Viterbo EVENTI Barbara Aniello ha indagato con meticolosità a volte maniacale sulle analogie di “particolari” tra la pittura viterbese

 

Continua con ampia partecipazione di guide turistiche e appassionati d’arte il seminario organizzato dal consolato di Viterbo del Touring Club Italiano.

Il 17 marzo scorso nella consueta sala della Rocca Albornoz, Barbara Aniello, storica dell’arte, musicologa, musicista e docente alla Gregoriana di Roma, ha svolto un tema insolito e intrigante: gli affreschi parietali nelle chiese romaniche della Tuscia Viterbese.

La “lezione” è stata declinata su vari temi:  Madonna in trono col Bambino, Natività, Crocifissione, Apocalisse, santi ed altro con l’ausilio di una vivace e nutrita serie di immagini. Approfondiamo, così, la conoscenza di alcune pitture celate nelle chiese di Carbognano, Nepi, Castel Sant’Elia, Vasanello, Vallerano, Montefiascone, Tuscania e nella stessa Viterbo, presente con opere di Matteo Giovannetti e del Pastura a Santa Maria Nuova. .

Barbara Aniello ha indagato con meticolosità a volte maniacale sulle analogie di “particolari” tra la pittura viterbese  e quella bizantina, e quella di Giotto, Duccio, Botticelli, Masaccio ed altri. Si scende nel dettaglio per osservare se il Bambino in braccio alla Madre stringe le dita o se allarga le braccia a mo’ di croce. Per ognuno di questi atteggiamenti c’è una spiegazione di matrice religiosa che Aniello commenta con dovizia di riflessioni. Sorprendenti le affinità tra i mosaici della chiesa romana dei Santi  Cosma e Damiano e le pitture nel catino absidale della Basilica di Castel S. Elia.

Coup de théatre finale con una clip del film Nostalghia di Andrej Tarkovskij ambientata nella cripta della chiesa di San Pietro a Tuscania. Quando il regista russo giunse in Italia, nel 1983, collocò l'affresco della  Madonna del Parto di Piero della Francesca, il cui originale era nella Cappella del Cimitero a Monterchi, proprio nella cripta di San Pietro a Tuscania. Qui, assistendo ad una processione votiva, la protagonista Eugenia è ritratta tra le colonne e le candele, mentre interroga il sacrestano sulla condizione femminile e sul tema del sacrificio. Tarkovskij manipola volutamente lo spazio e il tempo, cancellando le preghiere delle donne in processione e collocando nello spazio dell'affresco la stessa Eugenia che, parlando con il suo interlocutore, prende il posto della Madonna. Il regista vuole sacralizzare l’apparizione della donna che non comprende il mistero della maternità e la missione dell’essere femminile, accostandola al modello della Vergine-Madre. 

I Seminari Touring sono promossi in collaborazione con la Provincia, la Soprintendenza Archeologa per l’Etruria Meridionale e l’Associazione culturale “Historia”.

Prossimo appuntamento martedì 24 marzo (stesso luogo e stessa ora) con Monica Silvestri che commenta taluni particolari inediti nelle pitture delle necropoli etrusche di Tarquinia. Il presidente di “Historia” Alessandro Barelli presenta alcuni filmati in 3D sulle rombe..

 

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