
a cura di Mario Olimpieri
CELLERE
FONTANA DEI DELFINI
La splendida fontana fu donata a Cellere dal Comune di Viterbo e nel 1931 venne montata in Piazza Umberto I, esattamente dove era collocato il monumento dei caduti della prima Guerra Mondiale. Il monumento fu smontato e trasferito in Piazza Castelfidardo.
La Fontana dei Delfini prende il nome dai due mammiferi intrecciati e collocati nella terminazione del fuso centrale da dove zampilla l’unico getto d’acqua. Un primo catino è realizzato mediante la sovrapposizione di conchiglie bivalve spalancate, posizionato subito al disotto delle teste dei delfini. La geometria ondulata del bordo permette all’acqua di formare tante piccole cascate che si proiettano nel catino principale. Il materiale con cui è stata costruita è il nenfro, pietra di origine vulcanica tipica della Tuscia viterbese. Le decorazioni e la geometria della fontana sicuramente appartengono al periodo barocco, l’autore ancora oggi risulta sconosciuto.
Rispetto alla fabbricazione originaria le uniche modifiche apportate alla fontana sono l’apposizione sul catino principale dello stemma comunale e dello stemma della repubblica italiana.
CANINO
"Fontana Farnesiana" - Canino -
La realizzazione della fontana risale alla prima metà del XVI secolo ad opera della famiglia Farnese, probabilmente a conclusione dei lavori di costruzione del primo acquedotto del paese. Attribuita al Vignola, senza sostegno documentario, sulla base di probabili analogie con la Fontana dei Delfini nella villa Gambara-Lante di Bagnaia, l’opera era posta in origine nell'antica piazza del mercato, attuale piazza Vittorio Emanuele, da dove venne rimossa nel 1875, per poi essere ricostruita, nel 1905, nell’attuale piazza C. De Andreis, su progetto dell’ing. Fausto Finzi.
La fontana della tipologia a coppe sovrapposte, a bacino circolare o poligonale e saliente centrale è interamente in travertino. Associabile nelle forme ad un’altra fontana di attribuzione vignolesca nella rocca di Viterbo, mostra una bella vasca dodecagonale, poggiata su un basamento di tre gradini, di cui uno aggiunto nel 1850, e gli altri due in occasione della ricostruzione novecentesca. La coppa centrale, sostenuta da un balaustro ricostruito in occasione del restauro del 1903, è di forma circolare, decorata da baccellature sormontate da un ricorso orizzontale ad ovoli e lancette; è inoltre ornata da tre protomi canine che contengono i cannelli dell’acqua, sormontate ciascuna da un fregio a tre gigli farnesiani. Ognuno dei dodici lati del bacino è decorato da bassorilievi con stemmi gentilizi e trofei militari.
Questi rappresentano, a partire da nord, secondo una sequenza non originale, ma relativa al rimontaggio novecentesco: lo stemma del vescovo Alessandro Farnese, lo stemma del cardinale Alessandro Farnese, lo stemma di Pier Luigi Farnese, un trofeo con scudi incrociati, un trofeo con scudo e armi, lo stemma della città di Canino, un trofeo con elmo, un trofeo con faretre incrociate, un trofeo con scudi incrociati, lo stemma della città di Castro, la cui presenza avrebbe originato una tradizione locale sostenente la provenienza dei bassorilievi dalla distrutta città di Castro, quindi una decorazione floreale che riprende quelle del parato Farnese e infine lo stemma della confraternita dei Ss. Giovanni e Andrea. Nel 1998 è stato necessario operare sul manufatto un importante restauro conservativo, con alcuni interventi di consolidamento e strutturali, tra cui la sostituzione della coppa superiore, oggi conservata presso la sede comunale, che hanno consentito una migliore leggibilità dell'opera.
(Anna Maria Paolini)
La Fontana del CANE
Sul lato destro della Piazza possiamo notare la “Fontana del Cane” così chiamata per la presenza di un altorilievo raffigurante un cane, simbolo del paese. Nella seconda metà dell’800 fu demolito un lungo edificio adibito a magazzini, ed al suo posto, verso la fine del XIX secolo, fu eretta una fontana monumentale.
Nel 1958, come ricordava una targa posta nel corpo centrale, il Comune di Canino volle “rimodernare” la fontana sostituendo l’originaria copertura a volta con quella attuale e rimuovendo la scultura raffigurante un grande cane che aveva la testa rivolta verso il Palazzo Comunale. Nel 2002, un'ulteriore e discutibile ristrutturazione ha portato la fontana alle sue forme originali, tranne un discutibile cane poco rampante.

TESSENNANO
Fontana ornamentale (XVII sec., di travertino)
ISCHIA DI CASTRO
Fontana del passato, ora non più esistente.
LATERA
Le quattro fontane
Elemento caratterizzante di Latera sono da sempre le fontane, dislocate nel territorio in maniera omogenea così da risultare simbolo principale dei quattro rioni del paese, che si sono sviluppati in epoca medievale intorno al Palazzo Farnese e alla chiesa.
FONTANA DINANZI AL MONUMENTO DEI CADUTI
FONTANA DEL DUCA
FONTANA TRINCHIERI
FONTANA DEL PISCERO
MONTALTO
Fuori dal centro storico, in prossimità della Via Aurelia, si incontrano le settecentesche fontane delle Tre Cannelle e del Mascherone, entrambe con lunghe epigrafi sormontate dallo stemma del Comune di Montalto di Castro.
La prima delle due fu costruita nel 1775, a seguito della realizzazione dell’acquedotto che portava l’acqua nella città dalla Sorgente del Tufo di Campomorto.
Dalla forma trapezoidale e costruita in travertino, è preceduta da sei pilastri e tre gradini; sulla facciata, sormontata da tre cuspidi con sfere è possibile osservare, oltre alle cannelle da cui fuoriesce l’acqua, lo stemma del Comune e l’epigrafe che ne attesta l’origine.
FARNESE
Detta anche “Fontana di Mostra” è una delle tre grandi opere che insieme a Palazzo Chigi ed al Viadotto Ducale, impera sulla piazza di Farnese. Nel 1617 iniziarono i lavori per condurre a Farnese le acque della Sorgente di S. Martino (oggi meglio conosciuta come “La Botte”). Per tre anni questo lavoro richiese l’impiego di grosse somme di denaro e Mario Farnese nonostante si trovò sull’orlo del fallimento non riuscì a portare l’acqua a Farnese, i cui lavori dovettero essere interrotti a causa di errori fatti nel calcolo delle altimetrie. Il progetto fu ripreso in esame soltanto nel XIX Sec.
E solo nel 1884 il Comune affidò l’incarico all’Ingegnere Cesare Tuccimei. Due anni dopo, nel mese di aprile, iniziarono i lavori e su disegno dello stesso Ingegnere venne costruita nella piazza principale la fontana. Realizzata dall’impresa Boschi di Viterbo, costò L. 5000. L’inaugurazione avvenne il 25 settembre 1887 con grandi festeggiamenti!

