SE LA VITA NON CI INSEGNA NIENTE.

L’orso M-49 catturato con l’inganno in Trentino dopo dieci mesi e riportato nell’area faunistica recintata di Casteler è riuscito comunque a salvare la vita.

Il Mes in questa epoca di Covid-19 è un inganno simile a quello per la cattura dell’orso tanto amato da grandi e piccini: alla negata condizionalità subentra una “sorveglianza rafforzata” da parte della Commissione dell’UE e della Bce con possibili richieste di “aggiustamenti”, come se la promessa di 37 miliardi – mentre l’Italia ha bisogno di tutto – fosse sufficiente a superare le rigide norme del Trattato. Ecco servito un nuovo inganno basato sulla stessa fame che ha fregato l’orso. La nuova parola d’ordine è “scostamento”: il Ministro Roberto Gualtieri nel dibattito alla Camera sul Def del 29 aprile 2020 afferma: “Complessivamente lo scostamento è di circa 75 miliardi aggiuntivi per il solo 2020 in termini di indebitamento netto e 180 miliardi di stanziamento di bilancio….manovra espansiva poderosa, di entità mai raggiunta dal dopoguerra ad oggi che non mette a repentaglio la sostenibilità della finanza pubblica”.

Sembra ostrogoto: quando gli Ostrogoti subentrarono ad Odoacre la penisola venne organizzata in 17 distretti con governatori che avevano grandi poteri fiscali, giuridici e civili ma che rispondevano al Prefetto del Pretorio che risiedeva a Ravenna; oggi, abbiamo 20 Regioni che rispondono a Roma, altro che autonomia!. Gualtieri non ha spiegato perché mancano ancora i fondi diretti: a marzo, i consumi sono scesi dell’80% ed il primo trimestre italiano ha chiuso a meno 26%: manca liquidità, continua inutilmente il conflitto tra il Centro del potere e le Regioni. Come si fa a guardare oltre se non c’è nemmeno una minima visuale da cui partire?. Parla il Vescovo di Roma: “Nella mia terra c’è un detto che dice: “quando tu vai a cavallo e devi attraversare un fiume, per favore, non cambiare cavallo in mezzo al fiume” ”.

Ottimo detto: tuttavia, qui non si tratta di attraversare un fiume, bensì un mare di problemi economici e se la barca fa acqua da tutte le parti, forse, è meglio salire su una nuova imbarcazione per evitare il naufragio. Il vero problema, però, è che la nuova imbarcazione non c’è e che ci tocca “remare” con quei pochi mezzi che abbiamo di cortile in cortile, di città in città, di strada in strada, di famiglia in famiglia fino alla estrema pena di chi non ce la fa da solo. Dice la canzone di Daniel Bellavoine morto a soli 34 anni mentre su un elicottero, poi precipitato nel deserto, portava delle pompe ad acqua per la coltivazione del riso nel Mali: “Ma io non posso, non so e resto piantato là, le leggi non fanno più gli uomini, ma alcuni uomini fanno la legge, e io non posso, non so, e resto piantato là”. (La vie ne m’apprend rien).

Avvertiamo ancora come un macigno il disagio di tanti funerali che hanno segnato le tragedie di Bergamo, della Lombardia e di tutto il Paese: “La vie des morts n’est plus sauvée par des médailles” dice la canzone di Bellavoine. Non è possibile salvare la vita dei morti con delle medaglie: abbiamo sentito esaltare i Medici e gli Infermieri “Eroi”, ma ci siamo dimenticati che Essi sono andati in trincea disarmati e quindi, per onorarLi non basta chiamarLi “Eroi”, ma occorre rendere Loro giustizia; lo stesso dicasi per gli anziani morti indifesi nelle costose Case di riposo. Il Covid-19 non è il solo colpevole: certi films noirs vanno visti due volte. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

LA LEGA ITALICA E QUELLA LOMBARDA. Il 25 luglio del 1467, nella battaglia della Riccardina, nel bolognese, Bartolomeo Colleoni non riesce a sottomettere la Lega Italica e rinuncia alla conquista di Milano: figuriamoci se Roma, a colpi di decreti, riesce a piegare il Governatore della Lega Lombarda che difende l’autonomia della Regione. La sanità lombarda, sola e disarmata senza le promesse protezioni, ha pagato costi altissimi nella lotta contro il Covid-19 ed ha saputo reggere l’urto tremendo del virus.

