
Dott.ssa Ilaria Alesse Psicologa-psicoterapeuta a Viterbo
1) Mantenere una routine giornaliera con i bambini
2) Cercare di stabilire un rapporto con il/la figlio/a adolescente
3) Non essere spettatori passivi della propria vita
4) Imparare a riconoscere e ad accettare le proprie emozioni
Con la prima ondata della pandemia il sentimento prevalente nella popolazione è stato quello della paura, paura per un virus sconosciuto, e quindi timore dell’ignoto, dell’evento imprevisto che ci interroga e ci inquieta.
Questa paura ci ha fatto accettare più facilmente la decisione di chiuderci in casa per mesi, nonostante le gravi conseguenze psicologiche che il lockdown ha comportato.
Adesso, ciò che prevale è principalmente un senso di confusione, dovuto soprattutto al bombardamento continuo di notizie contrastanti che si susseguono senza sosta.
Questa confusione genera ansia e rabbia, non tanto e non solo nei confronti delle istituzioni che ci governano o nei riguardi delle persone che non rispettano le regole, ma è una rabbia che in realtà nasconde un forte senso di impotenza e insicurezza.
Non sappiamo quale sia il modo più ragionevole di reagire, e non ci sentiamo più protagonisti della nostra vita, messa in standby, in un tempo sospeso.
Aspettiamo costantemente informazioni dall’esterno per decidere sulle nostre condotte, ma questo è limitante per la progettualità del nostro futuro. L’ansia sale all’aumentare dell’incognita sul nostro futuro e la paura ossessiva del contagio.
A sostenerlo è la Dott.ssa Ilaria Alesse psicoterapeuta sistemico – relazionale e specializzata in Psicotraumatologia.
Si occupa di individui, coppie e famiglie che vivono un disagio al fine di aiutarli a ritrovare o riscoprire un nuovo equilibrio per il proprio benessere; ci invita a non dimenticare di prenderci cura della nostra salute Psicologica.
L’invito è quello potersi confrontare con specialisti che possano aiutarci ad affrontare meglio gli effetti negativi e confusivi di un periodo difficile per tutti.
Alla dottoressa abbiamo chiesto qualche consiglio utile per affrontare nel migliore dei modi, e con lo spirito giusto, l’eventualità di un nuovo lockdown generalizzato.
La Dott.ssa Alesse, madre e psicoterapeuta, lavora con le famiglie, con i bambini e gli adolescenti ed è proprio al loro benessere psicologico che è rivolto il primo dei quattro consigli generali per affrontare psicologicamente la pandemia.
I CONSIGLI DELLA PSICOLOGA
1) Mantenere una routine giornaliera con i bambini
I bambini rappresentano una delle categorie psicologicamente più a rischio in questo momento. A seguito della chiusura delle scuole a macchia di leopardo e con la messa in atto della didattica a distanza, vengono meno aspetti fondamentali per la crescita dei più piccoli, quali l’apprendimento delle regole e lo sviluppo di relazioni sociali.
Per aiutarli in questo momento difficile è importante dunque garantire loro una continuità: avere una giornata organizzata come avveniva in precedenza, fatta dei normali riti di preparazione mattutina nonostante la didattica in remoto, e cercando di alimentare la vita sociale con gli amichetti e di preservare attività ed hobbies che i bambini facevano prima, nei limiti del possibile. Nel caso non siano attività compatibili con i protocolli sanitari, bisogna tentare di modificarle per renderle fattibili a casa. Tutto questo, per garantirgli un senso di controllo e non far trapelare l’angoscia del loro contesto familiare.
2) Cercare di stabilire un rapporto con il/la figlio/a adolescente
L’adolescenza, come le altre fasi del ciclo di vita, porta con sé dei compiti evolutivi indispensabili per il passaggio alla vita adulta: l’adolescente infatti è chiamato a mettersi in gioco in un mondo nuovo fatto di responsabilità e di doveri dove, raggiungere obbiettivi e definire il proprio ruolo nella società, è il fine ultimo.
La reclusione a causa della pandemia, così come la didattica a distanza, potrebbe ritardare il funzionale raggiungimento di questo traguardo evolutivo mettendo a dura prova il bisogno dell’adolescente di individuazione di sé stesso dal confronto con l‘altro, di “svincolo” dai propri genitori e di conquista, con la fatica della sperimentazione e l’entusiasmo che contraddistingue questa età, del proprio posto nel mondo.
Il non poter relazionarsi vis a vis con il gruppo dei pari e degli adulti potrebbe avere risvolti diversi per i giovani: alcuni di loro potrebbero sentirsi sollevati al pensiero di non dover uscire di casa per affrontare il cambiamento evolutivo proprio di questa età, altri, potrebbero invece vivere questa condizione come una vera e propria privazione al sentirsi se stessi, viversi come “messi da parte” provando così sentimenti di non accettazione, incertezza, ansia, depressione e paura per il futuro.
Il compito dell’adulto in questo caso dovrebbe essere quello di riconoscere e sostenere le fragilità emotive dell’adolescente, tendergli la mano mostrando come questa situazione accomuni tutti e come diversi siano i modi per affrontarla, anche con l’aiuto di un professionista, qualora ne sentisse il bisogno.
3) Non essere spettatori passivi della propria vita
Bisogna ricordare sempre di essere protagonisti della nostra vita. Come? Attivandosi. Attivarsi significa, prima di tutto, ricreare nel proprio piccolo una propria oasi di pace, in cui potersi rigenerare, per poi domandarsi attentamente: “Cosa mi rende felice in questo momento? Cosa posso fare per me stesso in questo momento così critico? Fare ciò ci aiuta a ricaricarci e a recuperare tutte le energie necessarie per affrontare l’emergenza in cui viviamo.
4) Imparare a riconoscere e ad accettare le proprie emozioni
Non bisogna pensare che esistano emozioni positive o negative in assoluto.
Le emozioni prevalenti in questo periodo sono ansia, paura rabbia ed hanno comunque una loro funzione nell’aiutarci a fronteggiare i pericoli della vita esterna e quindi un primo passo da fare è l’accettazione e il riconoscimento di qualsiasi emozione proviamo. Il passo successivo sarà quello di esternarle. Andrà tutto bene nella misura in cui non decideremo di affidare agli altri, al mondo esterno, il controllo esclusivo sulla nostra vita, ma riuscire a metterci in gioco per riprenderne il possesso, pur nel rispetto delle regole.
“La vita continua e noi dobbiamo esserne sempre padroni”.
Per contattarmi o inviarmi domande questi sono i recapiti:
Dott.ssa Ilaria Alesse
Psicologa-psicoterapeuta
Ricevo presso lo studio di Psicologia e Psicoterapia a Viterbo Via Rosmini 8
Tel 347.30.61.82
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
