Viterbo POLITICA Il pensiero dominante è che anche oggi si concluderà tutto in pochi minuti con un nulla di fatto
Tiziana Mancinelli


Non è un film, ma bensì una barzelletta, i sette ritorneranno all'ovile?

L’opposizione si è data appuntamento, martedì 23 febbraio, per organizzare un’iniziativa con cui manifestare all’amministrazione Michelini tutto il proprio dissenso per un’attività di governo che, se prima non brillava, ora è del tutto ferma al palo.

La maggioranza di centrosinistra  riuscirà pure a ritrovare i numeri nell’immediato, ma il logoramento che si è innescato è irreversibile e ha innescato un countdown che potrebbe essere molto più breve del tempo che manca alla scadenza naturale del mandato, scrivendo la parola fine a questa esperienza amministrativa con molto anticipo rispetto al termine del quinquennio.

Tra i sette del Partito Democratico serpeggerebbero non pochi mal di pancia per il fatto di dover tornare a serrare i ranghi con i colleghi della maggioranza. Al momento attuale non ci sarebbe ancora nessun accordo. L’unica intesa raggiunta sarebbe quella di non far cadere il Comune di Viterbo. Almeno per ora. Ma con quali presupposti questa amministrazione potrà andare avanti, nessuno lo sa.

La tensione, i contrasti e il malcontento restano alti e, come se non bastasse, nella seduta di consiglio di venerdì la delicatissima pratica del mattatoio offrirà subito un durissimo banco di prova alla tenuta di una maggioranza più fragile dell’ argilla. 

Ne approfitta, allora, la minoranza. Proprio il 23 febbraio Forza Italia, Fratelli d’Italia, Fondazione e Noi con Salvini, si sono riuniti per organizzare un’iniziativa di protesta verso questa maggioranza. Intanto oggi torna a riunirsi la quarta commissione per la nomina del presidente. Un bel test in previsione di venerdì. Ma il pensiero dominante è che anche oggi si concluderà tutto in pochi minuti con un nulla di fatto.

Tiziana Mancinelli