IL PROF. UMBERTO SOLIMENE PRESIDENTE DELLA FEMTEC: LE TERME COME PROMOZIONE DELLA SALUTE CIRCOLARE. Queste, alcune delle proposte e delle strategie operative emerse dal workshop svoltosi il 28 Aprile per iniziativa di FEMTEC ed al quale hanno partecipato i Leaders delle Istituzioni termali di 14 Paesi. Quale futuro? Si chiede il Prof. Umberto Solimene Coordinatore del workshop e Presidente della Federazione Mondiale delle Terme unitamente al Prof. Alceste Santuari Presidente della Commissione Health Tourism. E così risponde: “La pandemia Covid-19 può rivelarsi, a detta di tutti gli intervenuti, una occasione per ripensare ovvero ridisegnare il futuro del termalismo.

L’offerta terapeutica, la tutela della salute e la promozione di stili di vita che le terme possono proporre si inseriscono a pieno titolo nel moderno concetto di “ONE HEALTH” definito anche come SALUTE CIRCOLARE. Infatti, siamo elementi di un solo sistema in cui la salute, specialmente dell’uomo è strettamente interdipendente da quella degli altri. E’ questo il cuore”dell’One Health che promuove una gestione integrata nell’ambito della salute pubblica. In questa prospettiva, le terme si possono proporre, rifacendosi anche alla tradizione Ippocratica, come una delle componenti fondamentali delle politiche e degli interventi di salute pubblica, specie in chiave preventiva”.

“Per realizzare questo scopo - ha proseguito il Prof. Solimene - e’ necessario che le terme debbano compiere un profondo processo di autoanalisi critica, costruttiva e propositiva. In particolare occorre :

  1. Evidenziare con energia la loro “vocazione” sanitaria, anche sottoponendo a seria revisione la recente evoluzione;
  2. Analizzare al loro interno la specifica offerta terapeutica;
  3. Sviluppare una seria politica di azioni e di interventi in collaborazione con i MMG e le farmacie territoriali;
  4. Avvalersi delle moderne tecnologie digitali, telemedicina compresa;
  5. Offrire ai sistemi socio-sanitari la loro expertise in un sistema di programmazione e di prevenzione coordinata;
  6. Rafforzare la ricerca scientifica;
  7. Rivedere radicalmente gli aspetti strutturali organizzativi in funzione delle nuove realtà socio-ambientali e della nuova domanda di salute;
  8. Superare il “particolarismo”locale e nazionale dell’approccio: pur considerando le specificità di tradizione,di ambiente,di cultura e di normative di ciascuna struttura termale. Le terme dovrebbero tendere ad un coordinamento (clusters della salute) in funzione di una capacità di creare risposte sistemiche e non estemporanee”.

I vari Relatori hanno affrontato le gravi attuali problematiche termali connesse alla pandemia del COVID-19 ed alle disposizioni di legge governative. Una “tragedia” collettiva” che comporta anche imponenti problemi economico-sociali. Tutti i Partecipanti hanno poi sottolineato la fondamentale importanza del supporto economico e normativo dei rispettivi Governi per salvare un settore che in alcuni territori svolge un ruolo chiave di attività.

Molto significativi gli interventi di P. Cantista (Portogallo), F. Maraver (Spagna), T. Dubois (Francia), R.Blaser(Svizzera),P.Geher(Ungheria),I.Sisoyenko(Ucraina),O.Surdu(Romania),J.Choinowsky(Polonia)J.Wang (China), C. Davidson (Australia), A.Razumov (Russia). F.Menendez (Cuba), M.Cohen (Nuova Zelanda). Molto apprezzata la partecipazione della Delegazione italiana guidata dal Presidente di Federterme (Massimo Caputi) con Aldo Ferruzzi ed Aurelio Crudeli che hanno presentato le iniziative in corso tra cui il progetto “Terme sicure” e, in campo economico per il sostegno del settore, i rapporti con le Istituzioni parlamentari e Governative.

