Viterbo POLITICA
Andrea Stefano Marini Balestra

Questo è stato il refrain politico odierno all’esito delle manifestazioni di piazza di sabato 8 dicembre.
Le piazze con Salvini Roma e quella NO TAV (per la parte “grillina”) di Torino non sono state contro il governo gialloverde in carica, ma, sembra strano per grandi manifestazioni di massa, per dare fiducia alle politiche governative.
Come ha sottolineato Salvini nel suo oceanico discorso di Roma, la legittimazione di un governo viene dal popolo prima che dai suoi eletti in Parlamento.
Il Governo, prima di avere e mantenere fiducia in parlamento, la deve avere dalla “gente”. La “gente” di p.zza del Popolo a Roma, ha sottolineato con applausi quanto i ministri presenti (Centinaio, Bussetti, Fontana, Bongiorno) hanno rispettivamente elencato nella loro azione di questi sei mesi e di quanto andranno a fare e proporre in futuro.
Questa “gente” (certamente nel numero di oltre 60000 individui) ha confermato la fiducia nel Governo Conte, legittimando quella ottenuta l’altro ieri alla Camera.
La fiducia ad un governo, ancorché ottenuta nelle Camere, ma non condivisa dal popolo, non è una fiducia valida. La fiducia in un governo non può provenire dai burocrati di Bruxelles, dal mondo della finanza internazionale e dai mercati che agitano lo “spread” come clava. Abbiamo, infatti, lungamente osservato che i precedenti governi nazionali, “benedetti” da quello che possiamo definire “poteri forti”, ebbero si una fiducia alle Camere, ma non quella del popolo, quindi in breve miseramente finiti.
Si deve governare per il popolo, non contro di esso, chi pretende governare senza consenso è di caso in caso un dittatore, un satrapo che prima o poi farà brutta fine, non sempre solo politica.
In definitiva, sia la piazza di Roma che di Torino, anche se la prima certamente motivata per la rinascita dell’Italia come nazione sia all’interno, con la ripresa economica, che all’estero con la sua importanza strategica diplomatica, la seconda, appiattita su un NO ad un’opera pubblica promessa in campagna elettorale dal M5stelle, ha comunque confermato che la fiducia dell’attuale governo discende dal popolo.
Ed a chi, sennò, in una repubblica democratica parlamentare!
Per es. ci siamo ormai accorti che il popolo italiano non vuole un mondialismo, cioè un’omologazione al ribasso delle culture tradizionali, non vuole la cancellazione delle sue tradizioni, della sua cultura, della sua lingua ed anche della sua moneta. Di conseguenza, siano al bando teorie filosofiche radical-chic che ci vorrebbero tutti uguali, quando questa uguaglianza altro non è che la costruzione di una massa di popolo “bue” solo condannata ad acquistare beni e servizi ottenuti in paesi lontani, senza regole di sicurezza e con la schiavitù dei lavoratori.
Si vorrebbero (e qui la sinistra è complice) cancellare le tradizioni millenarie e le nostre diversità solo per compiacere agli interessi non sempre chiari di un dissennato capitalismo corrotto.
Il capitalismo, nato in Italia sin dal 1300 è sempre stato un capitalismo solidale e tale il popolo italiano vuole che resti.
Nessuno potrà più governare senza che queste esigenze “popolari” siano al primo posto in agenda.
Anteporre un capitalismo internazionale, nessuno lo vuole, quindi il popolo italiano in maggioranza quantomeno del 60%, conferma la fiducia ad un governo che ha saputo dire un NO ai vari signori Soros e sodali.
