
Denis Diderot
Claudio Cianchella
I vetusti latini volgevano con circospezione le attività teoretiche definendole (intellectualis), ossia il dinamismo di mente evoluta. Nella concezione dei filosofi Achei apprendiamo che per intellettuali intendevano le qualità scientifiche, sapienti, artistiche ed intelligenti, finalizzate a raggiungere la “verità”.
Orbene, questa rappresentazione dal fascino oserei dire irresistibile, sarebbe già sufficiente per delimitare i principi intellettivi, ma ovviamente dobbiamo esaminare alcuni riferimenti tangibili per avere una dimensione definibile e compiuta.
Chi è l’uomo intellettuale moderno…
La intelligenza è una “materia” esaminata e dibattuta in moltissime sedi scientifiche e culturali. La scuola “dominante” la sostiene quale emanazione intellettiva generata delle interconnessioni dei neuroni; altre attività di studio, le meno rappresentative (numericamente), divergono da queste ipotesi e l’autore è fra coloro.
Sulla intelligenza dopo secoli di studio, analisi, esperienze, sono stati elaborati alcuni “quozienti intellettivi”, a modesto parere affrettati per dare finalmente una ansiosa risposta ad un enigma tuttora misconosciuto. Ovvero, probabilmente per avere notorietà, dal momento che, e non potrebbe essere altrimenti, considerati i risultati scientifici, tali quozienti apparivano quale risultato di esperienze ed ipotesi soggettive, non quali prove scientifiche. Ad ogni buon fine, tale posizione non deve assolutamente deviare la nostra propensione sull’argomento!
L’intellettuale è una entità dedita al pensare, conoscere, osservare, studiare, enunciare la visione del pensiero, è l’uomo semplice, ma non sono semplici i suoi pensieri. L’intelletto è creatività, enunciamo una energia che stravolge i concetti di linearità e schematizzazione; è il compimento di una raffigurazione mentale enunciata oralmente, per iscritto o immagine.
Sono nozioni apparentemente semplici ed allo stesso tempo complesse, quello che le rende vivibili a chiunque, sono le metodologie naturali nella esposizione, ovvero una complessità raggiunta dal un veicolo esemplificato.
La razionalità è l’elemento primate dell’intellettuale, è un principio che orienta gli orizzonti espansivi della intelligenza, di cui l’uomo ne misconosce l’energia e le sue origini. Quando volgiamo lo sguardo sulle attività mnemoniche dell’uomo, in particolare nell’andato remoto, non raramente evidenziamo che egli enunciava di essere ispirato da Dio o interprete di quella entità. È ovvio che tale rappresentazione lo metteva al sicuro, ovvero credeva di avere rifugio idoneo dalle “insidie” delle critiche dei contemporanei e dei posteri.
La razionalità e l’intellettualità, osservano il generale contesto naturale con occhio critico per evitare di essere ingannati dalle apparenze o dalle ipocrisie e doppiezze. Illuministi francesi attrassero il termine sostantivo “intellettuale” all’imbrunire del settecento e fra i primi “pionieri” troviamo lo scrittore, enciclopedista e critico d’arte Denis Diderot ed il filosofo Voltaire, entrambi non raramente in conflitto sul tema sorretto da quest’ultimo, fautore dell’appellativo limitato alla classe nobile e non alle classi popolari.
Indi avviene che troviamo negli aspetti etimologici, più il termine “letterati” che intellettuali, ma evidentemente sono i primi passi di un aggettivo divenuto nel prosieguo sostantivo.
Nel coevo, l’immaginario complessivo dell’aspetto esteriore dell’intellettuale, è naturalmente la persona distinta, ben curata e composta, dotata di calma e comprensione, non sempre disponibile e comunque preparata per affrontare qualsiasi soluzione.
Nella realtà, le cose sono significativamente diverse.
L’intellettuale, prima di essere tale è uomo, con le sue imperfezioni ed emotività, più o meno evidenti. Semmai è dotato generalmente di forte autostima che gli consente di dominare, anche se in parte, le emotività e stati di irrequietezza. Non sono rari i casi di misantropia da parte di artisti e letterati, o momenti di irascibilità di filosofi, ma questi elementi sono evidenti debolezze ed imperfezioni umane!
Le eventuali ipotesi ed opinioni che attendono il futuro, possiamo enunciarle evidenziando che l’intellettuale innanzitutto è colui che pensa, osserva, interpreta ed agisce individualmente, senza condizionamenti o coinvolgimenti, e comunque sempre alla ricerca della verità …
