
Mario Olimpieri
Buongiorno Mauro, oggi continuo col mostrare gli stemmi farnesiani di altri paesi: ARLENA, ISOLA BISENTINA, CANINO. Un saluto a te e ai lettori. Mario
Scritti e stemmi presi dal giornale CANINO info onlus
ARLENA
Giglio farnesiano affrescato sull'altare di San Bernardino nella chiesa di San Rocco
Sulla parete sinistra della chiesa, incassato nel muro, un affresco raffigura la Vergine con i santi Giovanni Evangelista e Bernardino da Siena. In una ellisse, posta su un lato della cornice che delimita il dipinto, è affrescato il giglio farnesiano stilizzato che riproduciamo.
Conosciamo con certezza la data di esecuzione, vale a dire il 1619: ciò risulta infatti con chiarezza da una iscrizione dedicatoria con finalità votiva riportata sul lato destro della cornice. Il committente, di nome Belardus Pepus, sceglie come suo intercessore presso la Vergine il santo che porta il suo nome. L'affresco, di qualità modesta, è una delle rare testimonianze superstiti della presenza farnesiana ad Arlena.
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ISOLA BISENTINA
Stemma farnesiano sul monumento funebre di Ranuccio il Vecchio nella chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo sull'Isola Bisentina
Ranuccio il Vecchio, altrimenti conosciuto come Ranuccio III, capostipite storico della dinastia, avrebbe voluto che l'Isola Bisentina diventasse il sacrario della sua progenie: nel 1449 vi fece così realizzare da Isaia da Pisa l'elegante monumento funebre in marmo, che tutt'ora possiamo ammirare, destinato ad accogliere le sue spoglie accanto a quelle dei suoi discendenti.
Ranuccio vi fu sepolto l'anno successivo, essendo morto il 10 agosto 1450. Nell'estrema dimora lo raggiunsero solo Pier Luigi Farnese jr., figlio di Paolo III e primo Duca di Castro e di Parma e Piacenza, assassinato a Piacenza nel 1547, e sua moglie Gerolama Orsini.
In seguito fu sepolto sull'isola anche uno dei loro figli, il cardinal Ranuccio, morto nel 1565.
Giulia Farnese "La Bella", sorella di Paolo III, avrebbe desiderato esservi sepolta, e in tal senso dispose nel proprio testamento: ma il suo auspicio non fu esaudito. Analoga disposizione testamentaria aveva dettato Giovanni Capece Bozzuto, secondo marito di Giulia, a lei premorto: il suo desiderio tuttavia non fu soddisfatto.
Delle suddette tombe, oggi non resta traccia, a parte, come si diceva, il monumento di Ranuccio III. Lo stemma che pubblichiamo è posto alla base del monumento, a fianco della scritta dedicatoria, in posizione speculare rispetto ad altro identico, ed è senz'altro uno dei più antichi della dinastia: vi troviamo effigiati il liocorno rampante, il cimiero e lo scudo con i gigli seminati. Questo stemma ha altresì costituito il modello per altri stemmi, pressoché identici, posti sulla torre dell'orologio di Ischia, di Capodimonte e di Marta e sul palazzo Farnese di Viterbo e di Farnese.
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CANINO
Stemma farnesiano collocato in via Paolo III sul portale dell'edificio che occupa il sito su cui sorgeva la Rocca Farnese
Nonostante Canino sia ormai ufficialmente riconosciuta come la città che ha dato i natali a Paolo III Farnese, non sono molte in paese le testimonianze farnesiane superstiti.
Lo stemma che proponiamo, elegante nella sua semplicità, presenta i classici sei gigli Farnese scolpiti in bassorilievo su uno scudo insolitamente spigoloso e dal contorno rilevato con bell'effetto plastico.
La tipologia del rilievo all'interno allo stemma è piuttosto comune ed è riscontrabile in numerosi altri esempi sparsi un po’ in tutta la provincia.
Altri stemmi riferibili ai Farnese occupano alcuni dei dodici riquadri della fontana attribuita al Vignola in piazza Valentini.