Prosegue il Prof. Solimene: “L’emergenza sanitaria collegata alla pandemia Covid-19 ha evidenziato la necessità di disporre di un’adeguata rete di protezione socio-sanitaria, in grado di permettere un efficace dialogo tra servizi sanitari e servizi territoriali. Una adeguata integrazione tra risposta clinica (ospedali e strutture similari) sanità pubblica (prevenzione e territorio) sembra essere una politica più efficace nell’affronto dell’emergenza. Le terme sono strutture che erogano servizi sanitari, ai quali possono accompagnarsi anche servizi e attività che ricadono nel comparto dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali (si pensi per tutti all’attività di riabilitazione fisica in acqua). Spesso, tuttavia, le strutture termali sono ancora lontane dall’essere percepite quali componenti a pieno titolo dei sistemi socio-sanitari nazionali. Non è questa la sede per ricostruire le ragioni che militano a favore di questa percezione. Qui basti ricordare che negli ultimi anni le terme si sono forse preoccupate di promuovere prevalentemente una immagine turistico-ludica a scapito di quella sanitaria, che rimane l’hard core delle terme. Il turismo costituisce un importante fattore integrativo (culturale, psicologico, economico etc ) dell’offerta termale, ma non deve essere il prioritario” .

IL TURISMO NAVIGA ANCORA A VISTA. Il ministro Franceschini ha chiesto al Comitato tecnico scientifico le prescrizioni di sicurezza per tutti i settori che riguardano il Mibact: teatri, cinema, musei, eventi, hotel, stabilimenti balneari, terme … per consentire la loro riapertura in sicurezza. Riguardo al bonus vacanze, il ministro ricorda che la facilitazione è rivolta a tutte le famiglie sotto una soglia di reddito medio basso, in base all’Isee, che varierà in base alla composizione del nucleo familiare. La somma andrà spesa entro il 2020 in tutte le strutture ricettive.

“Abbiamo scelto le strutture ricettive – da detto - perché devono comunicare entro 24 ore i dati anagrafici dell’ospitato alla questura e pagano la tassa di soggiorno. Questo assicura l’assoluta trasparenza”. Malumore tra le agenzie di viaggio che avrebbero voluto essere coinvolte in questa misura. Ma la Bonaccorsi precisa “Per le agenzie di viaggio abbiamo messo in campo i voucher, che sono una cosa importantissima che non esisteva e siamo i primi in Europa e forse nel mondo ad averlo fatto e molti hanno preso esempio da noi”. Franceschini sottolinea poi che il governo è al lavoro per tutelare gli stagionali, estendere il credito d’imposta o un ristoro per i canoni di locazione di tutte le aziende del settore turistico, non solo quelle strutture ricettive in proporzione all’affitto pagato e per riconoscere a tutte le aziende del turismo una misura di ristoro a fronte del calo di fatturato oltre una certa soglia, ma che coprirà tutte le aziende, anche le più piccole (U. T. news).

PROVE DI DOMANI: LE RISORSE DIFFUSE DELL’ITALIA. Proviamo a scrutare oltre la siepe. Il corona virus ci lascerà meno affollamento sulle spiagge, nei centri commerciali, nei mezzi di trasporto, negli spettacoli ed altro . Che fare in alternativa? Sfruttiamo l’arma che altri Paesi non hanno, quella delle risorse diffuse. Nessuno ha un territorio così ricco e variegato di attrazioni storiche, artistiche, paesaggistiche, tradizionali ed enogastronomiche come quello italiano. Va però riconsiderata – si legge in un memorandum di Unionturismo - la rete dei collegamenti viari e ferroviari che uniscono località “minori” in cui vi sono maggiori opportunità di turismo sostenibile ed esperienziale. E’ necessaria, inoltre, la partecipazione degli abitanti dei piccoli borghi, eredi di una civiltà rurale non del tutto abbandonata e dimenticata, portatori di valori tradizionali e umani. L’Italia deve diventare una “casa” accogliente in ogni angolo e soprattutto sicura, dalle Alpi alla Sicilia, dove la municipalità e le comunità locali giocano un ruolo determinante soprattutto nell’accoglienza (U.T. news).  

