Viterbo POLITICA Una soluzione che non risolve una crisi che, anzi, trova ulteriori spunti per inasprirsi sempre di più
di Tiziana Mancinelli

Maria Rita De Alexandris e Leonardo Michelini
Ombre, veleni e presunti ricatti dentro la maggioranza comunale e una crisi politica ancora tutta da risolvere nonostante l'elezione unanime di Maria Rita De Alexandris a nuovo presidente del consiglio comunale.
Una soluzione che non risolve una crisi che, anzi, trova ulteriori spunti per inasprirsi sempre di più. Il nome del presidente del consiglio c'è, ma la serenità all'interno della maggioranza di Leonardo Michelini non c'è più.
E questo è un problema ancora più grave e preoccupante di quello legato alla matematica dei numeri che, alla fine, in un modo o nell'altro, tornano sempre quando c'è il rischio del “tutti a casa”.
Lo scontro virulento all'interno al Partito Democratico, e tra questo e le liste civiche, è arrivato a un punto tale che nessuno ormai dorme più sonni tranquilli.
Tutti si guardano le spalle da tutti.
Un clima non certo ottimale per una coalizione che deve guidare una città.
Le settimane di incontri, scontri, che hanno portato a convergere sul nome di Maria Rita De Alexandris di Viva Viterbo alla presidenza del consiglio comunale, superando quelli di Maurizio Tofani, Sergio Insogna, Livio Treta, hanno rivelato degli scenari inquietanti che la dicono lunga sui rapporti interni alla maggioranza.
Tutto nasce da un articolo di un giornale che nei giorni scorsi motivava l'atteggiamento di ostilità da parte di sette componenti del Partito Democratico alla candidatura di Tofani con l'ottenimento di avanzamenti di carriera all'interno della Asl.
Tra i sette citati ci sono Melissa Mongiardo, figlia dell'omonimo primario di Belcolle, e Francesco Serra, responsabile del reparto di cardiologia dello stesso ospedale, che oggi hanno giustamente levato la loro voce di sdegno verso certe affermazioni.
Volano parole grosse da parte dei consiglieri colpiti che parlano di “ricatti, comportamenti mafiosi” scoperchiando un clima di bile e veleni che sembra vivere oramai da tempo la maggioranza di Michelini.
E' Filippo Rossi a esprimere solidarietà verso i sette consiglieri per essere stati presi di mira da quella che lo stesso ex presidente del consiglio non esita a definire “una macchina del fango”.
Siamo di fronte a una delle pagine forse più squallide scritte finora nella storia di questa città. Altro che progetti di sviluppo.
Sulle pareti del palazzo del governo cittadino si allunga l'ombra di una mano invisibile che sembra colpire chi non si allinea a determinate direttive. Era già successo allo stesso Tofani, impalato qualche mese fa da un emendamento presentato dalla sua stessa maggioranza per la vicenda del Cev che avrebbe potuto aprire una condizione di incompatibilità, costringendolo a dimettersi dal consiglio.
E' toccato più volte allo stesso Serra sulla sua testa, e su quella di altri suoi compagni di partito, già all'inizio del mandato elettorale di Michelini, era stata agitata la mannaia di una presunta incompatibilità con conseguente uscita dal consiglio comunale. Insomma cosa sta succedendo all'interno della coalizione che sta guidando questa città?
Se lo domanda Gianmaria Santucci: “Chiedo l'intervento del segretario generale, dato che è responsabile anche dell'anticorruzione, per fare luce sull'episodio di cui sono stati oggetto questi consiglieri comunali”.
La seduta di consiglio si conclude con l'elezione all'unanimità di Maria Rita De Alexandris di Viva Viterbo alla presidenza del consiglio al posto di Filippo Rossi dello stesso movimento, e Mario Quintarelli del Pd nel ruolo di vice al posto di Patrizia Frittelli dello stesso partito.
Cambiano i volti, ma le poltrone restano a chi le aveva anche prima, e la lottizzazione politica resta la stessa.
Negli assetti non cambia nulla, quindi, e proprio per questo, la maggioranza di Michelini è pronta a esplodere, nuovamente, da un momento all'altro su un nodo politico vissuto ora con la tensione nervosa causata dai recenti fatti che hanno colpito la sfera personale di alcuni consiglieri.
Restano le rivendicazioni del gruppo “Oltre le Mura”, sette componenti con un assessore in giunta, trasferito dai Lavori Pubblici all'urbanistica dove non c'è più nulla da fare dopo l'approvazione delle linee guida sui piani integrati da parte del precedente assessore di area fioroniana, e un altro, Alessandra Zucchi, letteralmente scomparsa, contro “Viva Viterbo” che con un consigliere può vantare la presidenza del consiglio e un assessore.
Resta la spaccatura tra la corrente renziana panunziana e quella fioroniana che, anche se diventata numericamente inferiore, vuole continuare a tenere in mano il boccino delle sorti del Comune di Viterbo.
Tutto come prima, questioni irrisolte pronte a deflagare alla prossima occasione che non tarderà a presentarsi.
L'approvazione del bilancio di previsione è prevista entro il 31 marzo, ci sono poi le elezioni provinciali e, infine, il rimpasto di giunta.
Difficile credere che Michelini possa ignorarlo, poiché proprio su questo banco, chi oggi ha votato la De Alexandris potrebbe chiedere la sua contropartita.
Tiziana Mancinelli
