Nepi catacombe di Santa Savinilla

Vincenzo Ceniti

E’ il nome di una santa donna di tanti secoli fa, padrona di un podere nella campagna di Nepi dove si trovava una grotta che rimase chiusa fino al 1540,  quando al tempo di Pier Luigi Farnese, venne scoperta in seguito alla demolizione di un’antica chiesetta campestre intitolata a San Tolomeo.

Fu lì che vennero sepolti i corpi di alcuni martiri cristiani fra cui il vescovo di Sutri Tolomeo e il suo discepolo Romano vissuti al tempo di Claudio Cesare nel I secolo. Fu possibile individuare i loro loculi grazie ad alcune scritte. Tolomeo subito dopo l’ingresso e Romano nella parte più interna. 

Sorpresi a pregare insieme ad una trentina di compagni (fra preti, diaconi e chierici), furono tutti arrestati e processati. Dopo il loro diniego di abiurare al Cristianesimo, Tolomeo e Romano vennero martirizzati per ordine del tribuno della città di Nepi (allora Pentapoli), tale conte Aspasio. Torture atroci  prima di morire. Vennero distesi su un cavalletto e stirati crudelmente. Un improvviso terremoto interruppe, però, il tremendo supplizio. Aspasio fuggì ordinando di rinchiudere in prigione Tolomeo e Romano e di far decapitare i trenta compagni. 

Gli otto soldati incaricati dell’esecuzione, improvvisamente colpiti dalla fede, si rifiutarono e subirono subito la sorte delle loro vittime. Dopo 32 giorni fu la volta di Tolomeo e Romano che vennero bruciati vivi. Il fuoco però si estinse. Aspasio ordinò allora che fossero decapitati (era il 24 agosto). 

Savinilla  raccolse i corpi per seppellirli -  come aveva fatto per gli altri 38 martiri -  nella grotta del suo podere che fu poi utilizzata dai cristiani per le sepolture.  I resti di Romano furono probabilmente trasferiti nel V secolo nella cattedrale di Nepi. Quelli di Tolomeo e degli altri martiri, si trovano invece nella chiesa parrocchiale di San Tolomeo. 

Tutto ciò risulta da un manoscritto dell’XI secolo proveniente dalla cattedrale di Sutri. Dopo opportuni restauri, le catacombe dette di Santa Savinilla sono oggi visitabili. Vi si accede dalla chiesetta detta delle “Catacombe”, nella zona cimiteriale. Si compongono di tre gallerie principali con diramazioni secondarie. I loculi sono sovrapposti in tre file per un migliaio di tombe e una trentina di arcosoli di deposizione. 

Romano e Tolomeo, oggi patroni di Nepi, vengono ricordati  il 24 agosto con solenni liturgie fra cui la processione (la sera della vigilia) durante la quale viene trasportata la “macchina” con le reliquie di Romano. Vi partecipano il clero, i fedeli e le confraternite di San Giovanni decollato, San Giuseppe e del SS. Sacramento. 

Le reliquie di Tolomeo sono custodite nella chiesa a lui dedicata, detta anche della Beata Vergine Maria del Rosario. Ricordi e immagini di Romano e Tolomeo rivivono nella cattedrale di Nepi (dedicata a Santa Maria Assunta e Sant’Anastasia) risalente al IX-X secolo e successivamente ristrutturata. Romano è raffigurato in un bellissimo sarcofago sotto l’altare maggiore di scuola berniniana. Tolomeo fa parte di un trittico cinquecentesco attribuito a Giulio Romano con il Salvatore e il discepolo Romano.