Viterbo POLITICA VIDEO Un fatto tecnico che avrà, quindi, un risvolto politico dirompente
di Tiziana Mancinelli

 

La maggioranza di centro sinistra “silura” due suoi consiglieri: Maurizio Tofani e Francesco Moltoni.

Nel documento di assestamento di bilancio viene iscritta una posta di 800 mila euro per coprire l'eventuale mancato risarcimento per danno erariale da parte delle persone condannate dalla Corte dei Conti per l'affaire Cev, tra cui i due consiglieri di “Oltre le mura”: Tofani e Moltoni.

Era obbligatorio inserire questa posta subito ora? L'opposizione di centro destra dice di no: c'è ricorso in Cassazione, quindi l'iter non si è ancora concluso.

Di opinione diversa la maggioranza di centrosinistra che nei giorni precedenti era andata in forte contrasto con il consigliere Maurizio Tofani, capogruppo di “Oltre le mura”, che aveva messo in discussione alcuni provvedimenti presi della giunta. Secondo la squadra di Michelini le poste vanno in bilancio.

Il dilemma non è di poco conto, poiché la decisione di inserire questa voce, apre i termini per dichiarare l'incompatibilità dei due consiglieri, nel caso in cui non versino le somme dovute, e quindi la loro decadenza dal consiglio comunale.

Un fatto tecnico che avrà, quindi, un risvolto politico dirompente. La maggioranza inserendo tali somme ha praticamente messo con le spalle al muro i due consiglieri che ora o versano le cifre richieste dalla Corte dei Conti, senza aspettare il ricorso in Cassazione, o dovranno dimettersi per incompatibilità dal loro ruolo di consigliere comunale.

L'opposizione vuole vederci chiaro: perché la maggioranza non ha fatto lo stesso con le altre cause? C'è ad esempio il rischio di dover rimborsare i soldi che la regione ha anticipato per il ribasso d'asta per la costruzione del centro fieristico Tuscia Expò, dato che la gara non è mai avvenuta. Ma in questo caso non è stata inserita nessuna voce in bilancio. Allora perché nei confronti di Tofani e Moltoni: sì?

Lo chiede Santucci a nome di tutta l'opposizione: “Se questo è il principio”, dice Santucci, “bene, allora applicatelo a tutti, e mettete in bilancio tutte le cause che avete appese in secondo grado, prima ancora della Cassazione, e quindi non definite. Scrivete in bilancio anche per queste un fondo rischi in entrata e uno in uscita come avete fatto per la vicenda di Tofani e Moltoni” . Santucci chiede di vedere le carte relative a tutta la questione, ma in consiglio la documentazione non c'è.

“Non c'è un pezzo di carta, qui, oggi”, dice Santucci, “vogliamo vedere i documenti prima di votare, vogliamo sapere se il Comune ha fatto la diffida a pagare, cosa hanno risposto i consiglieri, se sono sospesi i termini, se non lo sono quali atti amministrativi l'amministrazione intende compiere, se sono passati o no i dieci giorni per aprire il procedimento di incompatibilità”.

La segretaria generale non ha una risposta su nulla di tutto ciò, o se ce l'ha non la dice. Ammette però di non sapere la cosa più importante: “Devo verificare se l'invito a pagare corrisponde a una diffida e messa in mora”, atto, quest'ultimo, che aprirebbe i termini per dichiarare l'incompatibilità dei due consiglieri e quindi la loro decadenza dal consiglio.

Il responsabile del procedimento, il dottor Fioramanti, che potrebbe chiarire questi punti non è presente in consiglio. Nei corridoi si dice che la sentenza che condanna Tofani e Moltoni per danno erariale non sarebbe passata in giudicato. Perché allora tanta fretta di iscrivere in bilancio tali somme aprendo di fatto un procedimento di incompatibilità nei confronti dei consiglieri?

La variazione di bilancio viene approvata con grande sorpresa anche dalla lista “Oltre le mura” che contribuisce così ad abbassare la mannaia sulla testa del proprio capogruppo, Maurizio Tofani, un segnale politico che lascia perplessi e che lascia intravedere per il futuro pericolose turbolenze e magari anche qualche colpo di scena a sorpresa.

“Avete creato le condizioni per “seccare” due dei vostri consiglieri, senza che la cosa vi turbi minimamente”, ha detto il consigliere Marini “io avrei agito con molta più responsabilità”.

Tiziana Mancinelli