Viterbo PENSIERI IN LIBERTA'

a cura di Barbara Pasqualini

                            (foto di Enrico Pasqualini) 

Pensieri in libertà Maggio 2021

Filastrocca di maggio

Filastrocca del bel maggio

col vestito della festa,

che hai cucito lesta lesta

quando il sol ti dava un raggio.

 

Filastrocca dei colori:

bianco, rosso, azzurro e giallo,

mentre il grano, come un gallo,

la sua cresta mette fuori.

 

Questa simpatica filastrocca, il cui autore è anonimo, è una delle tante reperibili online inerenti al mese in oggetto.

Vi chiederete perché ho voluto iniziare così il nostro piacevolissimo (per me!), consueto, appuntamento mensile. I colori che evoca rendono con disarmante semplicità ed efficacia la gioia che un raggio di sole può provocare nel mio cuore…e magari anche nei vostri! 

Siamo ormai giunti all’ultimo mese di primavera (con riferimento, ovviamente al nostro emisfero) e speriamo di poter finalmente godere di tante belle giornate soleggiate! 

Proprio in virtù di questo mio entusiasmo nei confronti della luce, del tepore, dei profumi avvolgenti di questi giorni, mi sono ritrovata a cercare notizie sulle piante di stagione: d’altra parte qualche piccola “indagine” non guasta mai!

Devo dire che, come sempre, online ho trovato “pane per i miei denti”: mi sono casualmente imbattuta nella leggenda del mughetto!

Non sapevo che, intorno a questo profumatissimo fiore, di incantevole bellezza, si snodassero così tante storie cariche di suggestione. Molte sono riproposte, seppur con qualche lieve differenza nei particolari, da varie fonti.

Mi fa piacere presentarle a voi, perché hanno costituito per me un gradevolissimo ma anche interessante momento di evasione e di pausa dai piccoli o grandi pensieri quotidiani. Inebriamoci con il mughetto!

https://it.wikipedia.org/wiki/Convallaria_majalis

Il mughetto (Convallaria majalis L.) è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae (precedentemente inclusa nelle Liliaceae).

È alto fino a 20 cm. È spontaneo nelle zone prealpine italiane. È diffuso in Europa, Nord America e Asia. Il nome Convallaria deriva dalla denominazione latina Lilium convallium o giglio delle convalli; viene chiamato volgarmente mugherino, convallaria e fioraliso e presenta alcune varietà a fiore rosa.

https://www.verdiecontenti.it/storiadelmughetto/

Il mughetto presenta un legame con il mese di maggio già nel suo nome scientifico (convallaria majalis: convallaria da convallium – giglio delle valli – majalis perchè fiorisce a maggio) ed è, in generale, associato all’avvento della bella stagione da varie storie più o meno leggendarie.

Ne rileggiamo insieme alcune?

Ad esempio, sapete come è nato il mughetto?

La prima leggenda che parla della nascita del mughetto racconta la storia d’amore tra un usignolo e una rondinella.

L’usignolo innamorato della rondinella inneggiava canti di amore che vibravano in aria. La rondinella però era più amante della sua libertà e del suo librarsi nel cielo.

Il canto dell’usignolo da felice e innamorato divenne sempre più triste a causa del suo amore non corrisposto. Una giovane fatina intristita e commossa da questo canto decise di fare un sortilegio che fece innamorare la rondinella dell’usignolo.

Il loro amore durò brevemente poiché la bella stagione stava volgendo al termine e la rondinella doveva riprendere il volo verso terre più calde. 

Fu così che promise di ritornare e con la sua promessa donò tre piume bianche all’usignolo. 

La fata trasformò le piume in candidi fiori bianchi a forma di campanella proprio a evocare il canto dell’usignolo e il loro legame amoroso.

Quando i fiori sarebbero rifioriti i la rondinella sarebbe ritornata dall’amato.  Ecco perché i mughetti sono tra i fiori che annunciano l’arrivo della primavera

E poi voi sapevate che è velenoso?

