dott. Giuseppe Di Prima

Molte donne di struttura longilinea continuano a commettere errori utilizzando prodotti ad azione generale per smaltire qualche chilo depositato su cosce e gambe, copiando il successo dell’amica.

Si ritrovano poi con un viso sciupato, le occhiaie, meno seno, indebolite e con il solito grasso.

Un consiglio frequente gira in questo periodo per ridurre l’adipe delle natiche, cosce e gambe. Attenzione però, si potrebbero verificare danni insperati. Basta mettere da parte la classica pigrizia (anche mentale) e farsi consigliare prima di iniziare un trattamento importante.

L’applicazione dei fanghi sulle zone interessate al drenaggio è da tempo considerata a ragione il miglior trattamento. Il “fango” se di ottima qualità, è una miscela di argilla e concentrato di alghe marine.

Basta applicarlo con lieve massaggio, appiccicare sopra una pellicola trasparente e con accappatoio o vestaglia svolgere le normali mansioni per 30-45 minuti.

Poi l’eliminazione del fango asciutto, con la doccia, lascia una piacevole sorpresa: non soltanto una pelle più liscia e vellutata ma addirittura qualche centimetro in meno.

Ma il fango genera calore e non sempre ciò è vantaggioso per la circolazione sanguigna.

Per chi non sopporta (o non può) l’utilizzo del piacevole calore e pizzicore, se nelle gambe si notano i classici filamenti della circolazione superficiale, se le vene sono visibili, ATTENZIONE!

Il calore peggiora questa situazione. Dimenticare quindi l’uso dei normali fanghi e scegliere quelli “speciali” A FREDDO.

Esistono infatti fanghi e creme per le pelli più sensibili e per le zone con capillari e vene visibili; questi invece di riscaldare, provocano una sensazione benefica di freschezza senza danneggiare i vasi sanguigni.

Generalmente, dopo il fango, si ricorre al massaggio con creme-gel ad azione rassodante; spesso è utile associare un buon drenante per completare e migliorare l’effetto.