Paolo Lorenzi, che fatica non poco ad entrare in partita.

Parte Lorenzi alla battuta, la partita è combattuta sin dai primi scambi, ma un doppio fallo di Lorenzi facilita il break dell’Argentina, che appare molto determinata e si porta subito in vantaggio 2-0. Del Potro conquista uno dei punti mirando al corpo di Fognini che si ripara come può contro il missile del gigante argentino.

Dopo qualche scambio è Lorenzi a restituire il favore, questa volta smashando sui piedi di Del Potro. Sul 3-1 per l’Argentina ci sono una serie di errori da parte di entrambi gli argentini che procurano 2 palle break all’Italia sul 15-40, entrambe mancate, e quindi 40-40 e poi 4-1 per l’Albiceleste. Il set si avvia ad una rapida conclusione (6-1) ed è esemplare il punto con cui gli argentini conquistano il 5-1: Fognini risponde bene al debole servizio di Pella e poco dopo sparando al corpo di Del Potro, che stoppa bellamente. Il doppio italiano si infrange spesso e volentieri sul muro eretto da Del Potro a rete (incredibilmente agile per i suoi quasi 2 metri).

Il secondo set inizia sulla scia del primo, con un tentativo di rivalsa della coppia italiana, ma nei momenti fondamentali Lorenzi insacca spesso i suoi fondamentali a rete, sia sul 2-2 che sul 3-3. Sul 3-4 per gli argentini e 30 pari, la presenza di un’altra pallina, lanciata incautamente durante il gioco a una ball girl, procura una sospensione del gioco da parte di Del Potro e un inalberamento degli italiani, che appaiono ancora scoordinati e poco brillanti (tranne un paio di “fognate” a rete) e paurosi, specialmente Lorenzi.

L’unica arma di Paolo Lorenzi che sembra far male all’argentina è il potente servizio (che viaggia mediamente tra i 203 e i 207 km/h) che comincia finalmente ad entrare nel terzo set che vede venir fuori la compagine italiana a testa alta, conquistandosi prima un break sul 2-1 e poi andando avanti 4-1. Lorenzi sbaglia meno e passa Guido Pella appena può. La differenza sostanziale dei primi 3 set è la scioltezza con la quale la formazione Albiceleste porta a casa i suoi giochi (spesso a 0 oppure a 15) e la fatica con la quale Fognini/Lorenzi incamerano il turno di servizio.

Fognini guida comunque la coppia con la sua esperienza, e l’Italia conquista il terzo e il quarto set con un duplice 6-3 con abili giocate alla Panatta del tennista romano, che pare quasi essere il beniamino del pubblico che lo incita più volte nei momenti di difficoltà.

Grande equilibrio nell’ultimo parziale di gioco, e leggera supremazia degli italiani che si portano avanti 3-3 conquistando ben tre palle break, che gli argentini riescono dapprima ad annullare e poi a strappando il gioco successivo a zero e andando avanti 5-3. Oramai il destino è segnato e la partita si chiude dopo 3 ore e 50 minuti di sofferenza e rimonte (quasi) impossibili. Resta la delusione per le palle break non trasformate che avrebbero portato forse ad un esito diverso.

Risultato: Del Potro/Pella b. Fognini/Lorenzi 6-1 7-6 3-6 3-6 6-4

Silvia Lucchini