(Su Wikipedia, ho letto che, sebbene alcune fonti non mediche affermino che è altamente velenoso, non ci sono casi pubblicati di decessi dovuti all’uso di questa pianta nell’uomo, “la maggior parte delle esposizioni provoca una tossicità minima o nulla”. Recensioni su larga scala delle esposizioni al mughetto hanno riscontrato che poche persone manifestano sintomi e solo una piccola minoranza (0,3%) ha sviluppato sintomi gravi ma transitori.

Questa pianta è comunque velenosa in tutte le sue parti escluso il rizoma, a causa del suo contenuto in glicosidi cardioattivi tra cui la convallatossina che possiede attività cardiocinetica 10 volte superiore a quella della digitossina: di conseguenza se ne sconsiglia l’uso senza il consiglio del medico; può avere azione emetica (stimolante il vomito), purgativa drastica e cardiotossica. Per uso topico l’infuso serve per lavaggi auricolari mentre il solo rizoma, essiccato e ridotto in polvere, ha un effetto starnutatorio.)

La seconda leggenda invece narra proprio di come i mughetti siano diventati velenosi. Infatti il mughetto per quanto sia bello e profumato nel contempo è velenoso sebbene in tempi antichi veniva utilizzato per rallentare e rinforzare i battiti cardiaci.

La storia racconta che il mughetto non era stato creato da madre natura per essere velenoso.

Ma il piccolo fiore voleva essere più grande e andò a chiedere a madre natura di trasformarlo in un albero. Gli alberi, infatti erano molto alti, e con la loro chioma potevano vedere tutto. Al netto e inamovibile no il mughetto decise di andare di notte nel laboratorio di madre natura dove provò tutte le pozioni che c’erano per trovare quella che lo avrebbe fatto diventare un grande e maestoso albero.

Nessuna pozione però funzionò, perché non si va contro madre natura, la quale quando trovò il mughetto morente non poté fare altro che salvarlo senza però poter fare niente per tutte le pozioni che aveva preso e che ormai lo avevano fatto diventare velenoso…

Ogni fiore nasconde una leggenda che lo rende ancora più affascinante e particolare.

Avete voglia di conoscere qualche altra curiosità sul mughetto e sui suoi significati?

https://ipiaceridellalettura.wordpress.com/2020/03/02/curiosita-sul-mughetto-e-i-suoi-significati/

Associato da sempre alla primavera, la credenza popolare narra che l’usignolo attenda la fioritura del mughetto per andare a cercare l’amore, il suo profumo intenso gli permetterebbe infatti di trovare la sua compagna (ciò ci rammenta quanto precedentemente menzionato, seppur con una diversa e ricca dovizia di dettagli).

Il mughetto è uno dei simboli della Primavera; si tratta di un fiore molto particolare, chiamato Lily of the Valley.

Forse perché il suo periodo di fioritura va da Aprile a fine Maggio il mughetto è diventato simbolo della festa del primo Maggio.

Il primo maggio, infatti, ha sempre avuto particolare rilievo nella storia, anche prima di diventare la festa dei lavoratori: il giorno di inizio della primavera, il giorno in cui cominciava il mese dei fidanzamenti, quello in cui i naviganti uscivano in mare. Il mughetto ha sempre avuto il suo significato di buon auspicio.

L’usanza di regalare il mughetto il primo maggio fu introdotta da Carlo IX (re di Francia dal 1550 al 1574) nel 1561 che avviò l’uso di regalare un rametto di mughetto come porta fortuna. Successivamente sempre in Francia, nell’Ile de France, all’inizio del XX secolo, si diffuse l’abitudine di andare nei boschi per prendere un mughetto che poteva essere venduto nelle strade senza dover pagare tasse.

