(G. De Chirico, Il ritorno di Ulisse)

 

FANTASY  MAX 400 (parole).

QUESTIONE DI EFFETTI
Johan Beistler

Scivolai dal letto in un fiume di sostanza giallina: crema pasticcera. 

Caddi sul tavolino, che si piegò su sé stesso bestemmiando: gli chiesi scusa, ma lui mi mandò a quel paese. Non mi era mai piaciuto quel tavolino, sempre una scusa per non reggere nulla, neppure un bicchiere d’acqua o un buon libro, men che meno un vaso di fiori. –Non sono mica il tuo schiavo – diceva presuntuoso.

Indossai un paio di pantaloni che gentilmente si erano  prestati ad infilarsi lungo le mie gambe e una camicia che sbuffando disse “Vabbé, per questa volta”.  

Avevo bisogno di bere; scesi al bar, e inciampando su un paio di carte da gioco che stavano barando mi avvicinai al bancone chiedendo una birra:  – Prego- disse il barista, offrendomi un bicchiere di acqua sporca. Bevvi con piacere e gli allungai il mio rolex. -Tenga il resto- dissi condiscendente, mentre lui contava i diamanti da darmi in cambio.  Mi ringraziò scodinzolando e uggiolando. 

Mi avviai per strada; pioveva e i palazzi ondeggiavano al vento, che stormiva fra le antenne e le parabole televisive. Cominciavano a cadere, specie le parabole, si vede che stava arrivando l’inverno. I passanti mi guardavano esterrefatti, erano nudi e  mi sentii a disagio. – Scusate- mormorai pieno di vergogna, e  mi sfilai i vestiti. – Ci lasci qui?- chiesero offesi. – Poi torno a prendervi, ve lo prometto- Scossero la testa, indispettiti.

In piazza, qualcuno mi sparò,  sentii un colpo al petto e subito dopo il bisturi di un chirurgo cieco che mi incideva.  -Cosa fa? - chiesi incuriosito.  - Tolgo il cuore; è rotto; le metto un motore Lamborghini da 4500 cc- 

Lo provai in strada; consumava parecchio.  

Decisi di tornare a casa. Parcheggiai il mio corpo al solito posto e salii in camera mia. – Era ora – disse una bambola di pezza sistemata sul camino.  Poi lei scese dal camino ancheggiando in modo provocante e notai che perdeva pezzi.

-Ti faccio un lavoretto?- chiese ammiccando, mentre restava solo in due pezzi.

-Stavolta no – risposi biascicando prima di crollare sul letto. Quello stronzo si scostò e io caddi bocconi sul parquet. 

Accidenti, quella roba nuova… in genere gli stupefacenti ti fanno  vedere le cose strane momentaneamente, poi tutto ritorna normale. Ma questa è una forza… ti cambia il mondo intorno, e lo fa definitivamente.

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