
Giuseppe Gioachino Belli
(7/9/1791- 21/12/1863)
Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Belli coi sonetti fece storia
scrivendo nel dialetto, da Romano,
ed io, Viterbese senza boria,
li scrivo di(a)lettando col nostrano.
L’ESAME DE MATURITA’
“Cos’è, Capoccia, la preposizione,
la semplice oppur l’articolata?”.
“Ah, dunque, Vasco Rossi, 1 la canzone
ce l’à, sì, la Vita spericolata”. 2
“Nabucco, chi lo scrisse, fai attenzione,
da chi fu scritta e, poi, fu musicata?”.
“Va’ pensiero, 3 , sì, dunque, sta canzone…
Mogol-Battisti 4 , che l’à, poe, 5 cantata”.
“Solea, 6 suvvia, traduci sta parola,
vediamo com’andiamo col latino!”.
“Oh, è facile, vò dì, vò dì la sòla”. 7
“Capo’, 8 scusami tanto: sei cretino?”.
“No, questo nun lo so, ché ne sta scola
de greco l’émo 9 fatto un po’ pochino”.
1 Cantante rock molto seguito dai giovani e non solo.
2 Titolo di una canzone del Vasco.
3 “Va pensiero, su l’ali dorate…” è l’incipit del coro dell’opera lirica Nabucco di Giuseppe Verdi (1813 – 1901), il cui libretto fu scritto da Temistocle Solera. Fu rappresentata alla Scala di Milano per la prima volta nel 1842.
4 Mogol e Lucio Battisti, la coppia vincente della musica leggera italiana. Tra i loro innumerevoli successi va ricordata la canzone dal titolo Pensieri e parole.
5 Poi.
6 Dal latino solea, ae: scarpa bassa.
7 Suola, ma anche traslato di fregatura.
8 Troncamento del cognome Capoccia.
9 Lo abbiamo.
