“DUE ITALIE”? LE INDAGINI SULLA RICOSTRUZIONE E SU FRANCESCA DA RIMINI. In questi tempi grigi impestati dal Covid esce un Dcpm a settimana, ma ci sono voluti oltre quattro anni per affidare il destino delle Terre Martiri del terremoto a nuove regole urbanistiche ed a procedure snelle per l’accesso ai contributi pubblici della ricostruzione.
L’ultima novità è quella di garantire il rilancio dei territori spezzati dalle scosse del 2016 con le risorse del Recovery Fund: si parla di 3,5 miliardi che potrebbero essere investiti dopo aver raggiunto un equilibrio tra legalità, responsabilità e semplificazione burocratica. Il Governo ha impegnato oltre 100 miliardi per fronteggiare la pandemia economica, ma non ha decretato scostamenti significativi per salvare dall’inedia i territori delle Marche, dell’Umbria, dell’Abruzzo, dell’Alto Lazio che sono davvero il cuore dell’Italia.
Con il Recovery Fund si alimentano speranze di riscossa per le popolazioni provate dalla perdita delle loro case e del “diritto di appartenenza” ancestrale alle Comunità dei Borghi, dei Paesi, delle Città, dei Villaggi, ma si dimentica che il tanto decantato Recovery Fund non è ancora una realtà alle viste delle scelte di bilancio europee e che è osteggiato da alcuni Paesi membri dell’Unione Europea. Il tutto, senza contare che la somma prevista è insufficiente a garantire il recupero dei territori sia sotto il profilo urbanistico che sotto quello sociale.
Lunga sarebbe la spiegazione: ma basta un concetto per dare un’idea della montagna da scalare: per ogni ragione messa in campo v’è una ragione della ragione, e così via, come è insito nella stessa verità logica del linguaggio di cui ci parla Ludwig Josef Johann Wittgenstein, maestro insuperato della cosiddetta “filosofia continentale” con riferimento alla “teoria dell’azione”.
Ad esempio, indagare sui ritardi della rinascita è come fare una ricerca su Francesca da Rimini: vittima, eroina della libertà di pensiero, ingannata come afferma il Boccaccio dai Malatesta e dai parenti Polentani, femminista ante litteram, traditrice e via dicendo fino a non capire chi fosse veramente, malgrado le siano stati dedicati oltre 1000 libri, 600 ritratti, più di 500 tra tragedie ed opere di musica, per non citare il portrait dantesco. Le versioni sulla rinascita, sul perché di migliaia di cantieri aperti ed incompiuti sono appunto confuse come le indagini su Francesca da Polenta (nel dipinto di William Dyce, 1837) che lo stesso Durante di Alighiero, detto Dante, include tra gli episodi più discussi ed irrisolti.
La riscossa delle Terre Martiri, che doveva essere la più nobile delle sfide per tutto il popolo italiano, è diventata l’oscura incognita di volontà contrapposte, di giudizi affrettati, di attese infinite, di speranze sconfitte dal tempo che passa. Se, e quando, s’indagherà sulle remote cause dei ritardi, verranno declinate spiegazioni con accuse più o meno fondate, senza però toccare i protagonisti di tanta negligenza patria, perché i colpevoli siamo tutti noi rimasti a guardare le passerelle dei potenti di turno. Già! : verrà accusata la burocrazia, si metteranno in campo le difficoltà delle leggi ordinarie, mentre era in atto una tragedia umana epocale: le parole scivoleranno sui fatti senza concludere nulla, come è accaduto dopo il terremoto dell’Irpinia, quando il capitolo delle responsabilità finì con la prescrizione. Alla fine, si dirà che la colpa è del terremoto, mentre noi aspettiamo il Recovery Fund, anzi no!, il Recovery Plan che suona meglio. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
SONO PASSATI QUARANTA ANNI DALL’APOCALISSE CHE HA DISTRUTTO L’IRPINIA. Quattro giorni dopo il terremoto che il 23 novembre del 1980 si abbatté sull’Irpinia causando 2785 vittime ed 8848 feriti, il Presidente Sandro Pertini, dopo avere visitato i Paesi colpiti, dichiarò al Corriere della Sera: “Bisogna risorgere, ma chi ha mancato deve essere colpito” .
C’erano 474.583 case da ristrutturare in un’area immensa – il famoso “cratere” – di 687 Comuni ed una spesa di circa 32 miliardi di Euro, cioè 60 mila miliardi circa di vecchie lire, ed uno sciacallaggio che ancora oggi, a distanza di 40 anni, si fa fatica a dimenticare. Nell’apocalisse del 1980 l’Irpinia fu spezzata e tutto un mondo sgranò sotto la spinta delle terribili scosse di magnitudo 6,9 della scala Richter: quasi 78 mila case distrutte, 280 mila abitazioni gravemente compromesse e 400 mila abitanti senza tetto come primo risultato di una tragedia immane testimoniata brutalmente sia dalle imponenti macerie che dalle vite distrutte.
Una tragedia che, malgrado la ricerca della verità condotta con grande rigore dalla Commissione Parlamentare presieduta dall’On. Oscar Scalfaro, un magistrato integerrimo, lasciò i colpevoli impuniti per via delle lunghissime indagini, dei tempi morti, delle interferenze volute ed infine della prescrizione. Le dimissioni del Ministro dell’Interno Virgilio Rognoni furono respinte, il Paese assisté attonito al rimpallo delle responsabilità, la malavita penetrò in tutte le fasi del recupero e della ricostruzione, intere Comunità persero la loro importante memoria storica, le tradizioni andarono a consumarsi ed a frantumarsi fra le macerie.
Si vide, comunque, il grande cuore delle centinaia di migliaia di volontari che a mani nude cercarono di salvare vite umane e preziosi ricordi, ma ancora oggi alcune famiglie vivono nei container messi in campo allora per ospitare gli sfollati. Vogliamo sperare che il terremoto del 2016 nel Centro Italia, con centinaia di Comuni e di Villaggi demoliti dalle scosse, non segua il pessimo esempio dell’Irpinia, una nobile Terra aggredita da un secolare sfruttamento e, poi, dalla speculazione. La lentezza degli interventi nelle Marche, nell’Umbria, in Abruzzo e nell’Alto Lazio non lascia bene sperare anche se a più riprese la politica ha mostrato di volere intervenire abbattendo le remore della burocrazia ed i rischi di illegalità. Il monito del Presidente Pertini vale ancora oggi, mentre ricordiamo il triste anniversario degli eventi.
RAVENNA RICORDA DANTE: “Dante. Gli occhi e la mente”: il grande progetto espositivo di Ravenna per il 7 Centenario di Dante. 3 grandi mostre e un progetto speciale in collaborazione con gli Uffizi. Tre grandi mostre, riunite sotto il logo Dante. Gli occhi e la mente, ed un progetto speciale realizzato in stretta collaborazione con il Museo degli Uffizi vengono proposte dal Comune di Ravenna, l’Assessorato alla cultura e dal MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna in occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri e grazie anche al prezioso contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Diversissimo il taglio e il tema di ciascuna delle tre esposizioni. La prima di esse, a cura di Benedetto Gugliotta, è stata inaugurata lo scorso settembre alla Biblioteca Classense.
Con il titolo Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante. Ripercorre il VI centenario dantesco del 1921, inaugurato l’anno prima alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce. Vi sono esposti libri, manifesti, fotografie, dipinti, manoscritti e numerosi oggetti d'arte conferiti come omaggio a Dante e alla città "ultimo rifugio" del poeta oltre al manifesto del VI centenario realizzato dall’artista Galileo Chini e i celebri sacchi contenenti foglie di alloro donati da Gabriele d’Annunzio alla Tomba di Dante e decorati da Adolfo De Carolis. Dal prossimo 6 marzo e sino al 14 luglio, l’antica chiesa camaldolese di San Romualdo accoglierà Le Arti al tempo dell’esilio, mostra a cura di Massimo Medica. Il percorso espositivo che ripercorre le tappe dell’esilio dantesco, attraverso una raffinata selezione di opere fondamentali dei più importanti artisti del tempo di Dante, concesse dai più prestigiosi musei nazionali e internazionali. L’imponente scultura in bronzo dorato di Bonifacio VIII di Manno Bandini, prestito dal Museo civico medievale di Bologna, apre il percorso. A documentare il momento fiorentino sono ben 4 opere di Giotto e Cimabue. Proseguendo quindi con Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio, Giovanni e Giuliano da Rimini.
Nel percorso anche capolavori assoluti dell’oreficeria e della miniatura, tra i quali la sontuosa Bibbia concessa dall’Escorial. La terza mostra Un’epopea pop, a cura di Giuseppe Antonelli, si svolgerà al MAR - Museo d’Arte della città a partire dal prossimo settembre. Mostrerà la fortuna popolare della figura di Dante Alighieri, che attraversa i secoli e i generi espressivi. Un racconto che presenterà testimonianze letterarie, grafiche e artistiche, fotografiche e cinematografiche, musicali e commerciali legate al Sommo Poeta, con centinaia di oggetti espositivi, dai manoscritti del Trecento fino agli articoli di merchandising. Una narrazione filologica che mostrerà il nome di Dante, le sue parole, il suo inconfondibile profilo usato come marchio commerciale e in chiave pubblicitaria (come nella celebre affiche della Olivetti); il Dante personaggio nelle trame di libri, film, trasmissioni televisive, fumetti, comics e manga, videogiochi. Legato alla mostra un ricco programma di eventi collaterali. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
SULLE TRACCE DI GOETHE IN SICILIA. Fino al 27 /11 è stato possibile vedere sulla piattaforma MYMovies.it; il film sulle tracce di Goethe in Sicilia selezionato al 38° Torino Film Festival che ripercorre dopo 230 anni le tracce di Goethe in Sicilia alla ricerca delle origini classiche della cultura europea e con le stesse tappe e con lo stesso sguardo ironico. Si viaggia da Agrigento a Taormina, passando dalle campagne dell’entroterra siciliano. Il viaggio di Goethe in Sicilia resta ancora oggi uno dei più grandi spot promozionali che uno scrittore possa aver lasciato per la nostra Isola: rimase estasiato dal Tempio di Segesta e dalla Valle dei Templi così come dalla natura, dal paesaggio, dalla flora, dalle montagne. Il Teatro greco di Eraclea Minoa già da 30 anni è negato ai visitatori da un’intelaiatura che ormai si è anche rotta in più punti. Si partirà quindi con il restauro completo dell’area archeologica che comprende anche case con affreschi, mosaici e cortine murarie. Loredana Celebre
FRIULI VENEZIA GIULIA. Il documentario Pancor, il pane che viene dal cuore è una storia di coraggio, amore e sensibilità di tutti i protagonisti, impressionati in maniera diversa dalla catastrofe della tempesta Vaia che colpì la Carnia e la zona di Sappada a fine ottobre 2018: parliamo cioè di Stefano Basello, chef del Fogolar 1905, il ristorante ospitato nell’hotel Là di Moret di Udine, vicino alla Strada del vino e dei sapori del Friuli-Venezia Giulia e del regista Swan Bergman, bolognese che ha diretto molti dei live tour di Vasco Rossi e non solo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
PUGLIA: CULTURA E TURISMO A MASSIMO BRAY. Massimo Bray (Lecce 1959) è il nuovo assessore Cultura-Turismo della regione Puglia, nominato il 19 novembre scorso dal governatore Michele Emiliano. Docente di Storia dell’editoria all’Università di Napoli, redattore della Sezione Storia Moderna presso l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e già presidente della Fondazione “Notte della Taranta”, ci si aspetta da lui un ulteriore salto di qualità in uno sei settori più vitali della regione che con le sue recenti politiche ha saputo riscattare l’immagine non sempre positiva che si aveva del Mezzogiorno d’Italia. Negli altri comparti: Raffaele Piemontese (Vice presidente, delega al Bilancio- Affari Generali); Alessandro Delli Noci (Sviluppo economico), Sebastiano Giuseppe Leo (Scuola, Università); Pier Luigi Lopalco (Sanità); Anna Grazia Maraschio (Ambiente);: Anna Maurodinoia (Trasporti);: Donato Pentassuglia (Agricoltura); Giovanni Francesco Stea (Personale). Il Presidente Emiliano ha mantenuto la delega alla Protezione Civile e, temporaneamente, quella al Welfare (Unionturismo news).
VENEZIA GRATIS FINO AL 2022. A Venezia la “tassa di sbarco” annunciata prima del Covid slitta al Gennaio 2022. Doveva essere applicata ai visitatori della città lagunare fin da quest’anno. Lo ha deciso la Giunta comunale, riunitasi nei giorni scorsi in web conference. La proposta dell’assessore al Bilancio e ai Tributi Michele Zuin, verrà ora discussa nel Consiglio comunale. Procedono intanto i lavori del sistema software e hardware per la gestione del sistema delle prenotazioni”(Unionturismo news).
COVID: OMAGGIO AGLI ARTISTI. La soprano statunitense Courtney Mills, tra i finalisti del Premio “Fausto Ricci” di Viterbo 2018, approfitta del Covid ed intona “O sole mio” a piazza Navona dal balcone dell’hotel City Lodge. E’ accaduto nei giorni scorsi tra il piacevole stupore di romani e turisti. Alla celebre melodia napoletana ha aggiunto la romanza “In quelle trine morbide” dalla Manon Lescaut di Puccini accompagnata al pianoforte da Alessandro Panatteri. Lo scopo era quello di fare un omaggio agli artisti del mondo della musica in un momento di estrema difficoltà del settore. L’iniziativa è di Stefano Barbini titolare della prestigiosa struttura ricettiva con la moglie Giorgia. La Mills non è nuova a queste performance. Nel Marzo scorso si era già esibita in pieno lockdown dal balcone di una casa, sempre a Roma, intonando la canzone “Con te partirò” di Andrea Bocelli. Quel video fece il giro del mondo (U.T. news)
IMPORTANTE BANDO DEL MIBACT PER I BORGHI. Scade il 15 gennaio 2021 il termine per la presentazione dei progetti riferiti al bando “Borghi in Festival – Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori” indetto dal Mibact con uno stanziamento di 750mila euro (http://www.borghinfestival.beniculturali.it; ). Obiettivi: la creazione di sviluppo attraverso l'incubazione di imprese culturali, creative e innovative di comunità, rafforzare l'offerta turistica dei territori, promuovere le eccellenze dei borghi italiani; valorizzare e sostenere l’applicazione di contenuti innovativi nelle attività di educazione e formazione, nonché lo sviluppo di approcci progettuali integrati pubblico-privato, per incentivare progetti orientati alla sostenibilità e all'accessibilità, anche attraverso l'impiego delle nuove tecnologie.
Beneficiari del bando sono i Comuni con popolazione residente fino a 5000 abitanti, ovvero fino a 10000 abitanti che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (Zto). Ogni comune può partecipare autonomamente o in rete di comuni al bando ma sono tenuti a costituire partenariati con almeno un ente non profit e con almeno un soggetto co-finanziatore. Il finanziamento erogabile prevede un limite massimo di 75.000 euro per i Comuni che partecipano singolarmente e di 250.000 euro per i Comuni che partecipano in rete. I progetti finanziati potranno essere realizzati da aprile a luglio 2021. La programmazione deve essere pensata nel rispetto della normativa Covid (Unionturismo news).
VENETO: SOSTEGNI ALLE AGENZIE VIAGGIO. La Giunta regionale del Veneto ha approvato il bando per l’erogazione di contributi alle Agenzie di Viaggio e ai Tour Operators colpiti dalla pandemia di Covid a valere sul Por Fesr 2014-20 e su ulteriori risorse della Regione, affidando ad Avepa la gestione tecnica, finanziaria e amministrativa dei procedimenti. Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese del settore turistico, iscritte nell’apposito elenco regionale, la cui operatività sia stata sospesa per effetto del dpcm 11 marzo 2020 e che abbiano dovuto o debbano far fronte alla realizzazione di interventi volti alla ripresa dell’attività aziendale in conseguenza della pandemia.
Il contributo a fondo perduto sarà da un minimo di 2.500 a un massimo di 4.600 euro, in relazione al numero degli addetti dell’impresa”Vista la necessità di sostenere le imprese turistiche colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria attraverso strumenti di immediata efficacia – ha scritto in una nota l’assessore al Turismo Federico Caner - con il provvedimento approvato abbiamo destinato all’iniziativa oltre 2 milioni e 215mila euro, ma prevediamo di integrare la dotazione finanziaria del bando con le risorse che si renderanno a breve disponibili a bilancio, che già possiamo quantificare in un ulteriore milione di euro, al fine di finanziare il maggior numero possibile di domande di sostegno che saranno ritenute ammissibili” (Unionturismo news).
LE MOSTRE D’ARTE DOPO IL COVID. Per la ripresa del business Mostre si dovrà attendere il 2023. Lo sostengono due campioni della gestione museale, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e il presidente di Ales Mario De Simoni, responsabile delle Scuderie del Quirinale. Grazie a loro è stato possibile la mostra “Raffaello” per i 500 ani della morte del grande Urbinate tenuta nei mesi scorsi a Roma in pieno lockdown con la partecipazione di circa 162mila visitatori. Si è registrato un salto di qualità nel comparto custodi che si sono attivati per un lavoro extra, come accompagnatori e controllori del tempo di permanenza nella diverse sale. Inoltre la tecnologia ha manifestato le sue potenzialità (vedi l’immagine della tomba di Raffaello al Pantheon in grandezza naturale). Secondo Schmidt – si legge in una riflessione apparsa su Travelnostop - per governare le folle, che comunque dopo il Covid torneranno più agguerrite di prima, i musei dovranno puntare sul territorio e magari alternare ad una mostra più importante, altre più contenute, che mettano in luce aspetti della collezione. Tutti i progressi che sono stati fatti nel digitale comunque rimarranno.
Sull’argomento si è espresso anche il ministro Franceschini “Abbiamo aiutato e continueremo ad aiutare musei e luoghi d’arte ad attraversare il deserto, poi però ci sarà da governare la ripresa, continuare a investire sull’innovazione”. Massimo Osanna, da settembre alla guida della direzione generale Musei del Mibact, ha sottolineato la necessità di trasformare la rivoluzione digitale di questi mesi in una “strategia più strutturata” annunciando il lancio di una piattaforma digitale comune che metterà in rete i quasi 5 mila musei italiani (circa 400 quelli pubblici). Tutti questi apporti e contributi sono il risultato di un confronto digitale promosso da Ro.Me Monument Exhibition, la fiera internazionale sui musei i luoghi e le destinazioni culturali che da tre anni si organizza a Roma, quest’anno con una edizione in digitale (U. T. news)
LAZIO: NUOVI TRENI REGIONALI. E’ arrivato il terzo dei 65 nuovi treni Rock di Trenitalia per il rinnovo della flotta regionale del Lazio. E’ entrato in servizio nei giorni scorsi sulle linee FL1 Orte-Fiumicino Aeroporto e FL3 Roma-Viterbo, offrendo una migliore qualità del viaggio. Oltre ai 65 nuovi treni Rock, pensati e costruiti anche per le nuove generazioni, nel programma di investimento pluriennale del Gruppo FS Italiane, in accordo con la Regione Lazio, sono previsti altri 4 treni 200 km/h e 3 treni bimodali che rinnoveranno totalmente la flotta viaggiante, portando l’età media dei convogli ha 6 anni nel 2024.
I nuovi treni rientrano nei Contratti di Servizio di lunga durata che Trenitalia ha firmato con le singole Regioni, assicurando così importanti investimenti con ricadute positive per la qualità del servizio e per l’intero indotto industriale italiano. Grande attenzione anche sul tema dell’interconnessione tra i diversi mezzi di trasporto, con l’obiettivo di valorizzare il servizio pubblico locale grazie ai tanti collegamenti intermodali presenti nel Lazio. Tra questi anche i nuovi collegamenti treno+bus tra la stazione di Ferentino-Supino e la località di Fumone e tra la stazione di Frosinone ed il centro di Frosinone, attivi dallo scorso 16 Novembre. I nuovi convogli progettati con tecnologie di ultima generazione, ecosostenibili e spaziosi, permettono di ridurre i consumi del 30% rispetto ai treni precedenti e sono composti per il 97% di materiale riciclabile. Inoltre al loro interno è possibile trasportare fino a 18 biciclette (Unionturismo news).
N° 639 Roma, 30 novembre 2020
In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
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