TELGRAPH: BEATI VOI. Il Daily Telegraph tifa per l’Italia. Nessun altro Paese – scrive Tim Jepson in un recente articolo apparso sul prestigioso quotidiano britannico – ha tante ricchezze e una combinazione di arte, cultura, cibo, vino, moda, teatro, persone e paesaggi che non ha eguali e neppure una combinazione così efficace di antico e moderno, bello e seducente. Nel 2019 i turisti stranieri hanno rappresentato il 50,3% delle presenze totali in Italia. Molti di loro provenivano dal Regno Unito e nonostante l’emergenza sanitaria e le nuove disposizioni della Brexit emerge che i britannici continuano ad amare il nostro Paese e che, finito il lockdown tra le frontiere, torneranno a farci visita. Cosa piace dell’Italia? La gente, i borghi, i laghi, le isole, le Dolomiti, l’arte, Venezia e la Toscana . Fisanotti: “Non dimentichiamo la pizza napoletana”. (U.T. news).

SETTIMANA DECISIVA PER LE IMPRESE DEL TURISMO. In questa settimana si chiariranno la tipologia e la quantità degli aiuti economici per le imprese del turismo, richiesti a gran voce da tutti i protagonisti del comparto. Si parla di 10/15 miliardi di euro. Nel suo intervento Conte ha chiaramente indicato il settore come uno di quelli “particolarmente esposti” e quindi “ci sarà il sostegno alle attività che operano nel comparto”. Secondo una stima di Confturismo Confcommercio sui quasi 200 miliardi di volume d’affari complessivo che il turismo genera le previsioni meno pessimistiche indicano una perdita nell’ordine del 60% da qui a fine anno, mentre sono bloccati i viaggi degli italiani all’estero, che avrebbero dovuto raggiungere quota 22,5 milioni durante l’estate. Da parte sua il presidente di Astoi Nardo Filippetti aveva ricordato. ”La nostra autonomia finanziaria non durerà in eterno, a fronte di continui esborsi e zero ricavi”, chiedendo quindi un intervento urgente del Governo (Unionturismo news).

ENIT: ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO ?.   L’Enit non si illude. Di crescita del turismo se ne parlerà nella primavera del 2021. Le città che registreranno un maggior disagio saranno quelle che più attraggono il turismo internazionale. “Le città che dipendono maggiormente dai viaggiatori internazionali, come Venezia e Firenze – si legge nel bollettino istituzionale - dovrebbero subire un calo percentuale maggiore nei viaggi nel 2020: maggiore è la percentuale di visitatori a lungo raggio, maggiore è l’impatto, perché si presume che i mercati a lungo raggio siano più colpiti dalla pandemia che quelli a corto raggio". Scendendo nel dettaglio si vede nel 2020 un calo del 43,4% sul 2019 a Venezia, del 36% a Firenze, del 25,8% a Milano, del 22,7% a Palermo, mentre a Torino (di solito più dipendente dal mercato domestico) il dato si inverte con un calo del 21,4% di turisti italiani e del 15,6% di turisti stranieri” . Da più parti si sostiene che con il “turismo nostrano” corriamo il rischio di regredire nella classifica dei partner europei rispetto a Spagna, Grecia e Croazia. Si può ripartire con i giovani viaggiatori stranieri e puntare sulla loro vocazione all’ “avventura”. I prezzi bassi potrebbero invogliare a pianificare un viaggio in Italia magari a Settembre se non verranno fermati dall’incertezza di protocolli di controllo alle frontiere (U.T. news).

