
Leopold è una persona
Dott. Giuseppe Di Prima
Mia figlia sin da bambina desiderava un cane. Noi genitori eludevamo. Durante la seconda elementare abbiamo notato sulla porta della nostra camera da letto un foglio appiccicato con lo scotch con su scritto: comprami un cane.
Dopo un certo tempo con il foglio ignorato, proposi a mia figlia un breve componimento; tema: il cane, e perché lo desiderava tanto. Il lavoro fu concluso con una unica frase: “Perché è la persona che capisco meglio”. Sì, ha scritto proprio così: “persona”.
Poco tempo dopo la famiglia si arricchì di un pelosetto quattrozampe.
Nessuna meraviglia sulla trasformazione della nostra vita tra pipì ed escrementi ovunque, distruzione di oggetti e gambe di sedie e tavolini rosicchiati. Era previsto. Ma il non previsto ci ha lasciati di stucco:
il cambiamento di mia figlia, in meglio. La ragazzina è diventata di colpo più matura, più responsabile, più sensibile, più dolce. Ha programmato le varie incombenze di accudimento cane, studio, sport e vita casalinga mostrando una responsabilità che non ci aspettavamo. Potenza di un cane! – Adesso, dopo alcuni anni di vita in simbiosi con il cane, afferma:
Non sono la sua padrona, Leopold non è uno schiavo.
Non sono la sua proprietaria, Leopold non è un oggetto.
Semplicemente, SIAMO UNA FAMIGLIA
Ma come il cane è arrivato al tal punto? Ci sono voluti migliaia di anni di interazioni per sviluppare il legame profondo che ci unisce a loro.
I cani si sarebbero evoluti dal lupo selvaggio circa 15mila anni fa, quando per il dominatore della terra, l’uomo, un’amicizia cambiò totalmente la sua vita e quella di molte altre specie. Questa “relazione” partì da un animale quasi altrettanto dominante che viveva in tutti i paesi del nord del mondo; uno dei predatori più efficienti e diffusi del Pianeta: IL LUPO.
La dinamica della interazione tra due specie così diverse e così potenti è stata estremamente complessa e, per certi versi, ancora misteriosa. Questa vera e propria metamorfosi evoluzionistica unica nel suo genere ha plasmato questo animale per adattarlo a noi. Gli ha fatto sviluppare muscoli facciali che permettono le espressioni dolci con cui ci seduce, lo ha umanizzato a tal punto da fargli comprendere le nostre parole e le nostre azioni e da farlo interagire con esse.
Si chiama coevoluzione il rapporto che spinge due specie a cambiare reciprocamente due caratteristiche, ma il caso uomo-cane è forse il più straordinario. Il dominatore della terra, l'uomo, molte migliaia di anni fa, iniziò a tollerare i lupi che come tutti i predatori cercavano di approfittare di ogni fonte di cibo. I rifiuti che i nostri antenati producevano in ogni loro insediamento erano come calamite; i lupi si avvicinarono per esempio alle carcasse lasciate dai cacciatori e cominciarono a frequentare i villaggi.
Col tempo gli animali si adattarono alla presenza degli uomini ma successe anche il contrario. Fu più un processo di mutua sopportazione; in altre parole, lupi ed uomini beneficiarono della presenza l’uno dell’altro. Nel giro di migliaia di anni questi animali divennero parte integrante della vita del villaggio e nel frattempo la loro vita cambiò; non era più quella di fieri predatori a caccia di grossi erbivori.
Un primo cambiamento nascosto riguardò il metabolismo; durante le modifiche della dieta avvenute in seguito all'agricoltura, infatti, la proporzione di carboidrati sotto forma di amidi derivati dai cereali allevati rispetto a frutta e carne aumentò radicalmente nella nostra specie e nei nostri compagni.
Nell’apparato digerente del cane si verificò così una mutazione simile a quella avvenuta nell’uomo che consentì di sfruttare gli amidi molto più efficientemente di quel che fanno i Lupi. La disponibilità di cibo tra gli uomini e la mancanza di competizione con altri branchi di Lupi trasformò lentamente e profondamente questi proto/cani soprattutto interrompendo i rapporti genetici con i branchi selvaggi; li differenziò anche dal punto di vista del DNA dai loro progenitori Lupi.
Una trasformazione così radicale che questi lupi/cani non potevano più tornare a essere indipendenti dall'uomo. Anche il comportamento si trasformò difendendo la loro zona, per esempio, abbaiando e non ululando. Con l'incremento della docilità sono comparse anche numerose alterazioni anatomiche: per esempio la taglia del corpo, la forma del cranio, il colore e il tipo del pelo, l'aspetto delle orecchie, della coda, i livelli di ormoni e anche di comportamento come il modo di scodinzolare l' empatia per uomo.
Sono tutti tratti fisici e di comportamento che distinguono i cani dal lupo. Tutte queste alterazioni che sono in qualche modo collegate tra loro e sono comuni a tutte le specie domestiche sono chiamate da molti evoluzionisti “sindrome da domesticazione”.
Nei cani questa sindrome ha una caratteristica in più, un segreto tra noi e loro, un aspetto fondamentale del nostro rapporto: l'attenzione e la comprensione dell'uomo e delle sue azioni. Dopo millenni di convivenza un animale estraneo alla nostra specie è in grado di capire segnali che noi stessi ci scambiamo, di capire il nostro linguaggio dei segni e le espressioni del volto, una vera e propria novità evolutiva che ha probabilmente un'origine antichissima.
Se un uomo indica la zona dove ha nascosto del cibo i cani capiscono l’invito a differenza dei lupi che ignorano quasi del tutto le azioni umane. Stare vicino all'uomo per migliaia di anni ha quindi modificato uno dei più fieri predatori terrestri in una specie plasmabile ed estremamente adattabile a tutte le condizioni della nostra vita.
Anche se la sua nascita e i suoi rapporti con la specie umana sono ancora un enigma quello che sappiamo è che la collaborazione tra un efficiente predatore e una specie culturalmente dominante ha condotto a un capolavoro: IL CANE.
L'uomo è convinto di aver addomesticato il cane: forse è vero il contrario.
Volete mettere infatti il piacere del tempo passato insieme? Parliamo con loro nello stesso modo buffo con cui parliamo ai neonati, ci confidiamo come si fa con gli amici, li accarezziamo come fossimo amanti, li rimproveriamo e ci giochiamo come con i nostri figli e ci litighiamo come si litiga nelle coppie. Loro ricambiano rimanendoci sempre vicino nella buona e nella cattiva sorte. Ci guardano dal basso verso l’alto con i loro sguardi irresistibili, ci leccano, ci chiedono coccole con la zampa e appoggiano la testa sulla nostra gamba aspettando una carezza. Sono pronti a difenderci da tutto e da tutti, che noi si sia alti o bassi, belli o brutti, ricchi o poveri, simpatici od antipatici.
Compatiscono i nostri difetti perché siamo compagni di vita. E’ questo che rende il legame così forte. E’ questa la grande lezione del cane: NON SOLO AMA, MA INSEGNA AD AMARE!
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