A Tuscania  si prepara calda secondo un’antica ricetta.

In tutti i matrimoni, le cresime e le comunioni si gustava con i panini dolci. 

E’ una bevanda dolce e densa a base di cacao, latte e zucchero.

Fin dal passato , ma in particolar modo nel 1900, la tradizione si affermò a Tuscania.

Il rinfresco nei matrimoni, nelle cresime e nelle comunioni prevedeva la cioccolata  a squajo calda in tazza con i panini, i pasticcini, la crostata, i liquori, la torta e lo spumante.

Dal 1947 i ristoratori Pietro Vincenti e Maria nel loro albergo ristorante AL GALLO , nel centro storico di Tuscania, custodivano la tradizione preparando la cioccolata  a squajo, cioè sciolta, e distribuendola alle famiglie tuscanesi e dei paesi vicini.

Viene preparata molto scrupolosamente seguendo la ricetta di Nonna Maria.

Il nipote di Pietro e Maria, Sergio Fornai, alcuni anni fa ebbe la bella idea di questa sagra per valorizzare il patrimonio sociale, culturale, artistico e gastronomico di Tuscania e della Tuscia.

Nella nostra regione la cioccolata a squajo è il primo nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali!