L’ALBA ITALIANA, I “TRATTURI” DELLA POLITICA E QUELLI DI D’ANNUNZIO. Noi costretti ad essere legionari di una storia che non ci appartiene, fatichiamo a capire il calo tendenziale, quello congiunturale, la democrazia negoziale come se lo Stato fosse un negozio aperto a tutte le turpitudini finanziarie ed alle politiche di chi si alza per primo alla mattina.

L’alba italiana merita di più, merita di meglio. Sullo sfondo del dibattito politico ci sono le candidature per il Colle e la corsa per il vaccino. Non credo vi sia bisogno di scomodare François de La Rochefoucauld, come ha fatto Eugenio Scalfari il 21 giugno u.s., per pensare a ciò che accade oggi in Italia ed al Capo dello Stato che verrà. Forse, Scalfari dimentica che François de La Rochefoucauld diceva: “Si danno consigli, ma non si dà la saggezza di seguirli”.

I fatti sono talmente veri e chiari che illuminano da soli la lunga notte di questa seconda Repubblica incapace di affrontare l’emergenza economica per mancanza di visione e di coraggio, mentre i poteri forti reclamano entusiasti una credibilità stordita dalla debolezza della politica e dalla crisi della Magistratura.

In poche parole, la politica è così malmessa da mostrare appieno la sua incapacità di decidere il futuro di un Paese stremato dai debiti, dalla corruzione e dalla incompetenza. Le narrative si sprecano. Dice Zingaretti: “…Ora bisogna decidere e correre. Far finta di niente è da irresponsabili” (Corriere della Sera del 20-6-2020). Ad un certo punto Giorgio Gori , Sindaco di Bergamo, propone una “nuova leadership” del suo partito: nulla è certo, tutto viene messo in forse. Si parla tanto del ponte Morandi appena ricostruito, ma a vederlo così sembra solo il risultato di un elementare dovere: se crolli io ti rifaccio nuovo, ma senza encomio e senza lode, pensando piuttosto all’ingiusta fine di 43 vittime innocenti.

In mezzo, il 49% di italiani rinunzia alle vacanze, 8 milioni di concittadini non vanno in ferie per motivi economici e si palesa la chiusura di 300.000 Aziende strangolate dalla forzata chiusura e dalla mancanza di liquidità. Il settore turistico ha un fatturato di 26 miliardi, ma tra marzo e maggio la spesa dei turisti stranieri è calata di 10 miliardi. La “Vecchia casa” Pamphili Doria ha chiuso le persiane, ma l’aria dell’incertezza gira ancora pesante nelle fessure istituzionali. Si parla di miliardi a frotte, ma non ci sono i soldi: i ritardi negli aiuti sono addebitati alla burocrazia, ma la verità è che si va di rinvio in rinvio sia per non decidere che per salvare la continuità di un Governo che è minoranza nel Paese.

È vero, la Bce compra tanti titoli Italiani, ma quelli – forse - non bastano nemmeno per la spesa corrente. I 120 miliardi per le opere pubbliche già stanziati sono sul tavolo dei ministri come fredde minestre ancora tutte da riscaldare e da mettere in tavola, mentre il Paese aspetta, ha fame di lavoro. Scrive d’Annunzio nella poesia “I Pastori”: “Settembre, andiamo, è tempo di migrare”, riferito alla transumanza che è un nostro patrimonio tradizionale e culturale immateriale.

Oggi, a transumare lungo i “tratturi”, cioè le piste della politica sono molti parlamentari alla ricerca di sicure poltrone, mentre non si va a votare e l’Italia sta a guardare. Scrive il Poeta: “E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina!”. Per consolarsi, gli Italiani possono fare una gita ai Musei di San Domenico di Forlì ed ammirare fino al 30 ottobre di quest’anno la mostra dedicata ad Ulisse: “L’arte ed il mito”: si ! Ulisse, l’eroe omerico che, dopo aver vinto con l’astuzia la lunga guerra di Troia, girovagò colpito dalla sventura, ma seppe ritrovare la via di casa e sconfiggere i Proci – i “μνηστῆρες” guidati da Antinoo e da Eurimaco -  che soffocavano nella crudeltà Penelope e la bella Itaca. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

