Antonio Gaspari, direttore www.orbisphera.org

Ogni Natale è diverso, ma quello di quest’anno è proprio strano.

Chiusura di bar e ristoranti, distanziamento sociale, impossibilità di riunirsi con parenti e amici… il cielo offuscato da nuvoloni neri, gonfi di paure, gelidi e minacciosi.

Si percepisce che, nonostante e forse proprio a causa del Covid che intimorisce e spaventa, c’è una gran voglia di riunirsi, abbracciarsi, condividere e scambiarsi regali, gioire della nostra umanità. Vorremmo liberarci da tutte le paure e rinnovare i sogni per un mondo migliore, ma i timori per la salute e le preoccupazioni per la situazione economica velano di tristezza i nostri occhi, oscurano la nostra mente e raffreddano i nostri cuori. Cerchi di trasmettere entusiasmo nel fare gli auguri, ma sono tante le persone che hanno avuto un lutto in famiglia ed è tale la mestizia che ti domandi se forse non è il caso di condividere il dolore in silenzio.

Eppure senti che la speranza, seppure un po’ abbattuta, vuole emergere più viva che mai. Tutti, ma proprio tutti sperano di superare questo anno tremendo e di poter lavorare per costruire un mondo più giusto e fraterno. Se è vero, infatti, che forte e diffusa è la tendenza alla conservazione, che ci sono gruppi potenti ed egoisti che avversano ogni cambiamento, è altrettanto vero che, tanto più le crisi sono profonde, tanto maggiore è il dinamismo della luce e del bene che emerge. Se si guarda alla storia dell’umanità si scopre che i più grandi progressi si sono avuti proprio dopo le fasi di crisi.

Secondo un pensiero attribuito a Einstein: «Tutte le crisi portano progressi. La creatività nasce dalle difficoltà, come il giorno nasce dalla notte oscura. È dalla crisi che scaturiscono inventiva, scoperte e grandi strategie, perché è nella crisi che emerge il meglio di ognuno». Insomma, dobbiamo riconoscere, parafrasando Paulo Coelho, che «l’ora più buia e fredda della notte è quella che precede l’alba».

È per questo che possiamo considerare la nascita di Gesù come una sfida alla nostra incredulità. Il Cristo è sceso in terra per confermarci che la luce illumina il buio, l’amore vince sull’odio, la compassione supera le divisioni e la fratellanza annulla il conflitto. La tenerezza, la bellezza e la gioia sono il nostro destino, il fondamento della Vita Eterna. A tale proposito ha detto Papa Francesco: «Gesù è la luce degli uomini che splende nelle tenebre, che dà senso all’esistenza umana e alla storia intera».

Insieme al servizio che “Orbisphera” svolge per comunicare la Buona Notizia, con affetto e preghiere auguro a Voi, alle vostre famiglie ai vostri cari, Buon Natale e felice Anno Nuovo