Viterbo L'OPINIONE Il mondo cambia rapidamente e su certi argomenti come la lotta al terrorismo non si nicchia più, mister Renzi

Angela Merkel
La giovane marmotta della politica italiana nonché Premio Oscar per la chiacchiera inconcludente, alias Matteo Renzi, ha ormai le ore contate, nonostante cerchi ancora di abbindolare gli italiani con leggine o nuove promesse che somigliano soltanto ad un copione già visto, ovvero meno tasse per tutti, quando invece nuove tasse arriveranno, eccome, a stangare gli italiani.
Hai voglia a far la voce grossa con mamma Merkel. La teutonica signora della dittatura dell'euro neppure se lo fila il piccolo scrivano fiorentino.
Anzi di giorno in giorno gli invia segnali attraverso i maggiori quotidiani internazionali ed europei, avvisandolo che ormai c'è solo da scegliere il nome del suo successore, come fu per Berlusconi.
Segnali inquietanti, certo, sui quali c'è poco da stare allegri, come dimostrano le intercettazioni telefoniche americane sui colloqui del cavaliere. Ma tant'è. Finché il boy scout della politica italiana sproloquiava in tivvù tronfio di prosopopea e spocchia tipicamente sinistrorsa, se ne fregava altamente di quello Stivale che lo aveva nutrito ed allevato – ahimé – per la discesa a Palazzo Chigi. Poi però i risultati del suo promettere erano l'esatto equivalente della sua tronfia prosopopea. E da qui sono nati tutti i guai del povero Renzi.
A cominciare da quer pasticciaccio brutto de Via Montecitorio, vale a dire la Legge sulle unioni civili, della quale l'Italia e gli italiani non ne sentivano davvero il bisogno. Una legge brutta quanto iniqua, innaturale quanto impasticciata, al termine della quale la montagna ha partorito il classico topolino. Né più né meno il peso specifico di cui Renzi gode sulla scena italiana ed internazionale.
A rischio mazzate, durante l'esame del prossimo referendum costituzionale così come per la prossima tornata elettorale, mister Renzi è sempre più preda di una crisi di nervi. Se l'è presa perfino con Monti, quando invece dovrebbe prendersela soltanto con se stesso. L'ultima perla dell'inquilino di Palazzo Chigi è stata la vicenda dei droni americani in partenza dalla base di Sigonella, sulla quale il Renzi ha detto che si deciderà caso per caso. Ecchevvordì? Gli avrebbe domandato un Enrico Montesano qualunque.
Il mondo cambia rapidamente e su certi argomenti come la lotta al terrorismo non si nicchia più, mister Renzi. E' finito il tempo del piede in due staffe. La politica non è l'equivalente di un manuale per giovani marmotte. E' un'arte in cui bisogna scegliere ed amministrare il possibile con autorità, autorevolezza, saggezza, polso e voce ferme, non quando ci si accorge di perdere terreno, ma sempre come è nelle qualità di un vero statista o di un Premier carismatico.
Marcello Foa in una recente intervista ha detto che l'Italia è a rischio cura da cavallo da parte della CE, simile a quella greca e portoghese, ovvero più tasse e dunque maggior depressione economica, investimenti zero, salari con potere d'acquisto anch'essi vicino allo zero o sottozero, terziario vicino al fallimento (vedi il capoluogo della Tuscia ed il resto di Italia).
Se a tutto questo aggiungiamo una politica interna scriteriata sul fronte delle immigrazioni e per il quale finora non si vedono cambiamenti, l'Italia e gli italiani rischieranno di vivere per i prossimi anni una situazione di instabilità economica e sociale davvero esplosiva. E a salvare questa Italia non sarà certo l'incapace, Matteo Renzi, con la sua truppa sgangherata.
Giuseppe Bracchi
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
