
Si è vaccinata ed ha il green pass

Francesco Mattioli
La patente serve per guidare. Attesta che hai superato un esame, teorico e di guida, che ti consente di non essere un pericolo pubblico per altri automobilisti e pedoni.
La carta di identità attesta chi sei. Te la chiedono ad esempio in albergo, quando prendi una stanza.
Non mi risultano movimenti politici e di piazza che manifestano contro la patente e la carta di identità, come strumenti di soffocazione della libertà individuale, e di tradimento della Costituzione.
Non mi risulta neppure che impiegati e concierges d’albergo si siano rifiutati di chiedere i documenti agli ospiti, rivendicando di non essere dei poliziotti.
Spostiamoci sul Covid-19. Quattro milioni e mezzo di morti in meno di due anni nel mondo; ben oltre centomila in Italia. Stiamo parlando di morti in più rispetto agli anni precedenti, quindi di morti “non attesi”. Senza contare gli effetti di long-Covid, che hanno debilitato e tuttora debilitano molte persone, pregiudicando ad esse una vita serena e soprattutto il lavoro. Per non soffermarsi sui danni che la pandemia ha fatto al sistema produttivo, a quello commerciale, a quello culturale e a quello sociale. Non solo in Italia, ma nel mondo.
Naturalmente c’è chi non ci crede, a tutti questi danni; se esistono i terrapiattisti, perché meravigliarsi che negazionisti, no-vax, e complottisti di varia ispirazione non possano avanzare obiezioni e dubbi? Peraltro, sono in ottima compagnia, una compagnia di vip della politica e della scienza: Trump sottovalutava il pericolo, molto più interessato ad alzare muri in Nuovo Mexico contro gli immigrati; Bolsonaro in Brasile, intento a concludere affari con i tagliatori di foreste amazzoniche, girava senza mascherina; Montaigner, che vive ancora di rendita sulle scoperte che si è intestato sull’Aids, all’inizio qualificava il Covid-19 come una semplice ma fastidiosa influenza.
Tuttavia il 99% della scienza mondiale si è preoccupata e si è gettata corpo e anima sulla costruzione di vaccini contro il Covid-19, unica vera speranza di contenere e poi sconfiggere la pandemia. Ha proceduto, come ogni sapere umano, per prove ed errori, finché ha trovato delle soluzioni. Non definitive, forse, perfezionabili certamente, ma in grado di vincere. E per scienza intendo non solo virologi, biologi, epidemiologi, genetisti, medici, ma anche statistici, tecnologi, demologi, ecc. Il mondo moderno si è mobilitato con tutte le sue risorse scientifiche, economiche e sociali.
Oggi abbiamo vaccini che assicurano protezioni alte (oltre il 90%), durature (almeno 9 mesi), con effetti gravi statisticamente nella norma (un caso su centomila, mortale uno su un milione) e che potranno essere eventualmente migliorati e replicati. Senza abbandonare, peraltro, la farmacologia.
Un vaccino quindi garantisce che il virus non trovi spazio attivo tra le persone; certo, un vaccinato può contagiare, ma se ci si scambia contagi tra persone protette è come se ci si urtasse tra noi rivestiti di corazza. Nessuno si fa male.
Allora: il green pass attesta che ti sei vaccinato. Che sei scarsamente “pericoloso”. Come chi ha la patente; magari anche lui fa un incidente, ma sempre meglio che imbattersi in un non patentato al volante.
Personalmente, frequentare gente con il green pass mi tranquillizza.
Nessuno ti “costringe” a vaccinarti. Come nessuno ti costringe a prendere la patente. Ma se vuoi guidare “devi” avere la patente. E se vuoi stare tra la gente come medico, insegnante, commerciante, o fruitore di luoghi chiusi o molto frequentati, “devi” avere il green pass.
Dove sta l’offesa alla libertà?
Tu stesso, non vaccinato e magari persino non protetto, non offendi la libertà altrui? Ma qualcuno se la è letta bene la Costituzione, quando parla dei “doveri”, oltre che dei diritti dei cittadini?
Quanto a albergatori, ristoratori e baristi che non vogliono fare i poliziotti, grazie. Personalmente riterrò che abbiano poco in conto la mia salute, che abbiano poco in conto le regole, e che quindi questo atteggiamento possa ritrovarsi anche nei servizi che erogano: bene, pericolo scampato, mi rivolgerò altrove.
Un pensiero infine ai “politici” che guidano le folle: che vadano a raccattare consensi si vede lontano un miglio, perché sono quelli che, se stanno al governo, non brillano certo per una difesa della democrazia e della libertà, visto come concepiscono la politica dell’accoglienza degli immigrati e l’occhiolino che fanno ai peggiori autocrati internazionali; e ancora un pensiero a certi “scienziati” che forniscono sostegno intellettuale al no-green pass, senza capire un acca di come funziona realmente quella scienza a cui si abbeverano solo tecnicamente; e infine a certi intellettuali, magari gente di spettacolo, che a forza di ingolosire il pubblico con i loro coup de théatre pensano che una battuta salace e un gesto anticonformista possa garantir loro la patente di artista, di spirito libero, di opinion leader. Per non parlare di certi preti che sembrano aver letto un altro vangelo, quando si parla di rispetto della convivenza e delle regole collettive.
L’ignoranza è una brutta bestia e non fa sconti a nessuno; non guarda né ai titoli di studio, né alle benemerenze, né alle vippaggini da rotocalco, alligna in tutti coloro che antepongono alla ragione e alla conoscenza la vanagloria di sé e la pretesa di saperne sempre una più del diavolo.
