Viterbo POLITICA SOTTO CASA Resta l’incognita di un movimento agganciato a un partito, la Lega, a forte connotazione territoriale
di Frisigello, il giullare viterbese del Duecento

 

Un pezzetto di Umberto Fusco, garantisco che è lui

Umberto Fusco, da poco nominato coordinatore provinciale di “Noi con Salvini”, presenta la squadra che dovrà lavorare con lui sul territorio: “io mammeta e tu”.

Un gruppo sparuto, molti sorrisi e poche parole, nemmeno per dire perché stanno lì. Così resta spazio solo per lui, Umberto Fusco, e un movimento che sembra nascere per ritagliarsi su misura solo per lui: “Io con Salvini”.

Un giocattolo, macina voti, almeno sulla carta, contando sull’innegabile carisma mediatico del segretario della Lega che potrebbe, da solo, portare i consensi necessari a Fusco per scalare le vette che si è prefisso, senza dover aprire le porte del suo movimento a “vecchie volpi della politica”, detentori d’importanti pacchetti di voti, che all’interno di un partito diventano poi le carte giuste per accaparrarsi tutto il banco, soffiando così a Fusco la leadership leghista nella Tuscia e le relative “candidature” sugli scranni che contano.

Le “chiacchiere” di corridoio dipingono un Fusco intento ad alzare le palizzate intorno al suo fertile orticello coltivato in anni e anni di fedeltà e vicinanza alla Lega e ai suoi esponenti, tra i quali, ovviamente, Matteo Salvini, che ora potrebbe trasformare l’isola leghista di Fusco in un vero e proprio continente nella geografia politica della città. Tutto ciò, però, sulla carta.  

Il Movimento Cinque stelle nelle elezioni comunali del 2013, infatti, all’interno di una parentesi nazionale di consensi bulgari tra gli italiani, è riuscito a eleggere solamente un consigliere, a dimostrazione del fatto che sul territorio il traino e il radicamento delle singole persone conta, eccome.

E allora ecco che Salvini, se veramente volesse piazzare uomini suoi all’interno del potere locale, non è escluso cominci a strizzare l’occhiolino a qualche big della Tuscia dei tanti che stanno in finestra ad aspettare di vedere come evolverà lo scacchiere politico per calarsi repentinamente nella casella giusta. E quella di Salvini è certamente una che esercita un discreto appeal, soprattutto sugli orfani di Alleanza Nazionale, rimasti fedeli ai valori della destra.

Non sorprende, dunque, sapere che lo stesso Meroi avrebbe già incontrato Salvini, così come lo stesso Marini sembra stia da tempo sondando il terreno, mandando in avanscoperta il fedelissimo Elpidio Micci che avrebbe già avuto dei contatti con il movimento. Ipotesi che troverebbe qualche conforto nello schiacciamento subito da Marini in questi ultimi anni all’interno di Forza Italia a causa dell’avanzamento del suo antagonista Francesco Battistoni, nominato recentemente vice coordinatore regionale.

Le bocce, quindi, non sono ancora ferme e non è escluso che qualcuna possa travolgere la precaria bandierina piazzata in questi giorni da Fusco. Ipotesi più che realista stando ai commenti degli stessi appartenenti alla destra che fanno notare come “Noi con Salvini” non sarebbe un vero partito con una propria organizzazione e uno statuto che fissi delle regole, ma tutto rientrerebbe nel potere del suo leader nazionale che avrebbe facoltà di fare e disfare ogni cosa dalla sera alla mattina.

Resta comunque l’incognita di un movimento agganciato a un partito, la Lega, a forte connotazione territoriale, tanto che per statuto non può esistere al di sotto di Umbria e Toscana e che nel sud dell’Italia ha incassato scarsissimi risultati.

C’è poi da mettere in conto la polverizzazione della destra, divisa in vari gruppi tra cui non correrebbe buon sangue se è vero che la presenza di alcuni movimenti agli stand di raccolta firme contro Michelini, ha determinato l’assenza di altri, come, pare, proprio il gruppo di Salvini.

Frisigello, il giullare viterbese del Duecento