Nella mitologia latina il mughetto era uno dei fiori dedicati al Dio Mercurio nelle tradizioni del tempo simboleggiava la nuova luce primaverile e durante i vari rituali venivano offerti tre rami di mughetto come segno d’ amicizia e speranza.

Esistono tre diverse leggende cristiane legate all’origine di questa pianta: la prima vede il Mughetto nato dalle lacrime di Eva quando venne cacciata insieme a Adamo dal Giardino dell’Eden; la seconda associa invece la nascita di questa pianta alle gocce del sangue di San Leonardo cadute sul terreno durante una dura lotta contro il demonio da cui uscì ferito ma vittorioso, invece, la terza e ultima leggenda, associa la nascita della pianta alle lacrime della Madonna cadute a terra a causa della crocifissione del proprio figlio sul monte Golgota.

Veniva usato dai monaci per adornare gli altari e durante alcuni rituali sacri.

Secondo antiche credenze popolari, invece, con il suo intenso aroma si poteva migliorare la memoria.

Alcune proprietà magiche che vengono attribuite al mughetto sono ad esempio quella di proteggere i giardini dagli spiriti malvagi e come amuleto contro gli incantesimi delle streghe.

Inoltre, il mughetto è considerato anche il fiore delle fate e i suoi piccoli campanellini verrebbero da esse utilizzati come coppe da cui bere.

In alcuni paesi europei si pensa anche che questa pianta avvicini l’uomo al cielo, aiutandolo a vedere il mondo in maniera positiva e il futuro più luminoso; a tale proposito, un soprannome che viene spesso utilizzato per descrivere i fiori del mughetto è “scale per il Paradiso”, è infatti proprio la forma di essi, ma soprattutto la loro disposizione a gradini sugli steli, che ricorda una scala che si sviluppa verso l’alto.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il mughetto simboleggia la verginità, la purezza e l’innocenza, per via del colore bianco candido dei delicati fiori. In Francia invece simboleggia l’uomo che ostenta troppo la sua raffinatezza.

Fin dal Medioevo, è un fiore utilizzato nei matrimoni grazie anche al suo significato legato a caratteristiche di castità, purezza, modestia e felicità. Molte spose utilizzano addirittura un piccolo ramo di mughetto come il “quinto elemento” del loro matrimonio assieme ai tradizionali “qualcosa di vecchio”, “qualcosa di nuovo”, “qualcosa di prestato” e “qualcosa di blu”.

Il mughetto divenne popolarissimo negli anni ‘50 quando Christian Dior (1905 -1957) lo usò per adornare una sua linea di abiti da sera.

Tra le nove sale della residenza imperiale a Venezia (il Palazzo Reale di Venezia che affaccia sulla famosa Piazza San Marco) la preferita della principessa Sissi era il suo boudoir in cui ella era solita ritirarsi. La stanza non è grande, al contrario è intima e accogliente, decorata con i fiori da lei preferiti, i mughetti e i fiordalisi, che ritroviamo ovunque: negli angoli del soffitto e lungo le pareti.

La sua bellezza e il suo profumo, nascondono però un lato particolare di questa pianta che risulta infatti essere velenosa in ogni sua parte, ad eccezione del rizoma (quel rigonfiamento presente sottoterra vicino alle radici) ed è quindi necessario maneggiarla utilizzando una particolare attenzione. Si è già fatto menzione di ciò precedentemente. Il problema non lo si ha con il contatto epidermico ma quanto piuttosto con l’eventuale ingestione dei fiori, della bacche o delle foglie anche sotto forma di infusi o tisane.

In piccole dosi, estratti di mughetto vengono utilizzati in erboristeria perché posseggono delle proprietà cardiotoniche e diuretiche, oppure anche in cosmetica per l’intenso profumo generato dai fiori.

