Viterbo SPORT Con questi AZZURRI, tutti grinta e cuore, Conte può superare anche la "leggenda"
Mario Cipolloni

 
Un vecchio proverbio si adatta perfettamente alla vittoria dei ragazzi di Antonio Conte : I pifferi di montagna andarono per suonare e furono suonati.
Si, suonati due volte, anzi tre.

La prima elettrizzante sinfonia con acuto finale al 37° del p.t. con quel bellissimo "do" di piede, dell'immenso VITERBESE, Leonardo Bonucci,  a scavalcare tutta la difesa dei belgi, con l'acuto di Giaccherini e per il pur bravo, anzi ottimo, Courtois non c'è stato da far altro che raccogliere lo spartito della sua squadra in fondo alla rete.
La seconda suonata sinfonica al 90°+2, una toccata e fuga di Immobile con accompagnamento di Candreva e acuto finale di Pellè 2-0.

La terza suonata è di undici+ tre azzurri, un coro che, per tutti i 90 minuti del concerto calcistico ha frastornato  i rossi belgi e tutti i suoi tifosi.

Gli azzurri, che già dal sorteggio erano considerati la vittima sacrificale del gruppo E  hanno suonato nel miglior modo possibile come richiesto e spesso ricordato ai suoi musicanti il direttore d'orchestra Antonio Conte.

Certo, sul finire, il fiato per continuare a suonare è venuto un po' meno, ma non s'è persa d'animo l'orchestra azzurra ha mantenuto saldo in piede lo spartito e vittoria è stata con un immenso applauso dell'intera platea.
 
Venerdì arrivano gli svedesi con quell'elemento (Zlatan Ibrahimovic) che dice di essere, anzi di sapere di essere "una leggenda" calcistica. Presuntuoso è dirgli poco, i vari Pelè, Maradona, Schaffino, Puskas, e tanti, tantissimi altri, (compresi gli italiani) che hanno fatto la storia del calcio mondiale sono sicuramente dei scesi dall'olimpo calcistico.

Con questi AZZURRI, tutti grinta e cuore, Conte può superare anche la "leggenda". 
Mario Cipolloni