MARINA LALLI ALLA PRESIDENZA FEDERTURISMO. Marina Lalli (amministratore delegato delle Terme di Margherita di Savoia, Puglia) è stata designata alla presidenza di Federturismo dal consiglio generale per il per il mandato 2020-2024. La designazione della Lalli, già vice presidente vicario di Federturismo e anche vice presidente di Confindustria Bari Bat (Barletta-Andria-Trani) di Federterme, verrà formalizzata dall’assemblea dei soci prevista entro giugno (Unionturismo news).                                                                         

ROMA RESTA “CAPOCCIA” ANCHE NEL VIRUS. La lettera inviata al Messaggero dall’ambasciatore di Polonia in Italia Anna Maria Sanders e pubblicata nei giorni scorsi è troppo bella per sfuggire alla nostra attenzione. Ecco alcuni passaggi “Ho ammirato il senso civico dei romani che puntualmente hanno rispettato le restrizioni necessarie per fermare il diffondersi del virus. Con commozione ho assistito al proliferare di nuove forme di vita sociale, sia on line che nelle finestre e sui balconi della città. Sono rimasta impressionata dalle tante iniziative di solidarietà verso le persone in difficoltà … Sono rimasta colpita che per tutto il periodo della quarantena gli approvvigionamenti dei negozi alimentari sono stati impeccabili … In alcuni Paesi la carta igienica è diventata quasi una merce di scambio e le uova risultano introvabili … E’ davvero il caso di dire che Roma ha superaro la grande la prova..”. Alla faccia di chi le vuole male (Unionturismo news)

MSC CROCIERE VOGLIA DI RIPARTIRE: LE “CROCIERE DI PROSSIMITA’ ”. C’è tanta voglia di ripartire, ma le navi da crociera devono stare ferme fino al 10 luglio. Per Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere, non sarà una ripartenza in contemporanea nel mondo. Per il mercato Italia è probabile l’ipotesi di “crociere di prossimità” con una nave che tocchi per l’estate 2020 solo i porti italiani. “In Italia sostiene - tocchiamo 13 porti e di fatto il 96% della popolazione italiana con due ore, due ore e mezzo di macchina può imbarcarsi su una nostra nave. Significa che gli italiani quando decideranno di partire potranno farlo prendendo la loro auto e recandosi direttamente al porto.

Sempre positivo il rapporto con le agenzie di viaggio. “Il turismo crescerà – aggiunge Massa - e le agenzie di viaggi ancor più rispetto al passato offriranno valore aggiunto al prodotto mantenendo una funzione centrale in questo business. Lo abbiamo visto con la situazione internazionale: i clienti hanno capito quanto sia importante avere un agente di viaggi alle spalle. Penso al lavoro incredibile fatto nelle scorse settimane, quando i voli c’erano, poi un attimo dopo non c’erano più. Hanno gestito egregiamente le riprotezioni supportando i clienti, cosa che a chi ha scelto il fai da te è mancato”   (Unionturismo news).  

L’ALTALENA DEL MES . Continua, penosa, l’altalena del meccanismo europeo di stabilità: l’8 maggio l’UE ha reso disponibile la linea di credito fino al 31.12.2022, ma non è stato disattivato l’articolo 13 del Trattato ed in base all’articolo 14 la Commissione può revocare la decisione o proporre un programma di aggiustamento economico. Quando si parla di “aggiustamento” o di “condizionalità leggera” vengono i brividi perché taluni doni ricordano molto l’avventura di Ulisse e del famoso cavallo che consentì la distruzione di Troia.

La tremenda lezione impartita all’amatissima Terra di Grecia, culla della democrazia e della civiltà dell’Occidente, è ancora una ferita sanguinante e nessun Paese con un minimo di dignità e di orgoglio nazionale vuole seguire quel destino tragico ed amaro che ha commosso tutto il mondo impotente dinnanzi all’arroganza dei grandi burocrati europei. Si possono percorrere altre strade, altre soluzioni riformatrici, altre vie di ripresa che non siano fughe verso il precipizio: l’Italia, terra della Civitas Romana, ha già pagato un duro prezzo in termini di vite umane, di economia, di occupazione e non deve certo inchinarsi davanti all’offerta dei Paesi del Nord Europa così avari di solidarietà e di spirito comunitario.

N°  619   Roma, 11 maggio 2020

In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

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