NEL NOME DI MADRE ITALIA SERVONO FATTI E NON PAROLE. Dice Conte: “Con la riapertura (riferito alla fase 2 n.d.r.) non sono ripartiti i consumi, né il clima di fiducia. Questo ci preoccupa” ed ancora: “Nel turismo non ci sono prenotazioni apprezzabili dall’estero, dovremo intervenire” ed indica un “Rilancio” basato sulla transizione energetica, l’alta velocità, i pagamenti digitali, la fibra ottica, l’addio al combustibile fossile ed un piano Impresa 4.0 plus che ricorda la buona iniziativa di Calenda.

Si parla di ridurre l’IVA a tutta la filiera del turismo e della ristorazione rimodulando questa tassa che toglie competitività. Da anni, anche in Senato, chiediamo di allineare l’IVA Italiana a quella Europea senza alcun risultato e malgrado le mozioni approvate in sede parlamentare. Chissà ! forse, riusciremo a copiare dalla Germania che ha abbassato l’IVA di ben tre punti; da noi occorre fare uno scostamento di bilancio di circa 10 miliardi, ma nel Governo non v’è accordo e mancano le coperture. Poi, ci si è messo di mezzo anche Ignazio Visco che parla di una riforma generale del fisco evitando interventi settoriali, come se noi non fossimo in piena emergenza economica con settori come quello del turismo che rischiano la desertificazione.

Ci vuole ben altro che una boccata di ossigeno per favorire i consumi e per ritrovare una economia di sviluppo in grado di risalire la china. Prima di spolverare le finanze della Repubblica bisogna aprire un fronte diretto sul lavoro, aiutare seriamente le imprese di ogni tipo e luogo, facilitare le assunzioni, renderle stabili, offrire prospettive di vita e sicurezza ai giovani che non si sposano e che non vogliono figli perché temono l’incertezza del futuro.

Quindi: defiscalizzare il lavoro, alleggerire gli oneri contributivi, invogliare le imprese ed i grandi marchi esteri ad investire in Italia con un regime fiscale premiale e competitivo a loro favorevole. Oso dire: copiamo dall’Olanda! Tertium non datur. Un Paese come l’Italia non ha bisogno di essere reinventato e non basta certo annunciare meno burocrazia e più internet per dare sostenibilità alla ripresa senza rincorrere inutili promesse: è sufficiente individuare la priorità delle priorità nel lavoro, unica vera fonte di fiducia verso il presente così scosso dalle povertà emergenti.

Opere pubbliche, sistemazioni idrauliche e forestali, ristrutturazioni di edifici pubblici e privati con fiscalità di vantaggio, ancoraggio al recupero di porti, aeroporti, linee ferroviarie, trasporti locali, regionali e nazionali, difesa del suolo, lotta alla desertificazione sempre più aggressiva, tutela delle coste marine consumate dalle mareggiate e dalla cementificazione selvaggia, sostegno economico primario ai Borghi ed alle Città d’Arte con una rivisitazione degli arredi urbani e culturali, eventi artistici di richiamo mondiale come rassegne internazionali, esposizioni, festival, olimpiadi: questi sono alcuni ingredienti concreti in grado di nutrire questa nostra Italia affamata di lavoro e di opportunità per i nostri figli e per coloro che da troppo tempo attendono di essere chiamati dagli Uffici di Collocamento.

Il Governo ascolti il territorio, esca dai palazzi romani, ascolti le buone proposte delle forze di opposizione che sono già prevalenti nella maggioranza delle Regioni, eviti se possibile di fare annunci con verbi al futuro tipo “faremo, stanzieremo, presenteremo, realizzeremo” ed apra un dialogo diretto con le Categorie sociali per definire azioni improntate alla concretezza, senza disperdere in troppi rivoli le poche risorse a disposizione: pensi in primo luogo ai circa otto milioni di cittadini italiani che vivono nella indigenza ed alle soglie di una ben triste povertà che ogni giorno, purtroppo, vediamo sfilare nelle corsie del pane della Caritas.

