La copertina del supplemento della rivista Tuscia dedicato al “Grossi Morera” 1982

Vincenzo Ceniti Console Touring

Quarant’anni fa, giorno più giorno meno, Viterbo fece notizia sulla ribalta calcistica italiana con il Torneo per Allievi “Grossi Morera” avviato nel 1979 nel ricordo dei due giovani atleti Maurizio Grossi di Viterbo e Manlio Morera di Capranica accomunati dal destino di una morte tragica e prematura.

L’iniziativa faceva capo a due manager anch’essi scomparsi, Giancarlo Camilli e Carlo Cardoni. Li ricordo con ammirazione, sia per la professionalità con cui operavano e gestivano i rapporti umani, sia per la capacità creativa e l’indomita volontà di fare. Riuscirono a compattare adesioni sorprendenti, come dimostra la lista del Comitato d’Onore dell’edizione 1982 di cui facevano parte, oltre ai genitori dei ragazzi scomparsi (Vincenzo Grossi e Ugo Morera), il prefetto Giovanni Nocerino, Onio Della Porta, Sergio Pollastrelli, Franco Bruni, Giulio Santarelli, Rodolfo Gigli, Rosato Rosati, Ugo Sposetti, Bruno Gnignera, Gastone Filippi. I loro non furono apporti formali, ma concreti nei rispettivi settori. di competenza. Il trofeo – assegnato alla squadra che conquistava il titolo per due volte - era una scultura di Luigi Zucchi con due ali che innalzano un pallone su cui si regge il leone di Viterbo. Addetto stampa Giuseppe Mascolo.

Mi venne chiesto – a torneo in corsa - di sostenere la manifestazione con qualche utile innovazione e lo feci utilizzando gli arnesi del mestiere di cui disponevo come direttore dell’Ente del Turismo di allora. Occorreva dare alla competizione nuovi interessi con un taglio internazionale. Nel 1981 ebbi l’opportunità di invitare, fuori gara a titolo sperimentale, l’Eintracht di Wolfsburg (la città della Volkswagen). Sapevo che la squadra tedesca stava facendo una tournée in Italia e fu agevole convincere i dirigenti a disputare a Viterbo una gara amichevole in coincidenza con il “Grossi Morera” che già disponeva quell’anno di autorevoli partecipanti come l’Udinese, il Milan (che vinse il torneo), la Fiorentina, la Roma, la Lazio e la Viterbese. L’incontro “dimostrativo” fu Viterbese-Eintracht. Il dado era tratto. Ci furono sugli spalti manifestazioni di simpatia e curiosità per quei ragazzi della Bassa Sassonia, avallate anche dalla regina della tifoseria di quei tempi,Cristina Cipriani, una simpatica signora supertifosa e mascotte della Viterbese.

L’anno successivo, nel 1982, fu la consacrazione dell’internazionalità del torneo. Mi adoperai con l’Enit a contattare per tempo due club di rango a livello europeo (da aggiungere ufficialmente al pacchetto delle squadre italiane) come il Nottingham Forest (Gran Bretagna) e il Borussia Moenchengladbach (Germania). La compagine inglese evocava i “mostri sacri” della prima squadra allenata da Brian Clough che vinse per due anni di seguito la Coppa dei Campioni disputando la partitissima intercontinentale di Tokyio nel 1980 perduta contro il National Montevideo di Victorino. Riguardo al Borussia andavano ricordati negli ultimi quindici anni quattro scudetti nella Bundesliga, due coppe di Germania e due coppe dei Campioni. Erano ancora vive le vicende della prima squadra che nel 1971 fu protagonista di una indimenticabile partita di Coppa con l’Inter. La gara fu ripetuta dopo interminabili polemiche per la lattina che colpì Boninsegna. Insieme al Bayern e al Colonia, il Borussia era (ed è) una delle squadre più prestigiose del campionato tedesco.

Le due compagini proprio per il loro blasone dettero al “Grossi Morera” di quel 1982 un grande risalto. Va ricordato che in quegli anni non c’erano molte possibilità di assistere a partite di calcio a questi livelli, con squadre dalle maglie così famose anche se indossate da Allievi. Senza contare che tra le italiane figuravano quell’anno il Milan (ancora vincitore del Torneo), l’Inter, la Juventus, la Fiorentina, la Roma e la Lazio.Gli onori di casa toccavano come sempre alla Viterbese che aveva prodotto nel vivaio – in parte guidato da Franco Rempicci - ragazzi di qualità come Mecocci, Morera e Puccica.

La presenza di squadre straniere fu assicurata anche negli anni successivi. Nel 1983 mi interessai per il Goteborg (Svezia) e l’Espanol (Spagna). Poi questi contatti, una volta avviati, passarono ad altri che li mantennero per gli anni successivi. Oltre che a Viterbo, si giocava a Tuscania, Montefiascone e Capranica. L’amicizia che mi legava con il vignettista del Messaggero Alfonso Artioli mi consentì di ottenere dalla sua abile penna il logo del Torneo che venne riportato nella copertina di un supplemento della rivista Tuscia. Va ricordato che durante le edizioni dal 1979 al 1989 si sono visti al “Grossi Morera” giocatori come Costacurta, Simone, Ferrara, Cannavaro, Di Canio, lo spagnolo Alfonso, l'inglese Wright, Dino Baggio, Toldo, Ferron, Stroppa, Ielpo, Murgita, Baiano, Marangon, Desideri, Tovalieri, Di Chiara, Carbone, Pagliuca, Tommasi, Malusci, Fois.  

 

La squadra inglese del Nottingham Forest e quella della Juventus (edizione 1982)