Viterbo CRONACA
Andrea Stefano Marini Balestra
Alla luce degli ultimi eventi e mi riferisco all’odierna notifica di risoluzione dell’accordo di affitto azienda della Ex ILVA di Taranto con la ARCELOR MITTAL a suo tempo stipulato con i Commissari straordinari per fare alcune considerazioni circa l’utilità di certi governi e certa magistratura nei riguardi della collettività nazionale.
E’ ormai dimostrato che l’azione giudiziaria non sia sempre stata rivolta nell’interesse dei cittadini.
Leggiamo ogni giorno di un’attività giudiziaria che spesso non appare finalizzata ad un esercizio corretto della giustizia, del buon senso comune ed alla corretta gestione dei problemi della società italiana.
Si dirà: “summum jus, summa iniuria” però troppo spesso l’applicazione meccanica di norme va in contrasto con la corretta convivenza civile.
Non sto in queste note ricordare come decisioni giudiziarie, anche della Suprema Corte di Cassazione ed della Corte costituzionale, abbiano collaborato alla sconquasso di principi assodati e riconosciuti dai cittadini italiani.
In giro nella società sentiamo sempre più spesso dire che non sia più la Giustizia proteggere i cittadini, ma siano quest’ultimi a proteggersi dalla prima.
Bel risultato, no!
Nello specifico.
Il Tribunale penale di Taranto ebbe imporre ai Commissari straordinaria della Ex ILVA il completamento di precise prescrizioni di carattere ambientale entro il 13 dicembre prossimo e dal canto suo il Governo Contebis ha, a far data il 3 novembre scorso, eliminato l’”ombrello”, cioè la protezione necessaria alla società Arcelor Mittal Italia di attuare il suo piano ambientale senza rischio di responsabilità penali.
Un pasticcio enorme, perché, nella impossibilità per la Società Arcelor Mittal di completare il piano in un termine così ristretto, si è vista costretta annunciare il suo ritiro dall’”affare”, che avrebbe consentito la ripresa del lavoro nello stabilimento siderurgico tarantino.
Insomma, Governo e Tribunale, con i loro illogici provvedimenti, hanno reso possibile che 5mila lavoratori di Taranto vadano presto a spasso.
Infatti, il mancato adeguamento entro il 13 dicembre dei pani di risanamento determinerà lo spegnimento dell’altoforno 2 ed a cascata anche degli altri.
Addio acciaieria di Taranto, la più grande d’Europa ed apportatrice di buon valore PIL nazionale!
Ditemi Voi se questo è il modo di amministrare una Nazione come l’Italia.
Nella “logica antimpresa” del Movimento 5 Stelle e nella incapacità del PD stiamo cadendo nel baratro di un arretramento industriale della Nazione dando in particolare un colpo alla economia del nostro mezzogiorno i cui dati sono di ora in ora sempre più preoccupanti.
Che volevate aspettarvi da un governo attuale, ma anche dall’immediato precedente, in cui il Ministero dello Sviluppo economico è retto da una coppia di perfetti incompetenti come Di Maio e Patuanelli, entrambi M5 Stelle.
Il bello è che adesso gli stessi personaggi che hanno fatto il guaio tenteranno metterci una pezza, ma, certo, questa pezza sarà peggio del buco.
Non crediamo che, dopo aver trovato un gruppo imprenditoriale che voleva farsi carico del “fardello” ex ILVA, quindi averlo costretto alla fuga, si trovi qualcun altro nel mondo che abbia il “piacere” ritentare l’impresa ex ILVA di Taranto.
Ormai è certo.
Tribunali e Governo italiani non sono credibili.
Sempre più difficile che qualcuno venga a “scommettere” in Italia.
E noi paghiamo!