Dopo aver terminato gli incontri a Villa Pamphili, dopo avere instaurato una trattativa aperta con l’Europa per l’assegnazione di soldi veri e senza condizionalità, il Governo deve programmare investimenti pubblici urgenti, avviare un costruttivo partenariato con le iniziative private suscettibili di creare occupazione sul modello svizzero, immettere liquidità e fiducia nel sistema del credito per le imprese, favorire prestiti rapidi per realizzare progetti di rinascita energetica ed ambientale con tutta la fermezza necessaria in questi tempi di amari bisogni. Il buonumore non viene agli italiani guardando la televisione e gli interminabili bisticci di vari proconsoli in cerca di credibilità, ma sorge nel momento stesso in cui matura in chi sta a casa ed in pensiero per il futuro dei suoi figli la consapevolezza che dal Parlamento, da chi ci governa non giungono solo promesse, ma fatti concreti. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

 

IL MEMORANDUM DI VINCENZO CENITI PER UN PROGETTO ITALIA IN FAVORE DEL TURISMO


VINCENZO CENITI

 

Premessa. Va messo in atto un “Progetto Italia” che deve informare a favore del turismo ogni decisione adottata dal Governo nei vari comparti, anche quella apparentemente più marginale.

Deve passare il messaggio di un Paese sicuro, forte di un Sistema Sanitario Nazionale tra i più efficienti del mondo. Inoltre va data unitarietà nazionale a qualsiasi decisione presa nello specifico settore. Il riferimento è il made in Italy che è un brand consolidato.

Come collocare l’offerta italiana …. L’offerta turistica italiana va gestita con l’arma che abbiamo a disposizione e che altri Paesi non hanno, quella delle risorse diffuse. Nessuno ha un territorio così ricco e variegato di attrazioni storiche, artistiche, paesaggistiche, tradizionali ed enogastronomiche come quello italiano. Va soprattutto riconsiderata la rete dei collegamenti viari e ferroviari che uniscono località “minori” in cui ci sono maggiori opportunità di turismo esperienziale. E’ necessaria la partecipazione degli abitanti, eredi di una civiltà rurale non del tutto abbandonata e dimenticata, portatori di valori tradizionali e umani. L’Italia deve diventare una “casa” accogliente in ogni angolo, dalle Alpi alla Sicilia, dove la municipalità e le comunità locali giocavo un ruolo determinante soprattutto nell’accoglienza.

Come abolire la tassa di soggiorno. A conti fatti potrebbe restare in vigore, a patto che ci siano indicazioni univoche a livello nazionale su modalità di applicazione, aliquote e soprattutto destinazioni dei fondi ad attività di turismo.

Come rendere visibili sulle piattaforme mondialiCi vogliono incentivi fiscali per quelle aziende di qualsiasi natura che impostano la loro campagna pubblicitaria (specialmente all’estero) sullo ”sfondo” dell’Italia. Spot su un vino, un divano, una automobile, un dentifricio... devono mettere in risalto oltre alla bontà del prodotto la bellezza dell’Italia. Riguardo alla promozione all’estero l’Enit deve essere in grado di garantire uniformità di messaggi e di presenze nelle fiere internazionali con il raccordo tra Regioni, Ambasciate, Istituti Italiani di Cultura, Ice e privati.

Come rilanciare il made in Italy …..E’ un obiettivo che fa parte del “Sistema Paese”, in un visione europea, riguardo alla sicurezza personale ed agro-alimentare, alla sicurezza sanitaria e ambientale, alla lotta all’abusivismo …. La stella “Italia” per brillare ha bisogno di un Europa coesa, sicura e gradevole per fronteggiare compatta le domande da parte di altri continenti, Asia, Stati Uniti, Sud America, Paesi Arabi soprattutto.

Come riattivare l’offerta del turismo musealeL’offerta museale diffusa nell’Italia “minore” non può prescindere dal volontariato associativo in armonia con le municipalità locali. La parola d’ordine in questo caso è “partecipazione” alla custodia e alla diffusione delle risorse storiche ed artistiche locali. L’offerta dei grandi musei va invece gestita, come del resto accade, da specialisti che devono unirsi per una campagna promozionale comune (“Tesori d’Italia”) nei grandi media online e cartacei. Per i viaggi di istruzione va creato un comparto tra i Mibact e Miur per studiare e attuare progetti polifunzionali mirati alla conoscenza e alla fruizione di beni artistici e naturali con step di preparazione, attuazione e resocontazione.

Come tutelare gli Operatori turisticiRiguardo alle guide turistiche, in particolare, va rivista l’interpretazione che si fece a suo tempo della Bolkestein.

La guida turistica non è un servizio (e quindi sottoposta alla direttiva europea) ma una professione che si acquisisce previo esame di abilitazione. Pertanto alle e guide e agli accompagnatori di altri Stati europei non può essere concesso di esercitare in Italia senza una autorizzazione rilasciata dalla Stato italiano..Va rivista inoltre la qualifica nazionale della guida turistica. E’ contrario ad ogni logica che una guida abilitata a Benevento (pur con tutte le severità del caso) possa esercitare a Venezia o Palermo con la stessa proprietà di una guida abilitata sul posto. Si favoriscono, così, scadimento della qualità e concorrenze sleali: vedi tariffe stralciate per guadagnarsi la clientela. Il territorio di competenza della guida (se si vuole superare quello provinciale come è stato per anni) dovrebbe essere di livello regionale.

Come valorizzare gli alberghi diffusiGli alberghi diffusi hanno la loro ragione d’essere nei borghi e nei piccoli centri dove questo tipo di accoglienza si avvale di spazi coerenti con l’architettura del luogo e di rapporti diretti con la popolazione del posto. Non avrebbe senso proporre questa modalità nelle grandi città. L’albergo diffuso è un modo per sopperire nei piccoli centri privi di grandi edifici all’offerta di alloggio. Occorre però una regolamentazione comunale in deroga alle attuali legislazioni per adattarla alle tipologie del luogo. Sarebbe impossibile, per esempio, l’abbattimento delle barriere architettoniche in un borgo fatto di scale e saliscendi. Un altro modo per valorizzare l’ospitalità nei piccoli borghi è quello di incentivare la creazione di aree di sosta attrezzate per i camper come da anni sostiene ActItalia.

Come sostenere fiscalmente il rinnovo del parco alberghiero italianoAgli inizi del Novecento i servizi che qualificavano l’hotel erano il bagno privato e il riscaldamento in camera. Negli anni Novanta del secolo scorso il wi-fi e la spa. Oggi fa la differenza, sul piano della qualità, il marchio di qualificazione sanitaria. Il Governo dovrà dunque sostenere fiscalmente gli alberghi che si adeguano a questo standard.

Come riformare con una legge quadro le politiche per il turismo In vigenza dell’attuale Titolo V della costituzione sarà difficile per lo Stato pensare ad una legge quadro nel turismo. La promozione turistica, come già detto, è un progetto cui devono partecipare più soggetti, anche privati, con un’unica governance.

Come rilanciare il Sistema Termale della PenisolaE’ da tempo che si sostiene l’utilità economica e sociale della prevenzione delle malattie. Se lo Stato le dedicasse più risorse, otterrebbe benefici economici ben più importanti in regime di retta ospedaliera. L’assetto termale italiano è il capitale più idoneo per la prevenzione come assist al Sistema Sanitario Nazionale.

Come avviare interventi strutturali per difendere i diritti degli OperatoriIl problema per ora è diverso e riguarda principalmente le modalità sanitarie per fruire della vacanza-mare. La Bolkestein ha inizialmente allarmato i gestori della balneazione con l’obiettivo recondito di spartire in Europa gli 8.000 km di costa italiana. Per il momento il pericolo è stato accantonato. Nel frattempo l’impegno dovrà essere quello di non creare ulteriori danni alle coste. E’ una strategia del Governo in una visione futura di Paese.

