Viterbo EVENTI
Roberto Saccarello
 
                                Santino della fine dell'800 
 
In ossequio alla tradizione, Viterbo tributerà domani solenni onoranze alla Madonna Liberatrice, da sette secoli sua Protettrice celeste.
 
La  processione, dopo l’indirizzo di saluto del sindaco Giovanni Arena , muoverà alle ore 18,00 da Piazza del Plebiscito per concludersi nella chiesa della SS. Trinità la benedizione del Vescovo diocesano  Mons. Lino Fumagalli.
 
L’Immagine della Vergine, trasportata dai “Fedelissimi della Liberatrice” su un’artistica macchina barocca del XVII sec., verrà scortata dai Cavalieri Costantiniani di San Giorgio e accompagnata dal Capitolo della Cattedrale, dal Clero, dai Religiosi, dalla Fraternità agostiniana secolare, dalle Confraternite e Associazioni laicali, dalle Pie Unioni e  dai Volontari dell'Ordine di Malta e dai Fedeli.
 
Il culto verso la Liberatrice rappresenta senz’altro la più antica  devozione mariana dei Viterbesi , poiché  è da circa settecento anni che essi invocano sotto questo titolo la  Madre di Dio  nella Chiesa della SS. Trinità, officiata dai Padri Agostiniani.
 
Essa cominciò ad essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Vergine alla Città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili : come è riferito dalle cronache del tempo, i Viterbesi ritrovarono la pace ai piedi dell’Immagine della Madonna, da quel momento proclamata  loro Liberatrice.
 
Per solennizzare tale  consacrazione ,  la Magistratura, fece dono al Santuario di  una riproduzione in argento  della Città . L’interesse costante del Comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi Statuti, e  quello del 1344 stabiliva che la sua festa  si celebrasse ogni anno, nel lunedì di Pentecoste.
 
Con la caduta dello Stato della Chiesa, il corteo religioso venne interrotto dopo oltre cinque secoli e mezzo per l’opposizione della Giunta liberal-massonica. Nel 1945, dopo le tragiche vicende della guerra su iniziativa dell’Arcivescovo-Vescovo Mons. Adelchi Albanesi venne ripresa la tradizionale processione con la partecipazione ufficiale delle civiche Autorità.