Viterbo POLITICA VIDEO Poco giustifica l’assenza, “giustificata”, dell’assessore al bilancio Luisa Ciambella
di Tiziana Mancinelli

{youtube}03x1GHi9JSA{/youtube}

La maggioranza di centrosinistra arriva in consiglio comunale con la proposta di assestamento di bilancio, ma nessuno di loro sa dire quali siano gli indirizzi politici che hanno ispirato i vari spostamenti di soldi da un capitolo all’altro.

Poco giustifica l’assenza, “giustificata”, dell’assessore al bilancio Luisa Ciambella. Quale sia la visione, le linee, le politiche che questa coalizione intende portare avanti, dovrebbe essere chiaro a tutti i suoi esponenti per poterlo spiegare anche in assenza dell’assessore competente.

E invece il documento contabile che modifica il bilancio di previsione precedentemente approvato, arriva in consiglio comunale con la sola relazione tecnica del responsabile del settore dei servizi finanziari.

Da parte della politica: nessuna parola.

La relazione da parte degli assessori è pure obbligatoria. Che idee si hanno sui servizi sociali, sul verde, sul personale, sulla cultura, sullo sviluppo economico non è dato sapere. Ciò che arriva sul tavolo dei consiglieri comunali per essere votato è solo un elenco di capitoli con relative cifre.

Bisogna andare a spulciare riga per riga, voce per voce, calcolatrice alla mano, per vedere dove i soldi sono aumentati e dove sono diminuiti, per cercare di capire quali siano le politiche che la coalizione di Michelini intende attuare: se vuole puntare sulle famiglie, o sui minori, o sui prati, o sulle strade, o sulla monnezza.

Anche all’inizio del mandato si dovette aspettare qualche mese per l’esposizione al consiglio da parte del sindaco delle linee programmatiche che devono guidare l’attività dei cinque anni e che solitamente tutti presentano al momento dell’insediamento.

Anche ieri da parte dell’organo politico bocche cucite su cosa si vuole fare di questa città. Lo fa notare subito Gianmaria Santucci: “Non si è visto mai nella storia di questo Comune che una manovra di bilancio venga portata in consiglio senza una relazione da parte dell’organo politico che spieghi quali strategie sta mettendo in atto”.

Su questo punto, fondamentale, insiste anche la consigliera Chiara Frontini di Viterbo 2020: “avete definanziato la riclassificazione catastale per l’equità fiscale e aumentato le spese per gli incarichi legali, possibile che il Pd accetti questo senza dire nulla?” Ribatte il consigliere Francesco Serra del Partito Democratico: “Il piano per l’equità fiscale va avanti, costa di meno perché se ne sta occupando il personale interno”.

Serra è l’unico tra assessori e consiglieri, sindaco compreso, che riesce in parte a chiarire quali siano le logiche che hanno ispirato tale documento. Ma non è sufficiente. “Non avete una visione sul bilancio”, torna a ribadire la Frontini, “Non dite cosa ci volete fare con i soldi che avete a disposizione”. Nemmeno la commissione che si è tenuta il giorno precedente ha contribuito a chiarire le intenzioni dell’amministrazione per il governo della città.

“C’era solo il dirigente della ragioneria”, protesta il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Gianluca de Dominicis, “Nessuno della giunta è intervenuto, cosa dobbiamo fare per capire il contenuto politico di questo documento?”. L’opposizione torna a chiedere di riferire in consiglio sulla crisi di maggioranza.

Ma anche questo è un argomento su cui regna un mistero quasi mistico. Nessuno parla. E all’opposizione non resta che interpellare le rune per avere lumi sul futuro di questa città e di questa amministrazione. Gli assestamenti di bilancio sono stati approvati con il voto favorevole della maggioranza. Opposizione contraria.

La squadra di Michelini porta a casa una vittoria di Pirro: nei fatti è stata umiliata dall’opposizione. “Oggi potevamo fare migliaia di emendamenti, ma non ne abbiamo tirato fuori nemmeno uno”, dice Santucci, “quando li presentiamo ci accusate di ostruzionismo. Ma stasera che non li abbiamo fatti, non vi siete dimostrati capaci di entrare nel merito delle scelte che prendete. Gli emendamenti sono stati gli unici strumenti che ci hanno consentito di farvi parlare delle vostre decisioni politiche.”

Tiziana Mancinelli