Mariella Zadro

“Le emozioni spesso confuse con gli stati d’animo o i sentimenti, le emozioni sono processi multicomponenziali che informano le nostre vite, determinano le nostre azioni e i nostri comportamenti.

Sono risposte innate, composte da fenomeni involontari, automatici e simultanei, che coinvolgono sia il corpo che la mente”. 

Prendendo spunto da una delle tante definizioni di emozioni, vorrei presentare un progetto che verrà svolto, durante questo anno scolastico, con gli alunni delle seconde classi scuola Primaria  dell’Istituto Comprensivo “Silvio Canevari” di Viterbo e “Pio Fedi” di Vitorchiano.

Il progetto ideato dalla dott.ssa Rosanna Schiralli e la sua équipe di psicologi (dott.Ulisse Mariani, dott.ssa Mariagrazia Mari, dott.ssa Martina Pontani), in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università de L’Aquila, il Dipartimento dimedicina molecolare dell’Università Federico II di Napoli, l’Ateneo San Raffaele di Milano e la Società Italiana di  Psiconeuroendocrinoimmunologia SIPNEI di Roma.

Incontro l’equipe nello studio di Viterbo e viene spontaneo fare alcune domande agli operatori:

 

Qual è lo scopo del progetto?

“Lo scopo è di verificare se una buona educazione alle emozioni realizzi nei bambini modificazioni psicobiologiche relative ad alcuni enzimi responsabili dei livelli dello stress, come il cortisolo, e di altri indicatori biologici”.

 

Al termine dell’osservazione cosa potrete verificare?

“Tale studio, che durerà l’intero anno scolastico, sarà importante per verificare anche da un punto di vista biologico se un tipo di educazione (in questo caso si tratta di una educazione   basata   sull’implementazione   delle   capacità   emotive) sia   in   grado   di apportare   modificazioni   utili   per   il   benessere   psicofisico   dei   bambini   anche   quando saranno adolescenti maggiormente esposti a disagi, rischi condotte dipendenti”.

 

 Quali sono i benefici che tale ricerca potrebbe offrire?

“Una diminuzione dello stress favorirà infatti una crescita più equilibrata, con aumento di sostanze del benessere in grado favorire autonomia, sicurezza, autostima e condotte relazionali più soddisfacenti”.

 

In pratica, come si svolgerà la ricerca?

“La ricerca sarà condotta attraverso una serie di test da sottoporre agli alunni all’inizio alla fine della sperimentazione e attraverso l’analisi salivare all’inizio e alla fine dello studio”.

 I programmi di Educazione Emotiva a scuola proposti  dall’Associazione scientifica di Viterbo, sono già stati   verificati e validati in Italia e in diversi Paesi dell’Unione Europea e in Turchia attraverso la misurazione  e l’osservazione  dei comportamenti, ottenendo sempre ottimi risultati, tanto da spingere il Senato della Repubblica a realizzare, in collaborazione con i dott.Schiralli e Mariani, un disegno di legge sull’introduzione dell’ora di Educazione Emotiva in ogni scuola italiana.

 Lavorare sull’Educazione Emotiva, non solo è utile, ma necessario per aiutare i bambini, futuri adolescenti, ad affrontare la vita con successo e con condotte sane.