Viterbo POLITICA
Andrea Stefano Marini Balestra

                               La sala del Consiglio comunale di Viterbo negli anni '30

         Nella campagna elettorale viterbese compaiono e fanno baccano Liste civiche composte di candidati, certamente simpatici, però solo utili solo per una Festa delle matricole tant’è il loro linguaggio goliardico, però cosi dimostrando di essere del tutto digiuni di come si possa governare un importante capoluogo di provincia che esce da una consigliatura disastrosa senza una lira in cassa.

         Qualcuno dei nostri concittadini ci sta cascando!

Tutti vogliamo un nuovo, certo, ma un nuovo che resti nel solco di una tradizione politica amministrativa, non politica becera della peggior tradizione grillina, capace di parlar male degli altri e dimostrare, come si è visto in altre realtà, di saper far nulla.

         A Viterbo ci sono almeno un paio di liste che si richiamano alla semplice pura protesta senza porre serie alternative di governo. I gridolini in piazza dei loro sostenitori e l’ostentazione di una finta confezione di supposte come cura per la Citta di Viterbo è un’offesa all’intelligenza di oltre 43000 elettori. Ripeto, una campagna elettorale goliardica, assolutamente controproducente solo per chi ha sale in zucca.

         Non si può credere a chi svolazza in città con sorrisi ammiccanti, non essendo in grado rispondere come fronteggiare il deficit comunale, ma annuncia pioggia di soldi per la Città di Viterbo promessi dallo scaduto governo, ma di cui non si vedrà nemmeno un centesimo, poi, un rinnovamento cittadino con una squadra di dilettanti allo sbaraglio che qualora alla prova dei fatti faranno la figura che facevano i concorrenti cantanti alla “Corrida” cacciati dalla scena a fischi.

         Ma non è una sola lista che promette fumo. Un’altra, sia pure con una campagna meno appariscente, rivendica successi organizzativi di una volta e con questo pretende di prendere il Comune per proseguirli, però senza tener conto che i tempi sono cambiati e le capacità organizzative del suo leader azzoppate dalla crisi e dall’involuzione negativa dei temi e dei programmi che una volta furono anche validi.

         Non si può pretendere di governare una città con fantasie. Vediamo anche a livello nazionale come le fantasie grilline (per esempio oggi a Viterbo rappresentate anche dalla lista “Viterbo 2020”) alla prova del governo cadono nel vuoto quando si tratta di andare a governare (vedi sindaco Raggi a Roma, Appendino a Torino, etc).

         I Viterbesi hanno in questa tornata elettorale le armi perché la loro Città possa risollevarsi. Ci sono liste collegate del centro-destra formate per oltre il 95% da facce nuove, però guidate da persone di esperienza, mi riferisco in particolare al candidato Sindaco Arena (“l’usato sicuro”), quindi tra loro si può verificare che quell’ipotesi di formazione politico-amministrativa capace di creare una sintesi utile per governare veramente con concretezza.

         Viterbo è una città seria, ha nelle sue mura un’importante Università, scuole militari d’eccellenza, un tessuto commerciale di tutto rispetto ed anche le poche realtà industriali conosciute nel mondo per la specialità delle loro produzioni e soprattutto cittadini attenti alla politica molto di più che in altre realtà nazionali.

La riprova ne è la partecipazione al voto e gli inferiori dati di astensione.

         Bene, cari viterbesi, domenica 10 giugno non cadiate nei richiami delle sirene, non date il governo della Città chi solo grida ma non da garanzia di governo non offre “medicine” solo a scatola vuota per risolvere il deficit delle casse comunale aggravato negli ultimi mesi.

         Un’amministrazione di tal guisa porterebbe certamente al default del Comune, quindi il suo commissariamento e la fine di tutti i programmi. Una vittoria di un sindaco senza la maggioranza dei voti degli elettori, dura “da Natale a santo Stefano”.

         Pensateci.

Comprereste, quindi spendere i vostri soldi, per comprare un’auto prototipo non collaudata con il rischio che sia una bufala, piuttosto che un buona e sana Fiat Panda che sempre vi porterà a casa!