

Foto di Giuseppe Di Prima
Dott. Giuseppe Di Prima"Non posso portarlo in spiaggia a camminare perché disturba le tue vacanze...".
Però posso portarlo sulle macerie a cercarti dopo un terremoto, nel bosco dopo che ti sei perso o sotto la neve perché hai fatto un fuori pista vietato... in acqua perché nonostante la bandiera rossa hai fatto il bagno... e dovunque tu abbia bisogno, perché alla fine è solo un Cane ...ma lui ti troverà." A parte giornali e foto, attestati di Sindaci, e delle forze dell’ordine, comprovanti le diverse decine di corpi ritrovati con i miei compagni di lavoro (cani), uno, solo un episodio, lo voglio raccontare perché si può “toccare con mano”.
Costituisce uno dei quattro episodi di ricerca, richiesti durante il mio incarico dalla città di Messina (che aveva rifiutato i soccorsi cinofili) ricerche tutte concluse (quindi 100%), con intervento dal centro soccorso di Siracusa oltre che personale.
Giovanissimo “Unità cinofila Protezione Civile”, dell’allora Ministero dell’Interno, incaricato Coordinatore responsabile Regione Sicilia.
Autorità Palermo, Siracusa, Catania, sostengono apertura centri addestramento e soccorso. Messina, località ritenuta indispensabile per importanza strategica, BOICOTTA, e la cancello dalla carta geografica trasferendomi al Nord interessandomi anche di centri sparsi in Europa.
Sono a Milano e non ancora completato e ufficializzato il mio passaggio di incarico ad un componente di Siracusa, vengo avvertito verso le ore 12 di un lontano giorno che a Barcellona P.G. è necessaria una ricerca per anziano disperso.
Dovrei rifiutare, ma chiedo alla segretaria del Ministro di prenotare per il primo aereo e mi si risponde che soltanto alle 20,30 posso partire per Reggio Calabria, naturalmente con il cane.
Avverto il mio collega di Siracusa di farsi trovare a Messina per le ore 22 circa e viaggio, come al solito in fondo al velivolo sul seggiolino riservato all’equipaggio, con il cane seminascosto tra i piedi.
Ecco Reggio, Messina, incontro il mio compagno che ha auto con carrello e andiamo a Barcellona dal Commissario di P.S.
Chiedo come al solito un agente di Polizia e un operatore sanitario e ci dirigiamo verso la frazione Gala.
E’ ormai notte e nel casolare del disperso raccogliamo tutte le informazioni più utili, e assieme alla compagnia di un familiare e un indumento del disperso, con torce e trasmittenti (non c’era ancora il cellulare) iniziamo tra sterpi, arbusti, alberi.
Sta avvicinandosi l’alba quando il mio cane si ferma, si siede, e abbaia. E’ il segnale! Chiamo il mio compagno che perlustrava una altra zona e… mi viene quasi un infarto. Non c’è alcun corpo!
Mentre il mio compagno mi guardava sbalordito, un urlo ci sveglia: Il nipote del disperso ripete: “MA QUELLA E’ LA SCARPA DI MIO ZIO!“.
Tra sterpaglia e foglie, c’era una vecchia scarpa che non so per quale mistero il cane è riuscito ad annusare collegandola all’odore della canottiera utilizzata.
Venti metri più avanti è stato raccolto il corpo di un vecchietto che dopo, tornando lentamente al casolare, abbiamo trovato lindo e vestito a festa con parenti e conoscenti, che festeggiavano.
Abbiamo con piacere accolto l‘invito di festeggiare con noci e vino. Si chiamava Salvatore Bucca.
Questo succede quando il cane e i benpensanti ci aiutano.
RICORDA, anche tu sei in causa! In futuro potrebbe accadere anche a te che SOLO UN CANE possa salvarti la vita!
