
Giovanna Pannega dal popolo soprannominata Caterinaccia
Vincenzo Ceniti
Riporto un passaggio di un mio vecchio articolo sulla Caterinaccia in cui faccio accenno al caro Aldo Pennello che ci ha lasciato in questi giorni.
… “Caterina di giorno girovagava per le vie di Viterbo ad aiutare Alfio in vari lavoretti e servizi come quello di prelevare i cartoni presso abitazioni, botteghe o al Luna Park (le Giostre come venivano chiamate a Viterbo per le feste di Santa Rosa) che legava maldestramente su un carrettino sgangherato per rivendere a due soldi. Ma quelli bastavano.
Di frequente percorreva Corso Italia dove sostava davanti alle vetrine di qualche negozio per raccattare una manciata di spiccioli. Di domenica all’uscita della Messa nella chiesa del Suffragio donava alla signore un mazzetto delle sue violette accuratamente composto per riceverne quattro soldi.
Mai chiesta la carità.
Aldo Pennello che è stato uno dei negozianti più storici del Corso mi racconta che un giorno la vide con un grande cappello di paglia.
“Me lo ha regalato Alberto Magoni” (titolare del negozio accanto al Gran Caffè Schenardi). Per non essere da meno Aldo le donò un fiocco rosso da porre sul cappello. Poi la fece specchiare ed essa esclamò “E’ la prima volta che mi vedo”...
