L'intervento di Paolo Scipio, Presidente dell’Associazione Diplomati

Il giorno 4 dicembre, nell’auditorium dell’Istituto Tecnico Agrario di Bagnoregio, si è svolta una significativa manifestazione per ricordare la figura del Prof. Vinicio BENUCCI, uno dei pilastri di questo Istituto, che ha insegnato ininterrottamente dal 1946 al 1972 agli innumerevoli studenti che si sono avvicendati le materie di Scienze Naturali, Patologia Vegetale ed Entomologia.

Alla manifestazione erano presenti la Dirigente Scolastica Paola Adami, il Sindaco di Bagnoregio Luca Profili, il Presidente dell’Associazione Diplomati Paolo Scipio e i Proff. Naldo Anselmi e Bruno Cirica che nella seconda parte della mattinata hanno presentato i due libri che Anselmi ha recentemente pubblicato, magistralmente illustrati da Cirica.

Hanno onorato con la loro presenza, il ricordo di questo illustre cattedratico e loro padre, i figli dello stesso Laura, Pietro e Paolo, assente l’altra figlia Annamaria perché all’estero.

Hanno risposto all’invito per questo evento oltre ottanta ex alunni giunti da molte parti di Italia, a dimostrazione che il ricordo di questo amato e temuto Professore è ancora vivissimo ed estremamente positivo non solo in coloro che hanno potuto personalmente lavorare con lui, ma anche in tutti gli altri, studenti ed insegnanti di oggi, che ne sentono parlare come di  una persona seria e capace a cui la nostra scuola deve riconoscenza e grande rispetto.

La stele commemorativa, in pregiata pietra di basalto, che l’Associazione ha fatto approntare, è stata benedetta dal Parroco di Bagnoregio Don Marco, e sarà nei prossimi giorni sistemata nell’ingresso dell’Istituto.

Come detto in precedenza, la seconda parte della mattinata è stata caratterizzata dalla presentazione, a cura del Prof. Bruno Cirica (che è stato degno successore del Prof. Benucci e che ne ha ereditato la cattedra) dei due libri scritti dal Prof. Naldo Anselmi. Libri che hanno suscitato notevole interesse da parte dei presenti, e che racchiudono tra le righe, nel primo una sorta di autobiografia dell’autore, mentre nel secondo uno spaccato della vita contadina degli anni cinquanta.

I titoli di questi libri sono: “Una favola che si fa vita” e “Vita contadina nel dopoguerra”.

Naldo Anselmi ha voluto esplicitamente raccontare il perché di questi lavori, che narrano come un ragazzo di campagna, con un desiderio innato di voler studiare, sia riuscito, accompagnato dalla determinazione della mamma, ad esaudirlo.

Nell’altro l’autore offre ai lettori uno spaccato della vita contadina nel dopoguerra, descrivendo con dovizia di particolari il vivere quotidiano di una famiglia e delle varie attività rurali che caratterizzavano l’allora mondo agricolo.

La giornata si è conclusa felicemente con una conviviale presso l’Agriturismo “Divino Amore” di Bagnoregio.