
Valentano LIBRI
Romualdo Luzi
Tra le pubblicazioni da segnalare, edita come “strenna” in occasione dello scorso Natale, la Fondazione Carivit ha presentato ai soci la ristampa anastatica della rivista FAVL, uscita nel 1923, proposta in quell’unica occasione.
Costituisce una singolare novità perché sono veramente pochi i viterbesi che ricordano questa rara pubblicazione che portava disegni e le caricature di un noto disegnatore viterbese Umberto Richiello, con scritti di Cesare Pinzi sui Cacciatori del Tevere datato 1906, A. Canevari, La Bella Galliana, poesia in dialetto di Enrico Canevari insieme al Sermone de Natale sempre dello stesso, poi Viterbo Goliardica di Manlio Pompei, l’illustrazione della Chiesa di S. Maria in Gradi, un insigne monumento da rivendicare di Domenico Sansoni, Racconti di Guerra e una poesia natalizia del noto letterato Fausto Salvatori, la cronaca di un volo su Viterbo di Arturo Freddi Cavalletti: Con l’Ali e con l’Anima su Viterbo, scritti diversi di Giovanni Signorelli, un anonimo Venator racconta Caccia e Cacciatori, altro anonimo si diverte fra Tocchi e Toghe ove si ricordano “famosi e illustri” avvocati locali, molti nomi conosciuti e risentiti e uno scritto di Piero Papi. Non poteva mancare una nota di colore e di mondanità: Le belle donne, le belle fontane di Lorenzo Granati.

Non abbiamo detto tutto ma dobbiamo sottolineare come la gradevole edizione sia debba a Ginevra Bentivoglio Editoria.
La storia di FAVL comunque ha avuto un seguito. Quando nel 1989, si iniziò a ristampare la nuova serie di con lo stesso titolo, per l’iniziativa dell’amico Lanfranco Lanzi, e la direzione iniziale del caro prof. Bruno Barbini, chi scrive, e anche gli altri che facevano parte dell’avventura, non conoscevano la precedente pubblicazione. Stranamente il titolo della nuova rivista rispecchiava lo stesso di quello del 1923.

Va raccontato che nella nuova prima copertina di quell’anno tornò quindi la scritta FAVL solo perché in una vetrina del Museo delle Ceramiche di Faenza, posta nel corridoio di accesso all’Ufficio della Conservatrice dello stesso Museo, la Dott.ssa Carmen Ravanelli Guidotti, notammo un frammento di boccale viterbese con sulla pancia iscritto l’acronimo anniano “FAVL” entro un globo sormontato dal leone coronato, emblema di Viterbo. Frammento che venne così pubblicato e conosciuto.

Purtroppo questa nuova testata viterbese ebbe poca durata, perché la rivista durò fino al 1996.