 

Ungaretti gli ha dedicato una poesia:

{Giuseppe Ungaretti [poeta, scrittore, traduttore e accademico italiano (1888 - 1970)]

La poesia Mughetto fa parte della raccolta Vita d’un uomo, nella sezione Poesie disperse. È apparsa nel 1915 sulla rivista «Lacerba», poi rifiutata forse perché un po’ crepuscolare.}

Mughetto fiore piccino

calice di enorme candore

sullo stelo esile

innocenza di bimbi gracile

sull’altalena del cielo.

 

https://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato-dei-fiori/mughetto/

https://ilgiardinodeltempo.altervista.org/mughetto-storia-e-linguaggio-dei-fiori/

http://www.andreamarchettieventi.com/guide/il-mughetto-lily-of-the-valley-2/
 

Nel salutarvi mi riallaccio a quanto anticipato all’inizio: vorrei condividere con voi la gioia che le piccole cose possono talvolta trasmetterci.

Prima vi ho menzionato una semplice filastrocca per bambini, ora vi propongo di riascoltare insieme l’Inno alla gioia di Beethoven.

Perché ho scelto proprio questa sinfonia? Se l’unico parametro ad influenzare la mia scelta fosse stato l’emozione che un brano sa trasmettermi, mi sarei trovata in seria difficoltà…troppi “candidati” al vaglio!

Caroline

 

Curiosare un po’ nell’almanacco del mese di maggio si è rivelato decisivo: il 7 maggio 1824, un venerdì, al Theater am Kärntnertor di Vienna, con il contralto Caroline Unger e il tenore Anton Haizinger, fu eseguita, per la prima volta, la sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, anche nota come Sinfonia corale, altresì conosciuta come Inno alla gioia, nonché ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven (1770-1827).

Ai primi tre movimenti puramente sinfonici ne segue un quarto che include il coro sui versi dell’ode Alla gioia di Friedrich Schiller (1759-1805).

L’Ode alla gioia o Inno alla gioia fu composta dal poeta e drammaturgo tedesco Friedrich Schiller nell’estate del 1785.

Friedrich Schiller 

 

Con grande pathos l’inno descrive l’ideale tipicamente romantico di una società di uomini egualmente legati tra loro da vincoli di gioia e amicizia universale.

È conosciuto in tutto il mondo per essere stato usato da Ludwig van Beethoven come testo della parte corale del quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia, selezionando alcuni brani e scrivendo di suo pugno un’introduzione.

La melodia composta da Beethoven (ma senza le parole di Schiller) è stata adottata come Inno d’Europa dal Consiglio d’Europa nel 1972, e in seguito dall’Unione europea.

È, infatti, una delle opere più note ed eseguite di tutto il repertorio classico ed è considerata uno dei grandi capolavori della musica occidentale, anche in quanto simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini.

Ludwig van Beethoven

 

Come poc’anzi accennato, il tema del finale, riadattato da Herbert von Karajan (noto direttore d’orchestra austriaco, nato nel 1908 e morto nel 1989), è stato adottato nel 1972 come Inno europeo. 

Nel 2001 spartito e testo sono stati dichiarati dall’UNESCO Memoria del mondo attribuita alla Germania.

Per chi volesse leggerne di più un piccolo spunto per iniziare un’interessante e sconfinata ricerca si può trovare qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sinfonia_n._9_(Beethoven)

Io taccio e mi congedo, lasciando la parola…all’ascolto di questo brano carico di suggestione e con un forte impatto emotivo.

Arrivederci al nostro prossimo appuntamento! 

https://www.youtube.com/watch?v=rOjHhS5MtvA

 

Ludwig van Beethoven

Friedrich Schiller

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Immagini & fonti:

img_20130504_058721

http://www.henryhartley.com/wp-content/uploads/...

Beethovensmall

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/...

Ninth_Symphony_original

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/...

CarolineUngher

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e7...

Schiller_an_die_freude_manuskript_2

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/...

Friedrich_von_Schiller_Coloured_Drawing

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/...