Viterbo EVENTI Ora Iňarritu si dà alla commedia. Anche se Birdman ben poco ha di questa
di Emanuela Dei

Vince gli Oscar come: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia.

Stiamo parlando di Birdman del regista messicano Alejandro González Iñárritu.

Pochi lo conoscevano prima di questo film.

Ma già aveva dato grande prova del suo talento con 21 grammi, Babel e Biutiful. Quest'ultimo un film drammatico con Javier Bardem metteva a nudo una dolorosa visione della vita fatta di sopravvivenza e violenza, in una Barcellona in cancrena, ben diversa da quella di Woody Allen.

Ora Iňarritu si dà alla commedia. Anche se Birdman ben poco ha di questa. Sembra di stare più a teatro che al cinema. Gran parte del film ha come set lo stage della piece che l'attore principale Riggan, nella realtà Micheal Keaton, decide di mettere in scena: Di cosa parliamo quando  parliamo d'amore, di Raymond Carver. 

In scena, vediamo due coppie che parlano d'amore, ma quello che emerge dai loro dialoghi è la crudeltà, l'ipocrisia, la follia dei giuramenti che, a vicenda si fecero e che poi si riveleranno falsi.
Abbiamo a che fare con dialoghi veloci, scene che si susseguono una dopo l'altra senza lasciare allo spettatore il tempo di meditare. 

La telecamera segue gli attori come un cane che bracca la sua preda: si muove, dondola, si avvicina e rincorre ogni avvenimento. Infondo Riggan dell'amore aveva sempre capito ben poco. Lui aveva scelto la fama, la celebrità. Sua moglie e sua figlia non lo avevano mai riconosciuto come uno dei loro più cari affetti.

Ma chi è Riggan? È un attore che ha raggiunto la celebrità grazie al personaggio di Birdman, un super eroe amato da giovani e vecchi. Ora, non più giovanissimo, vuole giocarsi il tutto per tutto interpretando il personaggio principale del famoso racconto di Carver. Impegna tutti i suoi soldi per dimostrare che è veramente un attore e non soltanto una celebrità di Hollywood.

Attorno a lui si muovono tutta una serie di personaggi che incarnano lo spirito di questi tempi. Ad esempio, il suo antagonista è Mike, Edward Norton, il prototipo dell'attore perfetto ed egocentrico che però riesce a sentirsi vivo solo se ammirato e solo se le sue parole sono già state scritte. Nella vita reale egli non è affatto capace di gestire le sue emozioni tanto meno le relazioni.

Mike è colui che comprende quanto siano importanti i social media e quanto l' apparire si mischi al vero lavoro dell'attore. Riggan, invece, vorrebbe ritornare al nocciolo dell'arte. Mettere in piedi un'ottima piece teatrale aspettandosi che il pubblico venga per godersi uno spettacolo e non solo a vedere un tracotante giovane che totalizza 50.000 visioni su You Tube.

Ci sono anche Emma Stone, nella parte della figlia ex tossico dipendente, che non perde una battuta per far capire al padre quanto inutile sia il suo intento se non ha nemmeno un profilo Facebook e Naomi Watts nella parte di un'attrice che finalmente, dopo anni di gavetta, riesce a recitare a Broadway, ma il suo sogno di bambina non corrisponde proprio con la realtà che sta vivendo. Insomma, un'orgia di caratteri ognuno con le sue ansie e problemi esistenziali che cercano di sopravvivere al tempo e alla caducità della fama.

Ma nel cuore di Riggan c'è la certezza che, in fondo, lui non sia poi un'artista. La notte antecedente alla prima, il personaggio incontra in un bar, la più temuta critica teatrale di New York, la signorina Dickinson.

La critica, senza lasciarlo parlare, gli dirà che stroncherà la sua opera. L'arguta donna farà capire a Riggan il vero confine tra fare arte e produrre intrattenimento: “Lei è una celebrità, non un attore”. Le parole della donna distruggono la sua debole autostima. Si rende conto che, così oramai vecchio e solo, non potrà sopportare una stroncatura.

Durante l'ultima scena, invece di prendere una pistola caricata a salve, si uccide.
Ricordiamo che il sottotitolo di questo film è Birdman-L'imprevedibile virtù dell'ignoranza. Già, perché in fondo, anche gli ignoranti possono, a volte far centro. Dall'interpretazione di Riggan nasce un nuovo genere teatrale fatto di sangue e vita reale. Critica e pubblico sono finalmente d'accordo sul talento di questo ottimo attore.

Questo film andrebbe visto e rivisto più volte. Il regista frulla e trita talmente tanti temi e situazioni che anche dopo una seconda o terza visione lo spettatore continua a fare collegamenti e scoperte su il ruolo dell'arte, dei media, dell'amore, della verità, degli ideali, delle relazioni, della celebrità, del giudizio, del fallimento nelle nostre vite.

Emanuela Dei