
Orvieto
Il 25 marzo scorso si è celebrato lo straordinario “ritorno” nel duomo di Orvieto delle due statue dell’Angelo annunciante e della Madonna annunciata di Francesco Mochi, opere tra le più significative del Seicento italiano.
Il 19 novembre è stato inaugurato e presentato l’intero ciclo scultoreo degli Apostoli e dei quattro Santi protettori tornato finalmente nella sua sede originaria dopo 122 anni di esilio, all’esito di un impegnativo percorso: un evento storico per il restauro e una straordinaria restituzione culturale. Sabato 7 dicembre alle ore 17.00 presso la sala del Museo Emilio Greco, si aprirà poi la mostra fotografica “Le Statue nel Duomo di Orvieto.
La storia ricomposta nelle immagini del fondo fotografico Raffaelli Armoni Moretti e di oggi”. Il repertorio di immagini prodotto tra la fine del XIX secolo e la metà del Novecento dai fotografi Luigi Armoni, Luigi Raffaelli e Mario Moretti ha per Orvieto una valenza del tutto particolare. Da questo eccezionale ‘catalogo’ sono state selezionate quelle riprese che per la prima volta avevano documentato la cattedrale e le sue opere d’arte e che ne avrebbero poi mantenuto viva la storia, assicurando un futuro alla memoria.
Nel caso delle statue del duomo di Orvieto e del progetto per il loro riposizionamento nella sede originaria, le fotografie più antiche di Armoni e Raffaelli che riproducono il contesto interno del duomo prima del 1897 hanno un’importanza storica assoluta e hanno giocato un ruolo fondamentale per documentare l’intervento. Ma soprattutto, le splendide immagini, insieme all’impegno di grandi studiosi come Cesare Brandi e Federico Zeri, hanno contribuito a creare una coscienza identitaria rispetto al patrimonio culturale e un profondo senso di responsabilità sociale nei confronti del suo recupero.
Sono queste le ragioni della mostra che vuole anche richiamare l’importanza e l’opportunità di un catalogo completo e accessibile dell’eredità culturale dei tre fotografi orvietani, oggi conservata nel nucleo principale presso l’ICCD e in parte presso l’Opera del Duomo e la famiglia Moretti. Integrano le immagini antiche alcune fotografie recenti, gli scatti di oggi, che restituiscono i momenti significativi della vicenda e del progetto che è stato seguito da un’accurata documentazione. Così, nel corso della serata sarà proiettato in prima visione il video-racconto “Il Ritorno. Il ritorno delle Statue nel duomo di Orvieto”.
Il video è stato curato da Massimo Achilli della Soprintendenza ABAP Umbria all’interno della collaborazione che ha riguardato questo importante aspetto di documentazione e comunicazione del progetto di riposizionamento in situ delle statue. Le musiche originali sono state composte da Alfredo Sirica e Michelangelo Palmacci, grazie alla sponsorizzazione di Gondrand – Gruppo Fercam e di Berilli Group, partners tecnici del progetto. La mostra, allestita presso i Sotterranei del duomo nel museo MODO, è stata realizzata grazie alla collaborazione di ICCD Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e della Soprintendenza ABAP Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria; e con il contributo di GAL Trasimeno-Orvietano, Consorzio Vini Orvieto e Cassa di Risparmio di Orvieto.
Si ringrazia inoltre la Fondazione Federico Zeri e al Dr. Eugenio Malgeri che hanno consentito di utilizzare l’immagine del grande studioso accanto all’Angelo di Mochi, come immagine di copertina della mostra. Un ringraziamento particolare a RAI Teche che ha concesso in visione il documentario RAI “Arte negata”, dedicato nel 1996 alle statue del duomo di Orvieto e realizzato da Federico Zeri per la regia di Nino Criscenti. Il regista Nino Criscenti sarà ospite d’onore della serata. La mostra sarà visitabile gratuitamente negli orari del museo, fino al 12 aprile.
Il catalogo è pubblicato per i tipi di Palombi Editori – Roma.
