
Joan Baez
Mariella Zadro
Dalle ballate folk, alla pittura, il passo è stato breve.
Il prossimo 9 gennaio, Joan Baez, icona della canzone di protesta degli anni ’60, compirà 80 anni e lo vuole celebrare non con un concerto o un nuovo disco, ma con l’inaugurazione di una mostra personale delle sue opere, presso la galleria Mill Valley in California.
Sono tutti ritratti di personaggi: politici, cantanti, storici, medici, sportivi ed artisti, che si stanno impegnando nel sociale.
L’usignolo di Woodstock, come era stata soprannominata per la sua voce calda e contemporaneamente squillante proprio nello storico festival del 1969, inserita tra i fondatori della sezione americana di Amnesty International, con il suo canto ha contribuito alla diffusione del pacifismo e ha sostenuto le campagne per i diritti civili.
Una carriera di sessant’ anni iniziata nel 1959 a solo diciotto anni e proseguita ininterrottamente fino all’ultima tournée internazionale intitolata "Fare thee Well" (“stammi bene”) che l’ha vista partecipe in una tappa a Roma, nell’agosto di due anni orsono, dedicando la famosa canzone “Un Mondo d’Amore” di Gianni Morandi, presentata dalla stessa Baez, come: “fonte d’ispirazione per tutto il mondo”.
Non saranno più gli accordi della chitarra ad accompagnare la cantautrice, ma certamente, saprà “comporre” pennellate di colori, che emozioneranno lo sguardo.
AUGURI creativi…
