Viterbo POLITICA D'OPINIONE Insomma, un disastro su tutti i fronti! E quel che è peggio è che nessuno sa consigliare per il meglio questo povero dilettante allo sbaraglio
Giuseppe Bracchi

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica
La ditta Renzi e soci è sull'orlo di una crisi di nervi. 
E quando a sottolinearlo è uno dei politologi più gettonati d'Italia con i suoi 91 anni suonati, ovvero Giovanni Sartori, allora vuol dire che la popolarità del segretario fiorentino è in discesa libera.
E d'altronde i dati del fallimento sono sotto gli occhi di tutti.
In politica estera, ammesso che questo Governo abbia una politica estera chiara e condivisa da tutti, il bambino prodigio della Firenze da bere (banche comprese) non ne ha azzeccata una.
Il Ministro Pinotti aveva promesso in breve il ritorno dei marò in Italia, ma per ora restano ancora in India, con buona pace del diritto internazionale e della giustizia.
L'ingresso a ruota libera degli immigrati, spacciato per opera umanitaria (ma sarebbe meglio dire elettorale, dal momento che, come hanno poi ben dimostrato le varie Mafie Capitali, tra appalti e ruberie varie la sinistra si è dimostrata un “ottimo” albergatore) sta creando più problemi di sicurezza e di ordine pubblico, di quanto ne crei uno tsunami.
E il politologo Sartori non lo manda a dire dalle colonne de “Il Giornale”: “la sinistra non ha il coraggio affrontare il problema”. Questo cameriere della Mekel, che l'Europa tecnocrate di Bruxelles ha fatto fesso e contento, piazzando quell'altra incompetente cresciuta e pasciuta della Mogherini a fare ancora più danno come Alto (ma sarebbe meglio dire basso) rappresentante per l'Immigrazione, soprattutto se clandestina.
Niente affatto ascoltato e consultato (vedi il rinnovo delle sanzioni alla Russia), il Renzi finge di fare la voce grossa con la sua teutonica mammina, la quale, sempre tramite i tecno burocrati di Bruxelles, perché non ha tempo da perdere con gli isterismi di questo bambino viziato, gli ha fatto capire di non sforare il bilancio o potrebbe fare la fine di Berlusconi. Sarà forse per questo motivo che qualcuno a sinistra ha cominciato a chiamarlo Renzusconi?
E dalla politica estera a quella di casa nostra, la giovane marmotta non ha certo saputo fare di meglio. Anzi, tutt'altro! Vorrebbe (il condizionale è ancora d'obbligo, referendum popolare permettendo) riformare il Parlamento, abolendo completamente la sovranità e la rappresentanza popolare. Elogia il Job Act, quale alta e raffinata opera di ingegneria giuslavoristica, ma l'Italia resta ancora al palo, con la disoccupazione fra le più alte della Comunità Europea.
Vuole far pagare a tutti il canone RAI, dopo aver trasformato questo carrozzone, già politicizzato dal dopoguerra ad oggi, in un ufficio stampa personale, attraverso la nomina politica di un super burocrate portaborse a lui gradito, super pagato e super ingrassato. E poi vorrebbe abolire i gadget di Benito Mussolini? Lo credo bene.
Li vuole ad immagine e somiglianza renziana, alla moda di Scientology. Parla e straparla di aver abolito la tassa sulla prima casa, e nel frattempo, lo scolaretto della Merkel di tasse ne ha piazzate altrettante e di nuove, come l'aumento della bolletta Enel e autostrade. Parla e straparla di aver rottamato una generazione di vecchi babbioni ed inciuciosi, ma quando si è trattato di salvare capra e cavoli di casa sua (Banca Etruria docet!), l'allievo Renzi, in quanto leggi ad personam, hasuperato il maestro Berlusconi.
E quando ad un certo punto poi si accorge che gli italiani non lo seguono più, ecco che il segretario fiorentino pesca dal cilindro il jolly Cirinnà ed il suo decreto sulle unione civili e matrimoni omosessuali, creando però ancor più confusione all'interno del suo partito per il risentimento dei cosiddetti cattolici dem (diminutivo che suona peraltro pericoloso ed ambiguo). Non solo.
Folgorato come San Paolo sulla via di Damasco, colto da improvviso impeto di sacro furore moralistico, bastona un'intera categoria di pubblici dipendenti etichettandoli come i furbetti del cartellino, dimenticando il Savonarola di Palazzo Chigi che quei “furbetti”, da tempo sono il serbatoio elettorale del suo partito (il PD, già DS, già PDS, già PCI) e che comunque norme e regolamenti per punire questi furbetti esistono da tempo anch'esso immemorabile.
Insomma, un disastro su tutti i fronti! E quel che è peggio è che nessuno sa consigliare per il meglio questo povero dilettante allo sbaraglio, arrivato a Palazzo Chigi, con la benedizione esterna dei poteri forti, tecnocrazia e banche. Neppure il silenzioso Mattarella messo li solo per fare la controfigura del Presidente della Repubblica. Concludendo col pensiero del politologo Giovanni Sartori, Renzi ed il suo Governo sono semplicemente vergognosi.
Giuseppe Bracchi
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