Mariella Zadro

Francesco Guccini, lo ricordiamo maggiormente, per la sua attività di cantautore.

Le canzoni:” La locomotiva”, “Dio è morto”, “Auschwitz”,” il vecchio e il bambino”; sono tra i brani più significativi del ‘900

Testi molto significativi, che raccontano storie, anticipando i tempi.

Concluso il concerto a Bologna il 3 dicembre del 2011, scendendo dal palco decide di non esibirsi più in pubblico e smettere di cantare.

A chi gli chiedeva il perché di questa decisione, lui rispondeva:” Ho smesso di cantare in maniera naturale, senza patemi: sentivo che con la musica non avevo più niente da dire e l'ho piantata”.

Ma non certo, aveva abbandonato, la passione dello scrivere.

Infatti, Francesco è un scrittore che vuole raccontare, un mondo, uno spaccato di vita contadina, come farebbe un nonno con il nipote, che non vuole far dimenticare le proprie radici.

Questa attività è stata arricchita da quando, circa sedici anni orsono, Guccini, ha lasciato Bologna per andare a vivere a Pàvana, nel vecchio mulino del nonno.

E’ un borgo situato a mezza collina al centro dell’Appennino tosco-emiliano, luogo ricco di ricordi personali e storici.

Con l’ultimo lavoro, "Trallumescuro. Ballata per un paese al tramonto"edito da Scrittori Giunti, ha conquistato nella 58° edizione del Premio Campiello, un posto tra i cinque finalisti.

La comunicazione è avvenuta, causa pandemia, in diretta streaming ed è stato Paolo Mieli, direttore della Giuria dei Letterati a presentare i lavori della cinquina scelta tra circa 200 candidati.

Nelle prime righe del libro, il significato del titolo:

«Noi da queste parti abbiamo un nome per quest'ora, un'ora che è di tutti, un'ora che è pace e presagio. La chiamiamo tralummescuro: tra la luce e la notte. Lungo la montagna vedi la linea d'ombra che sale lenta lenta, e poi vien buio.»

Non ci resta che aspettare il mese di settembre per conoscere il vincitore che sarà scelto dalla valutazione della Giuria dei Trecento lettori anonimi.