
Lo scienziato dott. Piero Sensi
Un illustre figlio della Tuscia ignorato dai viterbesi che non gli hanno intitolato nulla, né vie, né piazze, nulla, eppure era uno scienziato di fama mondiale. Ringrazio la figlia, medico, di Giulio Giampietro per aver ricordato un personaggio della nostra terra. (M.G.)
Piero Sensi e la scoperta della rifampicina - Storia della Medicina. SITO & BLOG
UNA LEGGENDA ITALIANA DELLA FARMACOLOGIA: IL DOTT. PIERO SENSI
Piero Sensi è nato a Grotte Santo Stefano (Viterbo) il 26 agosto 1920. Nel 1944 si laurea presso l’Università Federico II di Napoli in chimica industriale. Dopo una breve esperienza presso l’azienda chimica “Montecatini“, nel 1950 si trasferisce a Milano dove viene assunto dalla compagnia farmaceutica “Lepetit” (che oggi fa parte della Sanofi-Aventis) in qualità di responsabile del programma di ricerca per l’identificazione di nuovi antibiotici.All’inizio degli anni cinquanta, Lepetit stava entrando nel settore degli antibiotici, concentrandosi sullo sviluppo del processo produttivo. Il laboratorio di chimica si è rivelato essenziale nello studio e nel miglioramento della fermentazione e dell’elaborazione degli antibiotici. Alla fine del 1957 fu trovato un ceppo di actinomiceti che apparve nuovo e produsse interessanti sostanze attive, le rifamicine.
Un estratto grezzo del brodo di fermentazione aveva una forte attività inibitoria contro i batteri Gram-positivi e aveva anche un effetto protettivo nei modelli murini di infezione. Il termine rifamicina era dedicato al popolare film francese del genere noir del 1955 intitolato ‘Rififi‘; i ricercatori della Lepetit avevano, infatti, l’abitudine di battezzare il campione di terra raccolto con il nome di un film.
Il dott. Sensi, grazie alla terra scoperta presso Saint-Raphaël in Costa Azzurra da Ermes Pagani era riuscito, insieme allo stesso Pagani e alla dottoressa Maria Teresa Timbal (1925-1969), pure dipendenti della Lepetit, ad isolare il ceppo di batteri da cui verrà prodotta la rifampicina.
L’aggiunta di acido ascorbico ad una soluzione del tipo di rifamicina 'S' produsse un nuovo prodotto solubile ridotto, chiamato 'Rifamicina SV', che si mostrò efficace nelle infezioni sperimentali nei topi. La sua efficacia terapeutica mediante somministrazione parenterale è stata confermata da ampie indagini cliniche. Il sale sodico della rifamicina SV fu commercializzato nel 1963 come agente batterico anti-Gram-positivo in diversi paesi europei e sudamericani con il nome di “Rifocin“.
La rifamicina SV era stata prodotta nel 1961, e nel 1962 Sensi iniziò un ambizioso progetto di modifiche razionali delle rifamicine. L’obiettivo principale era ottenere un prodotto con un ampio spettro antibatterico che fosse attivo per via orale ed efficace nella terapia della tubercolosi.
L’approccio prevedeva la modifica delle proprietà fisiche delle molecole come lipofilia, acidità, ecc., che avrebbero potuto influenzare l’assorbimento orale, la farmacocinetica o il metabolismo, senza interferire con l’attività antibatterica. Le rifamicine O e S, oltre alla rifamicina B, sembravano essere eccellenti materiali di partenza per la trasformazione e diedero origine a diverse serie di prodotti attivi. Nel 1963 il professor Vladimir Prelog al Politecnico Federale di Zurigo (EHT) riuscì a chiarire la struttura della rifamicina B. Ciò diede un nuovo impulso al programma di sintesi, poiché la conoscenza della struttura facilitò notevolmente l’identificazione di quali siti della molecola erano essenziali per l’attività e quali potevano essere tranquillamente modificati.
Complessivamente, furono sintetizzati circa duecento prodotti, mentre le loro attività biologiche venivano progressivamente avvicinate all'obiettivo di un farmaco ad ampio spettro per via orale. Il risultato finale del progetto sarà la rifampicina, un prodotto con un’efficacia terapeutica ben oltre le aspettative iniziali.
La comprensione delle relazioni struttura-attività nelle rifamicine ha portato alla sintesi di diversi idrazoni di 3-formilrifamicina SV. Tra questi, l’idrazone con N-ammino-N’-metilpiperazina (rifampicina) era il più attivo nel trattamento orale delle infezioni negli animali e, dopo prove cliniche di successo, è stato introdotto in Italia nell’uso terapeutico nel 1968. Negli anni successivi, un gran numero di studi clinici e biologici ha confermato l’importante ruolo della rifampicina nella terapia della tubercolosi e di altre malattie infettive selezionate.
La rifampicina è stata approvata dalla FDA nel 1971 per il trattamento della tubercolosi e della lebbra.
Nei primi anni Settanta, alla Lepetit è avvenuta la scoperta di tre interessanti antibiotici: gardimicina, ramoplanina e teichomicine. La gardimicina, un antibiotico a spettro ristretto, è stato il primo esempio noto di un nuovo gruppo di antibiotici caratterizzato dalle loro piccole dimensioni e dal loro meccanismo d’azione. Le teicomicine sono una famiglia di antibiotici glicopeptidici, di cui la 'teicoplanina' (precedentemente nota come teicomicina A2) è diventata, dopo la rifampicina, il più importante agente terapeutico scoperto e sviluppato presso Lepetit.
Il dott. Piero Sensi ha insegnato microbiologia industriale presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Milano e, dal 1974 al 1981, ha ricoperto la carica di Presidente della Società Italiana di Scienze Farmaceutiche. Egli è morto nel 2013. Nel 2014 la rivista scientifica 'Nature' ha pubblicato una articolo in sua memoria.
Vedi anche:
https://www.nature.com/articles/ja2014104
“History of the Development of Rifampin” di P. Sensi (1983)
“Tuberculosis: Diagnosis and Treatment” a cura di Timothy D. McHugh, pag. 219
“History of the Development of Rifampin” di P. Sensi (1983)
“Tuberculosis: Diagnosis and Treatment” a cura di Timothy D. McHugh, pag. 219
