Viterbo

A Viterbo nella suggestiva cornice del Monastero di Santa Rosa, scrigno d’arte e spiritualità, sabato 31 agosto alle ore 11.00, alla presenza del Vescovo e del Sindaco di Viterbo è stata inaugurata la mostra “Fede e Devozione.
Le reliquie del monastero di Santa Rosa”, a cura di Anna Proietti ed Eleonora Rava, con la collaborazione di Giorgio Capriotti e Lucia Malvinni.
L’evento è stato reso possibile grazie alla volontà delle Sorelle Francescane Alcantarine e della Federazione delle Clarisse Urbaniste d’Italia di rendere fruibile a tutti l’ingente patrimonio storico, artistico e documentario conservato nel monastero di Santa Rosa; ed è stato realizzato grazie supporto economico della Fondazione Carivit e al contributo del 2x1000 alla Cultura donato al Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ONLUS.
L’evento ha ricevuto il patrocinio della Diocesi di Viterbo, del Comune di Viterbo, della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, dell’Università della Tuscia e dell’Istitute of Medieaval History dell’Università di St Andrews (UK).
Data la straordinaria affluenza di pubblico e il consenso ricevuto, la mostra rimarrà aperta fino al 26 ottobre 2019 con ingresso libero, orari: 9.30-12.30 e 15.30-18.30; giorno di chiusura il lunedì.
La mostra si distingue per la ricchezza e le caratteristiche delle reliquie esposte, molte corredate dai documenti di autenticità. La mostra parte dal Corpo e dal Cuore di Rosa, esposti alla venerazione dei fedeli nella chiesa a Lei intitolata; procede, nella Sala Capitolare, attraverso l’arca che quel corpo ha conservato e le vesti con le quali esso è stato coperto, per arrivare alle reliquie non più “uniche” ma ripetute, iterate, prodotte intenzionalmente e artigianalmente per soddisfare l’esigenza del “contatto” senza dover frammentare all’infinito il Corpo santo (le misure della Santa, i cuscinetti, i cordoni ecc.).
La mostra prosegue nel Refettorio antico, dove sono esposte reliquie contenute in raffinate teche di legno dorato, in preziosi reliquiari d’argento e antropomorfi, riferibili al periodo compreso tra gli inizi del XVIII e la prima metà del XIX secolo; sempre in questa sala sono presentati centinaia di encolpi contenenti reliquie della croce di Cristo, del velo della Madonna, delle ossa dei martiri, di santi della famiglia francescana e via dicendo.
Tra i molti oggetti esposti spiccano il cranio di santa Costanza, che veniva esposto nel Settecento alla venerazione dei fedeli; le misure di nostro Signore Gesù Cristo e della statua della Madonna di Loreto; il berretto di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio; il soggolo della beata Caterina Vigri, la stola e lo zucchetto di papa san Giovanni Paolo II.