Come promuovere con contributi. Le iniziative poste in essere fanno parte dell’attuale impegno di privilegiare il turismo domestico in questa prima fase post- coronavirus. I Buoni vacanza sono un intervento in questa direzione. Si potrebbe pensare di estendere i Buoni a fasce di reddito medio-alte e di privilegiare destinazioni in aree minori (specialmente al sud) ricche di assetti artistici a vali livelli.

Come attivare la rete degli aeroporti regionali E’ fondamentale favorire una mobilità aerea in più parti del Paese accanto a quella consolidata e cosiddetta “ufficiale”. Anche in questo caso l’obiettivo deve far parte di una visione governativa con gli apporti tecnici in via preliminare dei dicasteri interessati e successivamente con progetti proposti dalle varie Regioni e supportati dell’imprenditoria privata.

Come favorire all’estero l’industria del turismoNe abbiamo già parlato.

Come abolire le sanzioni contro la Russia. Non ho riflessioni da fare, ma credo che ogni azione rientri nella politica estera governativa. Comunque mi pare dannoso innalzare muri e distinzioni, specialmente in questa emergenza che ha ribaltato i valori e le priorità delle politiche economiche.

Come portare l’offerta globale dell’ospitalitàDopo le ben note polemiche al tempo del ministro Rutelli sul Portale Italia che non venne gestito oculatamente sia sotto il profilo tecnico che finanziario, è forse superata, stanti gli attuali assetti informatici, l’esigenza di un Portale Italia che riunisca i dati dell’intera offerta italiana. Non sarebbe mai esaustivo e darebbe adito giornalmente a critiche e polemiche.

Come finanziarie le pro-locoDove è applicata l’imposta di soggiorno le entrate tributarie dovrebbero essere destinate a programmi turistici da realizzare d’intesa con le pro-loco ove esistenti. Siamo in ogni caso nel campo del volontariato puro e tutto viene rimesso alle capacità degli abitanti del posto e alle volontà dei Comuni. Sarebbe utile, in ogni caso, che i fondi pubblici destinati ad attività turistiche venissero condivisi con queste storiche associazioni, anche per non disperderli in mille rivoli.

Come salvare l’agricoltura, la viticultura ….Premesso che i prodotti dell’agricoltura fanno parte delle politiche del made in Italy e che quindi il Governo deve comprenderli in una visione di Stato, si potrebbero animare con le scuole utili attività di conoscenza e promozione dei valori della terra con la creazione nelle città, accanto a giardini ed aiuole, di piccoli appezzamenti orticoli governati dagli stessi ragazzi in salutari competizioni tra loro con l’assistenza di tutori scolastici.

Vincenzo Ceniti Segretario Generale dell’Unionturismo e Console del Touring Club.

Il 27, 28 e 29 giugno saranno tre giorni speciali per i visitatori del Giardino di Ninfa che, solo per questa settimana, potranno usufruire dell'apertura straordinaria di lunedì 29 voluta dalla Fondazione Roffredo Caetani in occasione della festa dei Santi Patroni della Città di Roma, Santi Pietro e Paolo. Questo weekend coincide con una delle iniziative organizzate per il Centenario del Giardino di Ninfa, una mostra per rendere omaggio ad uno dei più noti artisti pontini scomparso nel 2010. A conclusione del percorso di visita del Giardino, lungo la recinzione esterna dell'Hortus Conclusus, i visitatori potranno ammirare le opere di Sergio Ban, sculture e incisioni su pietra provenienti da collezioni private, accompagnati dai volontari dell'associazione che porta il nome del celebre artista. L'iniziativa è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Roffredo Caetani, il Comune di Latina e vanta il patrocinio della Soprintendenza oltre al sostegno, appunto, dell'associazione Sergio Ban (info sul sito sergioban.org).

Sul prossimo numero pubblichiamo una nota di Barbara Cacciolari Consigliere Nazionale e Delegata dell’Ufficio di Presidenza sulla “Rinascita” delle Terre martiri del terremoto, ed una puntuale riflessione dal titolo “Terra” del Prof. Claudio Pettinari Rettore dell’Università di Camerino.

 

N°  626   Roma, 28 giugno 2020
In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;
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